lunedì 18 dicembre 2017

QUANDO CRESCERE E' DISTRUGGERE... O PASSARE OLTRE

Questa mattina ho trovato questo video su Facebook. Conosco benissimo il protagonista e sempre di più lo stimo.
Le sue parole sul passaggio dalla Costruzione alla Distruzione sono illuminanti e devono far riflettere. Il Massone non può fermarsi, non può rimanere bloccato nella ritualizzazione senza consapevolezza che si riscontra molto spesso nelle Logge.
Il Massone lavora, lavora infaticabilmente per costruire il Tempio oppure, lo dice chiaro "Ermete Fulcanelli" nel video: lo trascende.
Fa briciole delle pietre sgrossate, levigate, squadrate. Calpesta il pavimento a scacchi, spegne le Luci e chiude i Libri Sacri.

 

Il Massone ormai è arrivato alla Terra di non ritorno, ora sì che sta vivendo la Massoneria, la sta vivendo perché ne è diventato parte integrante, non recita più: ora "è".
Come nello Zen e nel BushiDo il cammino è paradossalmente circolare. L'inizio e la fine sono talmente vicine che s'inglobano l'una nell'altro, il serpente si morde la coda.
La Zona Alchemica raggiunta ha fatto sì che la Crosta esterna non serve più, ora Costruire o Distruggere sono la medesima azione. 

Non è una questione di Tempo per arrivare al salto quantico, si tratta di altro. Solo una profonda consapevolezza del "chi siamo" può portare dalla creazione alla distruzione che, badate bene, non è un mero sbancamento di ciò che si è fatto... tutt'altro. E' una distruzione creativa, quasi divina. E' la fusione dell'IO con il D-IO.
E' il "Conosci Te Stesso" che troviamo all'esterno dei Templi.
Non importa da che strada sei arrivato alla bocca del Serpente, importante che Tu ci sia arrivato.

Comunque hai ragione... questo è un video per pochissimi!

Grazie "Ermete Fulcanelli" per questo video e per la Tua esternazione




lunedì 11 dicembre 2017

Siamo tutti Fratelli?

Siamo tutti Fratelli?
Dietro questa domanda che, in prima battuta, può sembrare retorica si cela invece una problematica a mio avviso fondamentale.
Ci sono Obbedienze che non riconoscono altre Obbedienze, Orienti che si fanno la guerra, che litigano... noi siamo quelli veri voi no... F:. che si insultano sui social ed altri comportamenti che mi lasciano a dir poco basito.

Per quanto mi riguarda credo che la Massoneria sia una sola: quella dove c'è un Massone.
L'appartenere ad una Obbedienza invece che a un'altra molte volte è solo una questione di particolari situazioni, di occasionali coincidenze.
Cosa diversa è capire quale sia l'Obbedienza più consona al nostro pensare, alla personale visione della Massoneria.
Per fare ciò bisogna entrare nel merito dei progetti, dei Rituali, dell'uso che se fa... della consapevolezza di ciò che si sta facendo. Senza tediare oltre dico che ci sono paletti etico-morali che ognuno di noi non deve oltrepassare.
Una cosa che ultimamente mi sta tormentando, e non poco, sono le capitazioni obbligatorie e le tariffe sui passaggi di grado.

Si fanno lasciare i Metalli fuori dal Tempio ma li si tengono ben stretti tra le Tesorerie.  Però a pensarci bene anche la Chiesa fa lo stesso:
- vuoi battezzarti? 50 euro
- un matrimonio? 150 euro
- funerale? 80 euro

Anche la Chiesa è un'istituzione iniziatica, e anche potente... ma Noi non siamo la Chiesa, Noi dovremmo essere altro, Noi dobbiamo essere altro!
Facciamo un paio di passi indietro, recuperiamo le Antiche Tradizioni, viviamo i vecchi Rituali... riuniamoci rimanendo indipendenti.




mercoledì 3 maggio 2017

Un pezzo di storia e non solo Propaganda...

E' un po' che ci penso se veicolare questo video su Il Massone oppure lasciarlo nascosto nei meandri di Youtube. Oggi ho deciso di farlo in maniera, diciamo, asettica e storiografica.
Nessun commento, nessuna dietrologia. Questo video è solo un documento multimediale in cui vengono esposti alcuni fatti.



Ognuno è libero di trarre le proprie conclusioni, per quanto mi riguarda lo inserisco nella storia d'Italia come una delle pagine oscure. Una pagina che ancora, a mio parere, deve essere scritta e, soprattutto, letta.

giovedì 13 aprile 2017

Gran Loggia di Rimini... il video


Per tutti i Fratelli che non hanno potuto partecipare, ecco il video della 3 giorni di Rimini.

Buona visione.

domenica 9 aprile 2017

Il pavimento: il bianco o il nero?

Uno dei simboli massonici più in vista è sicuramente il pavimento a scacchi bianchi e neri. Lo troviamo nelle Cattedrali del '500, nei porticati di monasteri e nei Templi.
Soffermandomi a ragionare su questa sequenza di colori, forme, e numeri, ho sentito la necessità di fare un lavoro di sintesi.
Un giorno un F:. mi disse: nel Tempio trovi il pavimento bianco e nero, poi sta a Te decidere dove posizionarti... sul bianco o sul nero.
Ecco, credo che l'equivoco parta proprio da qui: non vedere l'insieme della dualità.
Il pavimento non rappresenta due realtà, ma solamente le due facce della stessa medaglia.

Il Massone non deve posizionarsi né sul bianco e né sul nero, il Massone deve camminare sul pavimento e basta. Deve imparare a stare in armonia con entrambi i colori, con entrambe le situazioni... sia nella Luce che nelle Tenebre.
Una non può esistere senza l'altra.

Non possiamo vivere di sola Luce dimenticando che Essa esiste solo perché nel contempo esiste anche l'ombra. Il Bene e il Male, la dualità, l'inizio della vita parte da questo concetto: il 2.
Armonizzando le due energie si arriva al 3. Ma questo è un altro discorso. Il nostro pavimento altro non è che la rappresentazione della Via massonica. Sono le scelte continue da prendere. L'eterno muoversi da una parte all'altra per stare in equilibrio senza mai soffermarsi troppo su nessuna delle due. Il pavimento ci ricorda che nulla è assoluto, tutto è in divenire e soprattutto che dobbiamo imparare ad accettare i contrari. Il bianco non la pensa come il nero, ma insieme formano il pavimento su cui il Massone può camminare verso mete equilibrate e sapienti.

Poi accade che a fine percorso ti rendi conto che le piastrelle non erano bianche e nemmeno nere, ti rendi conto che in realtà non c'era nemmeno il pavimento... ma questa è tutta un'altra faccenda, questo è Zen.

giovedì 30 marzo 2017

Il Gallo non canta... ma a Est sorge il Sole

Quando si avvicina la notte, a volte, nascono pensieri un po' particolari, quasi delle necessità di esternare ciò che si è vissuto durante la giornata.
La notte... il buio, l'assenza della luce. In genere questa situazione viene vista e vissuta come momento negativo. Personalmente non sono pienamente d'accordo.

