lunedì 7 settembre 2020

IL SILENZIO... DOVERE, POTERE E PESANTE BASTONE

Quando in Massoneria si sente parlare del Silenzio, subito si pensa a quello imposto agli Apprendisti nel Tempio. In questa fase le frasi più gettonate sono le seguenti:

- Sei fortunato, approfittante per imparare

- Mi ricordo quando ero Apprendista e non potevo parlare... un periodo bellissimo

- Fai tesoro di questo periodo di silenzio... perché poi non sarà più possibile.

Il Silenzio massonico, per quanto riguarda l'Apprendista, è necessario per dare al neofita il giusto tempo per cominciare a capire le dinamiche che si sviluppano in un Tempio. Per cominciare a capire come si chiede la parola, come si risponde e come si interloquisce con gli altri Fr:. o SR:. .

Ma l'Apprendista può comunque parlare. Se ha qualcosa da dire lo può fare attraverso il Secondo Sorvegliante, in genere tramite un lavoro scritto che il Dignitario leggerà in vece sua.

In questo caso il Silenzio rientra nella sezione: DOVERE.

Passiamo al POTERE. Già, il Silenzio è Potere. Provate a eclissarvi, a Guardare e basta. A non pronunciare parola, sia fuori che dentro il Tempio... cominceranno a sorgere delle domande: ma perché non parla? Con chi ce l'ha? Cosa'ha in mente?

Niente, non ho in mente niente, sto solo osservando. Un simile Silenzio  pone chi lo attua in una posizione di vantaggio. Il Silenzio lo si dà o lo si subisce.Vi chiederete cosa ha a che fare questo tipo di atteggiamento con la Massoneria. Passata la prima fase, quella dell'Apprendista, nei gradi successivi, e non mi limito a quelli Azzurri, il Silenzio deve diventare uno strumento da utilizzare con cautela, saggezza e sapienza. È uno degli strumenti invisibili che adornano il Tempio cosmico del Massone, ed è uno strumento importantissimo che, purtroppo, viene spesso dimenticato.

Più si sale nella Piramide Scozzese e più il Silenzio diventa importante, ciò, per dare peso alle parole che verranno pronunciate. È l'elemento che scatenerà la reazione ORDO AB CHAO... Ordine che si genera dal Caos. Un processo che difficilmente si realizza, un'alchimia quasi impossibile, in genere si resta nel Caos pensando che sia Ordine, oppure, peggio ancora si pensa di vivere l'Ordine stando nel Caos.

Ed ecco il PESANTE BASTONE. Un buon silenzio è meglio di mille stupide parole. Il Massone deve imparare a misure, pensare, ponderare e filtrare ciò che pronuncia. Deve usare il Silenzio come tramite delle parole e non viceversa. Il suo Silenzio sarà il depositario del suo pensiero. 

Perché PESANTE BASTONE? Chi non saprà capirlo, interpretarlo e apprezzarlo, lo vivrà come un'offesa personale. Anche se razionalmente cercherà di metterlo tra i ma chi se ne frega, inconsciamente (esotericamente) lavorerà nel nucleo interno di chi lo riceve. 

Ecco perché a questo tipo di Silenzio ci si deve arrivare preparati. Prima lo si deve utilizzare su sé stessi, facendo di questi strumento un compagno di viaggio sulla Via che porta da Occidente a Oriente, poi li si dovrà utilizzare con Saggezza e Sapeinza sulla Via del ritorno.


Fabio Pedrazzi

domenica 16 agosto 2020

I METALLI NEI GRADI DELL'ORDINE

Fin dal primo momento che mettiamo piede in una Loggia, veniamo in contatto con questa parola: Metalli. All'inizio del rituale di iniziazione di Primo Grado la prima cosa che ci viene chiesta è di consegnare i Metalli che portiamo addosso.

Ma quali sono?

 Il portafoglio, catenine varie, anelli ecc ... qui si tratta di Metalli reali, dove "metallo" significa valore profano. Un valore concordato tra gli uomini, un valore Materico. Ecco che cominciamo a capèiore che i metalli di cui stiamo parlando, in grado di Apprendista hanno un valore puramente materiale, dove materiale sono anche i sentimenti come l'invidia, la presunzione, la'affannosa ricerca al grembiule e cose del genere.

Il Lavoro dell'Apprendista sui metalli sarà proprio questo: cercare di lasciare fuori dal Tempio tutto ciò che è materico in senso pratico e in senso lato. La rigidità della Squadra ci ricorda che non possiamo permetterci di scendere a compromessi, non ci sono vie laterali o scorciatoie: i Metalli devono restare fuori dal Tempio... qui faccio un piccolo inciso: per Tempio si intende quello interiore (o invisibile) non il Tempio fisico...