La luce non avrebbe senso senza il buio, le nostre Luci vivono perché, nel contempo, nel mondo esistono ombre, paure e assenze di pensiero. Che senso avrebbe illuminare un deserto pieno di luce?
Che senso avrebbe portare luce se non esistessero le tenebre?
Ecco che il Gallo nel gabinetto di riflessione ci viene in soccorso.
Questo simbolo incarna la trasformazione alchemico-mercuriale della rinascita. Non è propriamente una sveglia, non può esserlo perché ci si sveglia da un sonno... non dalla non-vita.

Il Gallo rappresenta la "rinascita", il passaggio dalla morte alla vita, la trasformazione del piombo in oro. Il Gallo, in simbiosi con il Fuoco (rosso), l'Ariete (la rinascita) e l'Est è il passaggio finale che il bussante pone in essere per diventare Massone.

Ma c'è un significato più profondo che accompagna questo simbolo... un particolare che a molti sfugge: il Gallo quando chiude gli occhi li riversa. Questo movimento-tecnica è lo stesso che si utilizza per portare il meditante ad un livello di concentrazione-liberazione del pensiero particolare.

Il connubio alchemico della parete Est del Gabinetto di riflessione è la porta magica, lo stargate che l'uomo attraversa per diventare Massone.
Il Gallo è l'ago della bilancia tra luce e tenebre. Esperienze sensoriali indissolubili tra loro. L'una non può prescindere dall'altra. Ecco che trascende la simbologia periferica della sveglia artigliando, di contro, la parte emozionale della trasformazione alchemica che si pone in essere quando Fuoco, Ariete e Gallo si fondono nel Tutto divino, parte integrante del disegno del GADU.



sabato 18 marzo 2017

Jacque de Molay e la Sindone

Premetto che ciò sto per scrivere è una congettura, per lo meno per ciò che mi riguarda, e non ho prove da sottoporre al lettore. Però voglio lo stesso esporre questo pensiero.
Quella che viene percepita come una delle reliquie più sacre per il Cattolicesimo, altro non sarebbe che il mantello dell'ultimo G:.M:. Templare. Un mantello che si tramandavano da un G:. M:. all'altro. Un telo rinvenuto in Terra Santa durante una delle prime crociate. Un telo antico, risalente all'epoca in cui un uomo di nome Gesù predicava da quelle parti.
Da qui i risultati scientifici che attestano la temporalità del telo in oggetto. Già, ma la figura impressa?

Questo volto, quello che vedete nell'immagine qui a fianco, è quello che viene considerato il volto di Gesù. Però la Chiesa non ha mai ufficialmente dichiarato reliquia la Sindone, anche papa Benedetto XVI l'ha chiamata "icona" e non reliquia. Già questo fatto mi fa pensare. Abbiamo il vero volto di Gesù e i suoi "pastori" non la innalzano a reliquia?

Un secondo indizio sta nell'altezza dell'uomo in effige. Troppo alto per la morfologia dell'epoca e del luogo.

Terzo indizio: una strana somiglianza. Qui sotto un'antica incisione con raffigurato Jacque de Molay, G:. M:. Templare mandato al rogo il 18 marzo del 1314 a Parigi dalla Santa Inquisizione. 
L'uomo raffigurato sul telo della Sindone sarebbe lui. 

Jacque de Molay prima di essere messo al rogo fu torturato, gli furono inflitte le stesse pene che furono inflitte a Gesù. Crocifisso e fustigato. Ormai morente fu permesso ad alcuni dei suoi uomini di portare il corpo in una cella fredda e umida. La stanza era stata preparata con incensi fumanti. Il corpo fu steso su di un tavolaccio e, probabilmente, oliato e poi coperto con il Mantello da G:.M:., il fumo degli incensi fece reazione chimica con il sudore del corpo e gli oli utilizzati facendo sì che il telo diventasse una sorta di negativo fotografico a contatto.

Ecco perché il telo viene riconosciuto contemporaneo a Gesù ma la Chiesa non innalza a reliquia la Sindone. Come ho detto è una teoria, affascinante, ma sempre una teoria. Il lavoro di copia-incolla che la Chiesa Cattolica ha fatto nel corso dei secoli fu fatto anche in questo caso. Un'operazione di marketing fantastica utilizzando alcune delle regole che ancora oggi si usano nella comunicazione: una cosa vera (il telo), una cosa verosimile (l'utilizzo nel sepolcro), una cosa falsa (è Gesù)... la cosa falsa diventa vera o, perlomeno, verosimile.





lunedì 13 marzo 2017

Creo il ponte, alzo il muro o apro una porta?

Fin dove arriva la Tolleranza? Domanda che, secondo me, porta il Massone ad un conflitto interno. In questi periodi si sente spesso questo genere di frase: non si debbono costruire muri ma ponti.
In linea di principio è condivisibile e auspicabile. Il problema nasce quando chi attraversa il ponte genera problematiche, diventa merce e viene utilizzato come contenitore di sporchi affari politicamente pilotati. Mi spiego, o per lo meno cerco di farlo: l'Italia (e in generale tutta l'Europa) ormai da anni, ma in particolare in questi ultimi, è stata oggetto di una "migrazione-invasione" da parte di popolazioni che con i nostri territori nulla hanno a che vedere.

Ma non è questo il punto, un fratello è tale da qualunque terra provenga. Se un uomo sta annegando lo salvi e basta, senza guardare razza, fede o colore della pelle... però è bene chiedersi: perché sta annegando? Cosa lo ha portato a mettere piede su di un barcone? Perché parte deliberatamente senza documenti? Quali sono le dinamiche che hanno generato questa migrazione di massa? Perché, se sono migranti, gli scafisti vengono arrestati per traffico di clandestini?


Da scrittore di romanzi polizieschi ho imparato una cosa, una sola è la domanda che l'ispettore di turno deve sempre porsi di fronte al cadavere: chi ne trae profitto?
Sì perché in ogni azione delittuosa c'è sempre un profitto per qualcuno, di qualunque genere: emotivo, sentimentale oppure economico.
Bene, a questo punto il Massone come si pone di fronte a tale problema... creo ponti in modo che chi fugge da una situazione particolare possa farlo in tutta sicurezza oppure erigo un muro per cercare di organizzare gli arrivi?

In effetti le operazioni diplomatiche dell'attuale governo mi hanno lasciato un po' perplesso: da un lato lanciano strali buonisti e una marea di "poverini" che uno pensa di prendere giubbotto e salvagenti e gettarsi nella ridda dei salvataggi... dall'altra tesse una rete diplomatica con la Libia in modo che non partano e restino dove sono. Se sono sui barconi sono migranti da salvare se restano in Libia sono un problema di meno?
Non mi torna, come non mi torna il fatto del termine clandestino: se entri in un paese straniero senza documenti sei per forza di cose un clandestino. Se in Italia viene fatta una legge che per ridare un'identità servono fino a 24 mesi (2 anni!!), per forza di cose devo attrezzare strutture adeguate alla gestione. Se tali gestioni vengono appaltate a organizzazioni e cooperative che grazie a questo problema si arrichiscono... qualche dubbio comincia a sorgermi.

A questo punto chi invoca il ponte lo farà ben bontà d'animo o perché, anche se non personalmente, fa parte di un cerchio di pensiero cooperativistico per lo meno dubbio?
Il Massone come si pone al riguardo? Crea il ponte, alza il muro o apre una porta?

mercoledì 8 marzo 2017

Il Massone prezzemolino

Guardavo giorni fa un video di History Channel in cui si parlava della morte di Papa Luciani. Dopo una ricostruzione storica, a mio parere, anche abbastanza veritiera, per lo meno si sono basati su fatti oggettivi, è partita la ridda delle congetture.
Ovviamente è cominciata a comparire nei dialoghi la parola: Massoneria.
Ciò che  ha fatto alzare il mio livello di attenzione è stato quando i due conduttori, americani, hanno cominciato a utilizzare il binomio: mafia-massoneria. Ma perché, mi domando? Perché di qualunque situazione si tratti: affari sporchi, misteriose morti, "impicci" vari, addirittura la morte di un papa si fa sempre e comunque allusione alla Massoneria?

Durante tutto il filmato non sono mai state portate prove o connessioni degne di questo nome. Si è solo parlato in maniera vaga di Massoneria deviata, di riti misteriosi e ordini di morte partiti da una fantomatica loggia dei Frati Neri di Londra.
Mai si è parlato di Obbedienze, mai si è cercato di capire di quale Massoneria si trattasse, anche perché credo che il profano nemmeno sappia di cosa sta parlando.

I conduttori hanno puntato l'indice solo ed esclusivamente sul termine: Massoneria.
Non si sono fatti delle domande del tipo: ma esiste una sola Massoneria? Cos'è una Loggia? Cosa significa: Loggia coperta?

Ormai il Massone è un prezzemolino che si utilizza in ogni occasione. Non capiamo cosa sta succedendo? La colpa è della Massoneria. C'è una vicenda poco chiara? La colpa è della Massoneria. Muore un papa? La colpa è della Massoneria. Ne nominano uno che non piace a qualche potere forte? La colpa è della Massoneria.
In genere le informazioni che arrivano al grande pubblico sono delle disinformazioni mascherate da sacrosante verità. Tutti sanno tutto sulla massoneria compresi gl'intrecci con i vari servizi segreti ovviamente deviati. Deviati i Servizi e deviata la Massoneria. Un gran minestrone di castronate dettate dall'ignoranza in merito alla materia.

Nel frattempo le Colonne tacciono e i Massoni lavorano. Quelli non deviati, logicamente... quelli deviati: deragliano.

domenica 5 marzo 2017

La logica del caos partoriente

Osserva la natura, un bosco, una foresta, il greto di un fiume oppure le dune del deserto... a prima vista sembra tutto caotico, pare che gli alberi crescano a caso, che i sassi sulle rive del corso d'acqua siano capitati lì senza una logica, che i granelli di sabbia del deserto fluiscano nel vento senza un preciso disegno. Tutto sembra avvenga per caso. Sembra.

L'umanità ha, nel corso del suo stare su questo pianeta, annichilito l'istinto (il caos primordiale) con la logica. Nel bosco le piante nascono dove cade il seme o dove uno stolone ha trovato un varco attraverso il terreno... l'uomo pianta con metodologie logiche, scientifiche e affini al suo pensare.
L'Uomo è logico la natura è caotica. Però, c'è sempre un però... la natura, attraverso quello che noi chiamiamo caos governa il Tutto. Lo governa in maniera tanto perfetta che parrebbe ci sia un Grande Architetto Dell'Universo che ne tiri le fila.

Ma questi fili l'uomo profano non li vede, esso si muove sulle corde della logica ferrea e disciplinata. Regolamenta il proprio vivere, sia materialmente che spiritualmente, con "discipline" logiche. A effetto ci deve essere una causa, il corpo è una sequenza di reazioni chimiche e l'anima è gestita da un Dio che ne è anche il legittimo proprietario, visto che gliela si deve rendere.

Il Massone fa azione introspettiva e coagulante con altri Fratelli, s'immerge in un caos cosmico che lo porta, in principio, ad essere solo osservatore, poi compartecipe ed infine unità trainante di quello che potremmo chiamare: motore dell'Universo. L'umano che si pone di fronte a questo sistema caotico e non-logico, in genere, immediatamente cerca di trovare giuste collocazioni alle proprie domande: non le risposte, ma dove collocare sullo scaffale del pensiero logico-scientifico le proprie stesse domande. L'approccio profano al cosmo-caos non può essere uguale a quello iniziatico, ciò per un motivo semplice: il profano osserva l'iniziato ne è immerso. L'uno guarda l'altro vede. Ciò non avviene per grazia ricevuta ma per via di un lavoro su sé stessi incessante e profondo.

Una volta che l'umano è consapevole di essere, si rende conto che il caos è partoriente. Questa situazione non-ordinata, non-logica e non-logicizzabile altro non è che l'utero cosmico che connette il Tutto. La Massoneria si pone, a mio parere, come guida esplicativa, una sorta di libretto d'istruzione per un corretto utilizzo della spiritualità. Fornisce adeguati strumenti per far sì che l'adepto si dipani nel caos, quello stesso caos che un tempo gli era sembrato fonte di un pensare confuso.
La ritualità, i simboli, le varie terminologie e gesti ripetuti altro non sono che lo svolgersi di un'enorme mappa cosmico-cerebrale che lo porta a riportare in Vita ciò la fisicità e la logica hanno, per forza di cose, messo a tacere. Rinasce l'istinto, rispuntano le gemme del fiore che ogni uomo conserva nel proprio cuore.

Il caos è partoriente, ma l'uomo-massone è il seme da cui nascerà la vita.


mercoledì 1 marzo 2017

Ma che cos'è la Morte?

Si stanno appena spegnendo gli echi mediatici sulla vicenda del Dj Fabo, vicenda spinosa e dai molteplici punti di vista. Leggendo, nei giorni scorsi, i post di molti Fratelli, ma non solo, mi sono sorte alcune domande ma anche alcune considerazioni.

Credo che la risposta (o le risposte) alla domanda: che cos'è la Morte? debba in primo luogo considerarne una seconda: ma che cos'è la Vita?
Solo partendo da questo secondo quesito, forse, troveremo risposta per il primo. Se consideriamo la Vita un dono divino assegnatoci alla nascita, allora la Morte non è che una naturale conseguenza del deteriorarsi della parte biologica dell'essere umano, il quale, terminato il suo viaggio terrestre rende, come si suol dire, l'anima a Dio.

A questo "essere", quindi, non appartengono né la vita e tanto meno la morte. Sono situazioni transitorie dove esso altro non ha che il libero arbitrio di come gestire la vita, ma non la morte. Sempre in ottica religiosa, il libero arbitrio ha, come dire..., dei paletti morali. Sei libero di fare ciò che vuoi ma sappi che se non segui le regole dogmatiche, la tua anima si perderà nell'immenso marcescente e putrido dirupo dell'ignoto infernale. Un libero arbitrio a scartamento ridotto.