Bene abbiamo visto brevemente come deve operare un Apprendista nei confronti dei Metalli, ora alziamoci di un Grado e vediamo cosa deve fare un Compagno d'Arte.

Cito un pezzo di un lavoro che ho presentato a un webinar qualche mese fa:

"Il Compagno d’Arte fa un passo in più. Capisce che non possiamo fermarci alla parte esteriore dei Metalli, che in questo caso, passano da riferimento profano negativo a qualità elementare (nel senso che sono elementi naturali) dalla doppia polarità, incarnando contemporaneamente entrambi i poli:

+ e -.

Ogni Massone è tenuto, attraverso le proprie azioni, a trasmutare le polarità negative dei metalli in polarità positive. Ma vediamo di che metalli stiamo parlando:

  • Oro
  • Argento
  • Mercurio
  • Ferro
  • Piombo
  • Stagno
  • Rame

 Essi fanno parte della Natura, ossia di noi stessi, e ognuno di loro esprime vizi e virtù.

Vediamo un paio di esempi:

  • Oro... Vizio: Orgoglio ... Virtù: Fede
  • Mercurio …  Vizio: Invidia … Virtù: Carità

Altri li potete trovare cercando in alcuni testi alchemici.

Ecco che il Compagno avanza nel suo sapere cercando le corrispondenze, i simboli, le caratteristiche intrinseche di ogni Metallo che, a questo punto, non sono solo meri riferimenti positivi, ma occasioni per una trasmutazione che avverrà nel Terzo Grado"

Sempre da quell'intervento, passiamo al Maestro: 

"E veniamo ai Maestri. Loro hanno tuti gli strumenti per fare il Vero Lavoro sui Metalli. Il Maestro ormai è entrato nella sfera alchemica dove l’ovvio è bandito e la Spiritualità del Compasso ha fatto il suo dovere. Il lavoro del Maestro sui propri Metalli inizia proprio dalla consapevolezza di aver raggiunto quello stato in cui si abbandona quasi del tutto la materialità per entrare nei piani sottili.

I Metalli ora sono solo materia prima da plasmare e trasmutare, il raggiungimento della Pietra Filosofale si avvicina… il Piombo diventa Oro alchemico e l’Oro diventa Rosso. Ma la strada è stata lunga: Nigredo, Albedo e Rubedo, passando per il Verde dell’Atanor che tutto fonde e trasforma.

La decantazione dei primi due Gradi da ora i suoi frutti, frutti che porteranno sino all’abbattimento delle Colonne del 30° per poter effettuare il salto quantico del 33°, momento in cui si abbandona il conosciuto per diventare la conoscenza.

A quel punto i Metalli sono il carburante che spinge il Massone a “essere”, senza più orpelli profani a far da zavorra al suo navigare nei cieli dell’umana esistenza."

Fabio Pedrazzi

 

lunedì 27 luglio 2020

PER IL BENE DELL’UMANITIÀ… E PER LE MIE TASCHE

Questa frase sicuramente i Massoni la conoscono bene: Per il bene dell’Umanità.

La conoscono bene perché dovrebbe essere il modus operandi di tutta la loro vita, perché dovrebbe essere l’asse portante del loro operare, sia fuori che dentro al Tempio.

La Massoneria è una Scuola, una Via, un Percorso dove ci si arricchisce interiormente e dove ci si forma per diventare uomini migliori. Questo nostro miglioramento, inserito nel vivere quotidiano, andrà a migliorare a sua volta ciò che ci circonda.

Tutto vero? Succede realmente così?

In teoria sì… in pratica no.

In pratica no perché ci sono diversi modi di fare massoneria, perché troppi massoni lo sono diventati perché in animo loro pensano che attraverso l’Istituzione possono avere tornaconti personali… perché agiscono Pro domo loro e non per il bene dell’umanità.

Perché questo atteggiamento è diffuso, troppo diffuso. Perché ci sono personaggi che grazie al fatto che sono conosciuti nell’ambiente avvicinano Fr:. e Sr:. di altre Obbedienze per poi proporre corsi a pagamento… A questo propositoa fondo pagina un esempio...

Perché mettono in bella mostra il fatto che i proventi della vendita di un loro libro andranno in beneficenza.  

Il Massone fa e sta zitto.

 

In pratica no perché il nostro ambiente è pieno di una massoneria da 10€… di basso profilo, dove dietro le belle parole si celano interessi personali che la svuotano di quei contenuti che invece dovrebbe portare come bandiera.

Perché troppe volte ho sentito la frase: in massoneria posso trovare buoni agganci… perché il Tizio o il Caio mi possono essere utili.