Se cambiamo il punto di vista sulla Vita, a cascata, tutto si ribalta. Io nasco perché lo decido Io, io come spirito libero, come essere facente parte del Tutto. Io decido dove, quando e da chi nascere. Utilizzo la parte biologica dell'essere umano come unico mezzo possibile per entrare nel mondo fisico. A questo punto la morte mi appartiene tanto quanto la vita. Io decido di nascere e anche di morire (accadimenti traumatici a parte, ma anche su questo se ne potrebbe parlare).

In questo contesto si pone, a mio avviso, il pensiero massonico. Muoio per rinascere. Solo dalla putrefazione può attivarsi una vita nuova. Non avendo più l'orpello etico religioso si libera, a questo punto, la visone sulla morte. Evento doloroso per chi resta, ovviamente, ma evento che rientra nelle leggi del mondo fisico-biologico. La morte diventa un passaggio alchemico necessario e gestibile, vedi il libro dei morti tibetano, un passaggio che permetterà allo spirito di poter rinascere ancora una volta, e ancora una volta e ancora una volta...

lunedì 27 febbraio 2017

Tempi moderni: dalle liste in chiaro al merchandising

Premetto che non è mia intenzione entrare nel merito della faccenda riguardante la richiesta delle liste da parte della commissione antimafia, capitanata dalla ex Dc, ex presidente del PD e attuale presidente della predetta commissione tal Rosy Bindi. Detto ciò mi viene spontaneo un paragone tra le varie obbedienze sparse per il mondo. Prendendo per buono che di Massoneria ce n'è una sola e che, così dovrebbe essere, lo scopo principe è l'elevazione spirituale dell'Uomo, mi arrivano stridori comportamentali pari ad un gesso passato sulla lavagna.

L'immagine che vedete la potete trovare su ebay, ma se ben cercate nel web troverete del vero e proprio merchandising massonico, soprattutto americano, venduto tranquillamente e tranquillamente indossato o utilizzato. E non la bella tazza con tanto di squadra e compasso dove gustare un tea fumante nelle piovose giornate invernali tra le mura amiche. In genere sono tshirt e felpe, cravatte e maglioni.

Non è mio costume ne indole provare invidia ma, in questo caso, un pochino "me ce rode". Lo facessimo noi in Italia si scatenerebbe l'additamento selvaggio. Se un giorno mi sorgesse vaghezza di uscire con la maglietta della foto credo che si verrebbe a creare un po' di scompiglio, sia tra i Fratelli che tra i conoscenti ignoranti.

La Massoneria italiana, credo, debba riprendersi il ruolo che le compete: parte integrante della nascita di questa nostra Patria. I nostri predecessori sono stati coloro i quali hanno, in alcuni casi, pagato con la vita il loro essere massone. Sono stati picchiati, banditi dalla vita civile ma mai umiliati. Hanno sempre risposto con la fierezza del Libero Pensiero basando la propria vita sulla Fratellanza, l'Eguaglianza e la Libertà. Oggi viviamo, parlo dell'Italia, una realtà asincrona al pensiero massonico. Asincrona perché, con naturalezza cerebrale, ci si stupisce se qualcuno si comporta in modo pulito e onesto, ci si indigna perché il politico di turno viene beccato con le mani nel sacco ma, contemporaneamente, il popolino timbra il cartellino e va a fare la spesa durante le ore di lavoro.

Mi piacerebbe che eventi come quello di Torino (scolaresche nella Casa Massonica, cliccare sul link), diventassero cosa di routine. In questo modo potremmo dare alla Bindy le liste senza problemi e io potrei indossare con orgoglio la maglietta della foto.

domenica 26 febbraio 2017

Massoneria e Religione Cattolica: due pesi e due misure

Tempo fa avrei preso la questione di petto e tirato una linea retta tra i due modi di affrontare la Spiritualità. Oggi, spero, di farlo in maniera più Tollerante e meno impulsiva.
Ma un Massone può andare a Messa?
Può sentirsi pienamente Cattolico Cristiano?
Può celebrare il sacramento della Comunione in sintonia con il suo Libero pensare?

Per quanto riguarda la "sponda" massonica credo di non sbagliare affermando che non ci sono problemi. La Massoneria non preclude l'appartenenza a nessuna religione, anzi, fin dai tempi passati si consigliava al massone di seguire la religione del luogo che lo "ospitava", così come viene ancora oggi indicato il dovere di rispettare la costituzionalità del Paese dove si vive e si opera.

Altra storia è l'atteggiamento della Religione (in questo articolo mi riferisco sempre a quella Cattolico-Cristiana). La professione di fede che ogni credente pronuncia durante la funzione, il Credo, non ammette altre appartenenze.
Fino a "poco" tempo fa i Massoni venivano messi al rogo, ma non si è mai sentito che la Massoneria abbia messo al rogo dei cristiani.

Forse il mio è un ragionamento troppo ruvido o superficiale, ma è quello che constato e vedo. La Massoneria è apertura, la Religione chiusura.

In Massoneria sentirete sempre parlare di Tolleranza, nella Chiesa di Carità e Accettazione. Il porgere l'altra guancia è cosa ben diversa dalla Tolleranza Massonica. Il concetto di peccato, generatore di sensi di colpa, è tipico della religione... in Massoneria al massimo si parla di "amaro in bocca" e pesantezza nel cuore. Si può certo affermare che il cristianesimo è fonte di amore, che sull'amore verso il prossimo basa tutta la propria dottrina. Vero. A parole. Nei fatti la faccenda si complica, e non poco. Amare il prossimo significa anche rispettare le altrui convinzioni, significa non porre dogmi, lasciare che il seme della libertà circoli fecondo tra gli uomini.

Libertà, Uguaglianza e Fratellanza sono concetti che appartengono anche al cristianesimo.
La Massoneria li vive... la Religione ne parla.

venerdì 24 febbraio 2017

Via i Massoni dalla Pubblica Amministrazione... e fuori gli elenchi dei nomi!!!

Ecco un esempio di libertà personale e di democrazia pari a quella di un criceto nella gabbietta. In una società che di garantismo si veste a ogni sorgere del sole, una proposta (per fortuna per ora solo proposta) di legge come questa appare quantomeno anacronistica.

Ma come, si vuole cacciare, o non far entrare, nella Pubblica Amministrazione i Massoni mentre in Parlamento siedono inquisiti e condannati o prosciolti solo per decorrenza dei termini o prescrizioni nate ad hoc? In Massoneria basta solo il sentore di un'inchiesta che si viene immediatamente sospesi e messi da parte fino alla risoluzione del problema. Per essere accettati in Massoneria bisogna avere la fedina penale pulita, linda...

Questo è il livello di libertà che c'è in questo nostro Paese?
Perché si è venuto a creare il binomio: Massoneria-Mafia?
A chi realmente dà fastidio la nostra Istituzione?
Perché non si riesce a far capire al mondo profano quanto di buono fa la Massoneria italiana?

Tutte domande vecchie di decenni che faticano a trovare risposte serie. Una cosa è certa: nell'immaginario collettivo la Massoneria è vista come qualcosa di oscuro e pericoloso, una associazione di persone che si riuniscono segretamente per tramare alle spalle del popolo italiano.

Nulla di più falso. All'onorevole Davide Mattiello, eletto come indipendente nelle liste del PD ed ex braccio destro, guarda caso, di Don Ciotti è venuta la brillante idea di formulare tale proposta.
Perché?
Quali sono le vere motivazioni?
Per quale motivo ciclicamente la Massoneria italiana viene messa alla gogna mediatica?

Sia la Bindi che Mattiello, arrivano da quell'area Democratico-Cristiana di vecchia memoria. Sarà una coincidenza? Ancora dobbiamo pensare a trame sotterranee o a pensieri che si vorrebbero convogliati, tramite "passetti" vari, in stanze segrete dove farli decantare sino a marcire nel silenzio?
Non lo so, sono solo supposizioni e velate inquietudine mattutine.

giovedì 23 febbraio 2017

L'Arte Zen della Massoneria

A volte ascoltare il silenzio è un bellissimo esercizio. Rimanere muti di fronte al chiasso profano, e non solo. Restare in quella situazione dove persino il respirare pare dar fastidio. Nello Zen questo stato d'animo lo si "respira" durante le meditazioni. In Massoneria ho trovato moltissime similitudine con la Via orientale che percorro da 50 anni. In fondo è stata proprio la mia avventura nello Zen che mi ha portato alla Massoneria.

Spiritualmente sono simili, se non uguali per quel che concerne certe visioni. Entrambe contengono la conoscenza del conoscere, del so di non sapere. In entrambe le Vie sono riscontrabili squarci di Illuminazione. In entrambe, la mente gioca brutti scherzi.

La mente, sempre lei, lei che porta a parlare forbito e ricercato per cercare di farsi capire meglio... porta, nello Zen, a ricercare un'umiltà d'animo solo apparente, una pacatezza d'agire che non è intrinseca nella figura del Maestro. I Maestri Zen (permettetemi una digressione lessicale da scaricatore di porto) s'incazzavano, e non poco. Non per niente giravano spesso con un bastone, non per appoggiarvisi, ma come strumento di sveglia per l'allievo che tardava a capire. Ciò, ovviamente, se reputavano che ne avesse le capacità. In entrambe le Vie nulla è come appare. Tutto è celato ma ben visibile, a chi sa vedere.

Il Maestro Zen, un po' come il Massone, è pacato con il profano e tollera con il Fratello. Lo Zen vive nel nulla, perché del nulla è fatto... la Massoneria approfondisce, scava a fondo, studia, celebra, inizia e sparge amore. In Massoneria si è Uni e Tanti, si è Tutto. Nello Zen si è Uni e il Tutto. Quindi, senza che nessuno si offenda, mi piace pensare che esiste un'Arte Zen della Massoneria, oppure una Massoneria zen.
Un capitolo a parte meritano una riflessione sull'energia e i koan, ma lo vedremo nei prossimi articoli.


martedì 21 febbraio 2017

Garibaldi il Massone: eroe o assassino?

Ancora mi devo chiarire le idee sulla figura di Giuseppe Garibaldi. Per molti eroe e padre fondatore della patria, per altri assassino e macellaio di civili. A ben guardare la sua epopea mal viene insegnata nelle scuole o, addirittura non viene proprio presa in considerazione. I miei ricordi, fino a poco tempo fa, risalivano agli studi fatti negli anni 70 quando frequentavo le medie e qualche rimando alla fine degli anni 60 nelle scuole elementari.

Il Giuseppe nazionale veniva associato ai sabaudi come mero mercenario capace e obbediente. Sul fatto che fosse massone, ovviamente, si sorvolava bellamente, anche sul fatto che i suoi eserciti erano composti da volontari avvicinatisi a lui per via degli ideali che perseguiva.

Che la Massoneria italiana, e non solo, fu una delle primarie forze che spinsero verso l'unità è fatto assodato, infatti parecchie logge portano il suo nome a ricordo; che ancora oggi c'è chi si riunisce sotto la sua egida, vedi l'ANVRG presieduta dalla squisita Annita Garibaldi Jallet, che ho avuto l'onore di conoscere personalmente, è anche questo un fatto assodato.

Che non sia stato al soldo dei piemontesi (per lo meno non come lo insegnano nelle scuole), lo ammetto, l'ho scoperto da poco. Ho scoperto la figura di un uomo capace di raccogliere intorno a sé una moltitudine di sentimenti, di anime pronte a morire per un ideale, un fine stratega che ebbe persino un abboccamento da parte di Lincoln durante la guerra contro i confederati del sud, un uomo che per accettare voleva una presa di posizione pubblica da parte dello stesso Lincoln sulla soppressione immediata della schiavitù in caso di vittoria. Cosa che il Presidente non fece e di conseguenza Garibaldi non accettò.

Mi domando come quest'uomo può essersi reso responsabile di quegli efferati crimini che la storia della guerra contro il Regno delle due Sicilie riporta.

Il famoso sbarco dei mille a Marsala, che per la storia ufficiale è stata una tappa importante per l'unificazione della nostra Patria, per molti uomini e donne del posto fu una carneficina incompresa, se mai tali atti si possano mai comprendere. Quando sento Fratelli e amici dichiarare che il Regno delle due Sicilie era all'epoca uno dei più ricchi di tutta Europa, che era all'avanguardia e immerso in una situazione culturale invidiata, che in Campania ci fu la prima ferrovia italiana, che il numero di università era il più alto in Europa e che, di contro, i Savoia erano sull'orlo di un baratro finanziario e un'invasione, travestita da annessione, avrebbe sanato le casse e ingrandito il regno... beh, qualche domanda me la faccio.

Che ruolo ebbe la Massoneria in questa "invasione"?
Se è vero che Garibaldi prendeva in esame solo interventi dove la popolazione fosse pronta a combattere, perché allora tutta quella violenza proprio contro la classe più debole?
Visto che in pratica il sud Italia da allora non si più risollevato, per lo meno non a quei livelli, a chi ha giovato lo sconvolgimento politico messo in atto?

Domande che attendono risposte...


lunedì 20 febbraio 2017

La Libertà dei perché

Il come rende schiavi... il perché rende liberi. Bellissima frase che ho letto stamane su di un post di un Fratello. Il fascino del perché, le mille domande che un Massone è portato a farsi, che dovrebbe farsi. I tanti perché dei riti, delle cerimonie, dell'essere Massone.

Chiedersi il perché dei gesti, il perché un simbolo sta su di un collare, il perché di un oggetto nel Tempio. Trovo che ci sia un enorme differenza tra il ripetere e il celebrare.

Ripetere parole e gesti fa parte della sfera del come: come si fa questo rito?
Decisamente di più ampio respiro è: perché questo rito si svolge in questo modo? Cosa significano queste parole? Perché si fanno questi gesti?

Chiedersi il perché di ogni cosa ci circonda, massonicamente parlando, superare il concetto del "come faccio" per passare al "perché lo faccio".
Questo gradino mi sembra un passaggio cruciale nella crescita di ogni Massone. Lasciarsi permeare pian piano dai riti, dai lavori di Loggia, dalle esternazioni degli altri Fratelli per entrare, in punta di piedi, nel mondo del perché.

Porsi domande significa mettersi nell'ottica di cercare delle risposte. Ripetere meccanicamente gesti e parole pone, a mio avviso, il massone come mero strumento del rito, soggetto passivo che assorbe, è vero, ugualmente i benefici della ritualità, ma non nel modo in cui potrebbe essere se il tutto venisse vissuto con la consapevolezza di un perché risolto.
Nelle serate di Loggia è bello lasciarsi cullare da quella piacevole energia che circola libera tra i Fratelli, un'energia che nasce da una comunione d'intenti, da una Fratellanza che pian piano cresce dal cuore e si irradia in ogni cellula. Come succede non lo, sul perché ci sto lavorando.

sabato 18 febbraio 2017

La Tolleranza dei Numeri Primi

Ovviamente il titolo è ironico, ma non troppo. Mi è capitato spesso di pensare alla Massoneria come a una forma di matematica esoterica, non sono certo il primo a farlo e nemmeno quello più qualificato, però mi piace pensare che dietro i numeri si celino messaggi e indicazioni.
Nel titolo però c'è anche la parola "Tolleranza" tanto cara ai Fratelli massoni. Tolleranza per chi non ha la nostra stessa opinione, per chi vede una verità differente, per chi ci attacca senza sapere di cosa sta parlando, Tolleranza verso il profano.

Poi ci sono i Numeri Primi, quei numeri che sono unici come anime immortali, fatte di una materia sconosciuta ai più, numeri che vagano alla ricerca di risposte nascoste in loro stessi. I Numeri Primi vivono la solitudine sapendo di essere parte di un Tutto, sono i granelli di una spiaggia infinita che, se la vedi come spiaggia è un Tutto ma se osservi bene sono tutti piccole parti una grande costruzione.

Ecco che si fondono nel titolo i due concetti: Tolleranza e Numeri Primi. Il Massone ascolta, riflette, sceglie le parole e poi parla.
Fa suo il concetto di tolleranza, che non va confuso con quello della carità cristiana, ma questo è un tema che affronteremo a parte, e ne fa uno stile di vita.
Fa un po' come il samurai quando viene attaccato: non si mette muro contro muro, schiva, tende a non sguainare il katana, cambia marciapiede... tollera.
Guarda caso lo cambia tre volte (c'è una vecchia storiella Zen che lo racconta), dopo la terza volta sguaina la spada e la usa.

Ma torniamo ai Numeri Primi, essi sono parte del Tutto, sono un insieme e nello stesso tempo una singolarità. Sono l'Uno e il Tutto nello stesso tempo, sono una coesa forza energetica che si muove al di là del Tempo e dello Spazio, un'Energia purissima dove l'Uomo si colloca nel mezzo, dove non c'è inizio e non c'è fine, dove la mente si fa vuota e il vuoto si fa Forza. Questa Forza agisce nel Massone quanto egli è capace di essere tollerante verso chi ancora non ha preso consapevolezza, verso chi non la prenderà mai e verso chi lo combatte. Quindi il Massone è un Numero Primo che prende Forza dall'insieme e usa Tolleranza e amore verso ciò che lo circonda.

venerdì 17 febbraio 2017

Diverse Obbedienze un solo Massone

L'argomento di oggi mi arriva direttamente da un messaggio su whatsapp dove un cordialissimo Fratello di una obbedienza differente dalla mia mi invita ad andarlo a trovare in Loggia.
Ne conveniamo che attualmente ciò non mi è permesso per una questione di regole.
Infatti la mia Obbedienza non consente contatti ufficiali con la sua. A questo punto mi sorge spontanea una domanda: Obbedienza differente ma ugualmente Fratelli?

A mio modestissimo parere direi di sì, sarei curioso di sapere che ne pensano i lettori del blog, perché ognuno di Voi ha un'esperienza differente in materia.
Per quello che mi riguarda dal momento che mi sono palesato sui social non passa settimana che qualcuno mi inviti a prendere in considerazione un'Obbedienza differente dalla mia.

Mi piacerebbe mettere intorno a un tavolo un po' di Fratelli di  Obbedienze diverse e dare vita ad un convegno "TransMassonico", dove ognuno spieghi i propri punti di vista, le ragioni della scelta dell'obbedienza e le differenze sostanziali tra una e l'altra.

Sono a scrivere questo articolo proprio per questo motivo, per cercare di capire le diversità sostanziali che che si possono delineare tra un'Obbedienza e un'altra. Perché ci devono essere delle differenze sostanziali per dare vita a più "massonerie", perché se così non fosse devo pensare che è solo una questione di prestigio e denaro. Ma non voglio crederci, sono certo che i Fratelli che leggeranno questo articolo saranno in grado di illuminarmi su questo argomento.

giovedì 16 febbraio 2017

Tegolature rilassate? Parliamone...

Per prima cosa sento la necessità di informare i lettori che non fanno parte del mondo massonico su cosa sono le tegolature.
Si tratta di incontri preliminari alla presentazione ufficiale della domanda di ammissione alla Massoneria. Durante questi incontri, che in pratica sono delle chiacchierate e molte volte cene o pranzi, si cerca di capire chi è che sta chiedendo di entrare nell'istituzione. Si fa opera di "sgrossamento" della pietra, si tegola appunto.

Si cerca di capire se la persona, in gergo "il bussante" è uomo di sani principi e rettitudine morale, se è adatto ad affrontare il percorso massonico, se sarà in grado di migliorarsi attraverso il lavoro su sé stesso che è insito nell'essere Massone.

Le tegolature servono a questo scopo, ecco perché sono basilari per una buona riuscita dei passi seguenti. Sbagliare a valutare l'indole, l'anima, l'essenza di un uomo, in questo caso, significa lasciarlo da solo in mezzo a nebbie che non gli si dissiperanno mai. Ecco perché sono di importanza vitale.

A questo punto ci si potrebbe chiedere: visto che parecchi Fratelli, a leggere post e commenti sui social, asseriscono che, in questo periodo storico ci sono troppi massoni che hanno comportamenti poco massonici; che ci sono Fratelli che si trovano iniziati a qualcosa che non capiscono e la primaria ragione della richiesta è stata dettata dal fatto che, nell'immaginario collettivo, la massoneria può servire come trampolino di lancio per conoscenze altolocate da ben sfruttare... fatte queste brevi considerazioni si potrebbe dedurre che siano il risultato di tegolature rilassate?

Prendereste in considerazione l'idea di allungare i tempi e il numero delle tegolature?
Sarebbe auspicabile che ogni loggia esprima un membro esperto o studioso di PNL, fisiognomica o fisiognomia?
Insomma qualcuno che possa affiancare i Fratelli tegolatori e supportarli con un parere aggiuntivo?
Ma soprattutto, siete soddisfatti dal modo di tegolare attuale?

Come sempre gli articoli de Il Massone sono solo degli spunti sui quali riflettere e discutere pacatamente.

mercoledì 15 febbraio 2017

Massone non ti conosco, non so che fai, mi fai paura: di chi è la colpa?

Spesso mi sento fare questa domanda: ma in pratica la Massoneria che cos'è?
In genere cerco di rispondere partendo da lontano, molto lontano, in modo da far capire che non è un fenomeno di costume, una setta o quant'altro vaga nell'immaginario collettivo.
Cerco di spiegare che si tratta di una Istituzione che ha come scopo principale quello di aiutare il genere umano ad elevarsi nel rispetto reciproco. Che non si tratta di gruppi dediti a riti satanici od orge sfrenate che, in fondo, è un buon metodo per migliore sé stessi e di conseguenza gli altri.

Sempre in genere mi sento obiettare che però quello che "si dice" non è questo, quello che si dice è che i Massoni sono persone che vogliono controllare il mondo, che stanno al potere e che si muovono nell'ombra perché fanno cose poco chiare, se non addirittura poco pulite.

Prendo fiato e con calma espongo la mia tesi: prima cosa per essere accettati in Massoneria bisogna presentare la fedina penale che deve essere, ovviamente, pulita; che si lavora nell'ombra solo ed esclusivamente per ciò che riguarda i riti e i lavori di loggia; che per intrinseche sue dinamiche il massone non può che essere una persona di sani principi e di conseguenza onesta.
Però, purtroppo, nella maggioranza dei casi non ce la faccio a convincere il mio interlocutore.
Rimane nel suo animo quella sensazione di disagio nei confronti della Massoneria e nei miei come massone.

Ma la colpa di tutto ciò di chi è?
Del profano che non capisce? Non credo. Quando parlo ai miei allievi (Arti Marziali) dico sempre loro: se Tu sei una cintura nera e un compagno con una cintura inferiore Ti invita a combattere, non puoi pretendere che sia lui ad elevare le sue conoscenze alle tue, sarai Tu che dovrai abbassarti a combattere utilizzando solo le tecniche che anche lui conosce.
Se un profano ci fa una domanda sulla Massoneria siamo noi che dobbiamo cercare di farci capire e far comprendere ciò che facciamo. Sinceramente mi sembra lapalissiana la faccenda, quindi se ci vedono come "inciuciatori incappucciati" la colpa è solo nostra, della comunicazione che utilizziamo e che è stata sin qui utilizzata.
In una società come quella attuale, dove il comunicare diventa colonna portante dell'essere, credo che debbano cambiare le metodologie di comunicazione nei confronti del mondo profano ma non solo, si deve arrivare a essere specchiati, lindi e trasparenti.
Lavoriamo in loggia con le nostre regole e i nostri riti, ma usciamo allo scoperto e spargiamo a piene mani i semi di conoscenza che portiamo nei nostri cuori, con semplicità e pacatezza, accettando le critiche ma smentendole con i fatti.

Come sempre sono solo mie opinioni... ora aspetto le vostre.

martedì 14 febbraio 2017

E' cominciata la caccia alle streghe? Intervista radiofonica al GM Stefano Bisi

Ecco appena sfornata l'intervista di Radio Radicale con il Gran Maestro Stefano Bisi.

http://www.radioradicale.it/scheda/500235

L'intervista tratta anche dell'articolo de L'Espresso: aboliamo la Massoneria.



Credit: "Massoneria, informazione e pregiudizi: intervista con Stefano Bisi, Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia" realizzata da Michele Lembo .

L'intervista è stata registrata martedì 14 febbraio 2017 alle 12:01.

Durante l'intervista il Gran Maestro Stefano Bisi denuncia anche ciò che è successo a Reggio calabria dove è stato imbrattato il portone della Casa Massonica.
E' cominciata la caccia alle streghe?

Che ne pensate?

Massoneria: a chi dà fastidio?

Ieri si è parlato, tantissimo, dell'articolo de L'Espresso: aboliamo la Massoneria; oggi propongo io una serie di domande:

A chi dà fastidio?
Perché ciclicamente viene violentemente attaccata?
Quanto ha inciso la storia della P2 sull'opinione pubblica nei confronti della Massoneria italiana?
Il mondo profano che attacca, giudica e sentenzia, da dove trae tali conclusioni?

Prendendo il toro per le corna affronto subito la questione P2 e il piduismo. Probabilmente quello è stato il momento più buio per la Massoneria, non va dimenticato però che il GOI si tirò fuori espellendo Gelli dalle proprie liste, ma ormai il danno era fatto. Ciò che arrivò all'opinione pubblica che, fino a quel momento, praticamente nemmeno sapeva dell'esistenza di questa istituzione fu: sono incappucciati, tramano nell'ombra e comandano il mondo.
Capisco che si tratta di una rivisitazione personale e decisamente insufficiente ma lo scrivere in un blog non permette di dilungarsi troppo.

Sul fatto che dia fastidio mi pare che non ci sia da obiettare, sul "a chi", la faccenda si complica.
A chi non riesce a manipolarla e gestirla?
A chi non conoscendo come si muove parla per preconcetti?
A chi non è riuscito ad accedervi e rimugina rancori?
Ad un certo tipo di politica che vorrebbe utilizzarla a suo piacimento?

Non lo so, sono ipotesi, aspetto le vostre risposte e i vostri pensieri. Una cosa mi sembra però abbastanza chiara: noi abbiamo commesso delle leggerezze se non degli errori. Abbiamo permesso, nel corso degli anni, che il livello etico e morale si livellasse con quello del mondo profano. Ovvio, si potrebbe obiettare, è dal mondo profano che il Massone arriva ma, a mio avviso, dovrebbe accadere esattamente l'opposto, più il sistema si sgretola sui sani principi e sulla moralità (parlo di quella filosofica e non quella bacchettona) e più il rigore delle tegolature dovrebbe alzarsi.

La risposta all'ultima domanda la lascio ai lettori, ognuno tragga le proprie conclusioni, dico solo che non possiamo pretendere comportamenti massonici dal profano quando nemmeno tra noi riusciamo a raggiungere, se non in parte, un livello tale da essere inattaccabili. Il mio non è certo un j'accuse alla Massoneria, lo è, per certi versi, alla comunicazione utilizzata verso il mondo profano. Se si ha di noi un'immagine distorta dovremmo in primo luogo farci Noi delle domande prima di pretendere rispetto dal mondo esterno.

Come sempre si tratta solo di mie personalissime opinioni.

domenica 12 febbraio 2017

L'Espresso provoca: Aboliamo la Massoneria

E' di questi giorni l'articolo de L'Espresso dove viene titolato che sarebbe auspicabile abolire la Massoneria perché ormai, secondo chi scrive, infetta e portatrice di malaffare.
E' un'opinione, va rispettata, di certo non mi trova d'accordo e credo non sia nemmeno attuabile.

La Massoneria non ha mai avuto bisogno di essere "autorizzata" dal sistema per fluire tra gli uomini. Essa ne è parte integrante, forse ne è l'essenza stessa.
Quando un sistema l'attacca è perché la teme, teme il suo potere: la conoscenza.
Iniziare un essere umano ai principi della Fratellanza, della Libertà e dell'Uguaglianza è il più grosso dispetto che si possa fare al potere istituzionale.
Che non tutti i Fratelli Massoni si comportino da massoni mi pare trovi tanti d'accordo, è anche vero che da sempre la Massoneria riflette, nel bene e nel male, la società che, temporalmente parlando, la ospita.
Un grande Fratello che ho il piacere di annoverare tra le mie conoscenze, un giorno mi disse: " La Massoneria è pulita, fragrante e bellissima, solo che è fatta da uomini e gli uomini sbagliano".

Abolirla per legge si può, si può mettere fuori legge la parte associativa, la si può commissariare (non capisco da chi ma ho letto anche questo da qualche parte), si possono richiedere gli elenchi, mettere alla gogna i Fratelli tutti, ma sarà perfettamente inutile. Al massimo "essa" si ritirerà nell'ombra, lasciando sotto la luce fallace di un mondo che non la merita, solo briciole di specchi per allodole continuando a fluire in certi uomini sì e in certi altri no.
Se ci sono all'interno di questa istituzione personaggi che non dovrebbero esserci è perché sono stati tegolati male, oppure sono figli di altri tipi di ragionamenti, ma non sta a me giudicare né lo voglio fare. Però pensiamoci, riflettiamo su questo nostro periodo storico, ritiriamoci in un silenzio costruttivo e lasciamo che a parlare siano i "lavori" e il fare, e se ci sono Fratelli che non sono ben armonizzati abbracciamoli (tre volte), lavoriamo su noi stessi ogni giorno perché le rivoluzioni partono dal singolo ma Noi abbiamo la Forza dell'Unione. Sorridiamo se leggiamo che vogliono abolire la Massoneria, prima dovrebbero estinguere l'Uomo, il Tempio e il Grande Architetto dell'Universo.

sabato 11 febbraio 2017

Etica e Massoneria

Esiste un'etica massonica? 
Esiste "l'Etica" ed esiste la Massoneria che, a mio avviso, dovrebbe essere etica per natura intrinseca. Se lo sia veramente ed in ogni sua sfaccettatura questo non posso dirlo.

Ma un'ipotetica "etica massonica" in cosa si differenzierebbe dall'etica in sé stessa?
Un comportamento etico e caritatevole lo si può vedere anche nel mondo profano, così come, ad esempio, un comportamento cristiano lo si può osservare anche in chi cristiano non lo è, quindi deve esistere per forza qualcosa che travalica l'appartenenza ad una religione o a una istituzione, quale essa sia.

Due domande con due risposte... in effetti sono due domande con tante risposte quanti sono coloro che leggeranno. Già, ognuno di noi ha una risposta diversa alla stessa domanda, quindi esiste un'etica differente per ognuno di noi?
Credo di sì. Credo che esista un "essere Massone" in maniera differente per ognuno di Noi. La Massoneria, come Istituzione in sé è una scatola piena di regole e riti, diciamo che è un po' come se fosse il corpo umano, il robot biologico che ospita l'anima. Chi fa vivere la Massoneria è il Massone, l'uomo massone, colui il quale ha in sé la conoscenza, la ritualità, la bontà d'animo oppure l'arroganza, la presunzione e la cretineria. Certe caratteristiche non sono prerogativa del profano, purtroppo. Non è che una volta iniziati si diventa saggi per grazia ricevuta, non è che si diviene portatori sani di eticità comportamentale. Si resta uomini, uomini che devono fare un percorso i cui passi sono illuminati dall'iniziazione ricevuta, ma sempre passi restano.

Ogni Massone diventa, pian piano, una Pietra per il Tempio, per quella costruzione Architettonica Universale che per sua natura deve essere Giusta e Perfetta. Bella frase, ma rimane una frase stereotipata se non si trasformerà in azione, studio e comportamento etico.
Come pensiero conclusivo mi sento di affermare (ma come sempre è solo una mia personalissima opinione) che non esiste un'etica massonica perché il Massone dovrebbe essere l'etica.
Essere Massoni non è indossare una divisa o un grembiulino, essere Massoni significa "essere", essere sé stessi, essere uomini ed essere la Massoneria in completa consapevolezza di ciò che si sta facendo e della Via che si sta percorrendo.



giovedì 9 febbraio 2017

Il Massone: chi è costui?

Chi è "il Massone"? Principalmente un uomo che sente la necessità di migliorarsi e, di conseguenza, migliorare il mondo che lo circonda.
Risposta da compitino ripetuto a pappagallo. No, quello che voglio fare con questo blog è altro: è cercare di capire chi è nell'anima il Massone. Quali sono le sue emozioni, le sue domande, i suoi dubbi, la sua ricerca culturale e umanistica e, dove si dovessero intravedere, le sue risposte.

Il Massone studia, studia il linguaggio dei simboli, si addentra nel mondo esoterico e cerca di dipanare nebbie arcaiche. Di certo non si adagia, o perlomeno non dovrebbe farlo, su mere ripetizioni di gesti facendoli passare per riti. Il Massone cerca di capire cosa sta facendo, cerca di vivere il "qui e ora" dello Zen.
Il Massone è colui il quale si pone delle domande, se le pone con ferocia e sempre con ferocia cerca le risposte, è un uomo che si fa portatore sano di un virus che si chiama "conoscenza". Fa di questo concetto il suo modus vivendi, lo sparge a piene mani in ogni mondo che frequenta, senza lesinare fatica e impegno.
Il Massone ha il cuore infiammato dall'amore per ciò che è giusto e perfetto, non si ferma all'apparenza e non ripete gesti ma celebra. Celebra riti antichi e sacri, porta nel mondo una religiosità non religiosa, si fonde con l'energia del Grande Architetto Dell'Universo e ne diventa parte integrante.
Il Massone aiuta il suo prossimo, sia che sia un Fratello o un profano. Lo fa con azioni concrete e mai sbandierate. Aiuta come può chi sa essere in difficoltà. Le sue azioni non sono mai finalizzate ad uno scopo recondito. Il Massone deve essere specchiato e specchiante, pulito e sincero.

Potrei continuare all'infinito ma mi sto accorgendo che sto descrivendo chi dovrebbe essere e non chi è veramente. Siamo uomini e sbagliamo. A questo punto ci viene in soccorso un secondo modus vivendi: la Tolleranza.
Il Massone ascolta e tollera qualunque pensiero discordante dal suo. Accetta la diversità e ne fa una forza, ma non dimentica mai chi è: un Massone.

Ovviamente parlo per solo ed esclusivamente per me stesso, queste sono mie personalissime opinioni. Il Massone io lo vedo come un Guerriero armato di spada e conoscenza, con il cuore infiammato dall'amore, un amore scevro da ogni impurità.