 

Bah… sarò un idealista ma questa massoneria non mi piace. Non mi piace perché è fatta di quei Metalli che giuriamo di lasciare fuori dalla nostra vita massonica. Non mi piace perché è un modo subdolo di fare i propri interessi, non dico che non si possono fare “affari” (business) tra Fr:. ma c’è modo e modo. Non mi piace che ci si approfitti della propria posizione nell’Istituzione per cercare di accalappiare “clienti” sotto il nome della Fratellanza…

 

Proprio non mi piace. Ma questa è solo la mia idea della Massoneria, ognuno è poi libero di viverla come meglio crede. Questo articolo è nato solo per denunciare che esistono anche queste situazioni.

 

Fabio Pedrazzi



 

lunedì 15 giugno 2020

NELLA DIVERSITÀ SI CRESCE

Nell'ambito di una delle parole del Trinomio: Libertà, si colloca la Diversità.
In effetti è proprio la diversità che ci rende liberi. Liberi di pensare, di agire, di intrattenere rapporti interpersonali con Fr:. e Sr:. che hanno una visione dell'essere massoni diversa dalla nostra.
Proprio per mantenere saldo questo concetto, in Primo e Secondo Grado non vi è il diritto di replica all'interno del Tempio.
Fuori ovviamente sì. Ed è proprio fuori dal Tempio che si espande il concetto di Libertà attraverso la Diversità.

All'interno di questo concetto: essere diversi, si annidano pieghe materiche di elementali pensieri.
La diversità è ricchezza quando viene vissuta come interscambio culturale. Non vi è invece Diversità quando si tratta di catalogazione meramente speculativa.

- Il colore della pelle non è diversità.
- Il credo religioso non è diversità.
- Il sesso non è diversità.
- Il ceto sociale non è diversità.
- La disabilità non è diversità.

Ognuno poi aggiunga a suo piacimento gli esempi che preferisce. Ma sullo sradicamento di queste materiche percezioni è nata la Carta dei Diritti dell'Uomo. Princìpi che noi Massoni dovremmo ben conoscere e rispettare.

Ecco perché dobbiamo lavorare, tutti insieme, attraverso le nostre personali diversità di pensiero, per far sì che questo concetto venga assorbito e metabolizzato nel mondo profano. Mondo che ci appartiene tanto quanto quello iniziatico.

L'immagine riporta una bellissima lettera a firma congiunta di due G:.M:. del Nord Carolina (USA).
Spero che chiunque la legga riesca a farne tesoro.
La Diversità va relegata nel mondo del pensare, filtrata attraverso il Rispetto e spalmata sulle nostre azioni.
Siamo tutti diversi... perciò unici, abbiamo la Libertà della Diversità.
Auguro a tutti un buon Solstizio 2020.

Un TFA
Fabio Pedrazzi

lunedì 1 giugno 2020

IL "SO DI NON SAPERE" SOCRATICO e ALTRE COSE

Lo dice il Kybalion: Attenti ai mezzi saggi.
Il "So di non sapere" di Socrate, a mio avviso, non va inteso a livello lessicale, come in genere invece viene recepito.
Si tratta di un'affermazione ermetica, dove dietro si cela una profonda consapevolezza, che non è quella del lessico, ma quella di aver raggiunto un piano dove il conosciuto non ha più importanza.

Il saggio, l'illuminato, il Maestro, ormai hanno oltrepassato il limite della Conoscenza diventando essi stessi la Conoscenza. Per lo meno così dovrebbe essere.
La Piramide si è ribaltata aprendosi all'Universo metafisico.
Socrate sa di non sapere in quanto "è".
Ecco, questo per quanto riguarda Socrate. Poi ci sono i mezzi saggi, coloro i quali hanno fatto parte del Cammino rimanendo però incollati al senso grafico della frase.
In genere elargiscono il "So di non sapere" tramite un sorriso e il petto gonfio come quello di una rana.
Tu mi stai dicendo qualcosa che non capisco? Eh Eh... ma io ti dico che "so di non sapere" e ti faccio fare la figura del presuntuoso che pensa di sapere tutto.

Questo è, più o meno, quello che succede... ma il "Sapere" socratico, non è riferito alle nozioni, che non si finirà mai di apprendere, ma alla Conoscenze di sé stessi, attraverso la quale si arriva a conoscere gli altri che, come il nostro "sé", appartengono allo stesso Universo.
Un Universo interconnesso, dove le connessioni si spezzano sull'ignoranza metallica dello spargitore di piume nel bosco, in una giornata di vento.

Una cosa che ho potuto constatare, quella dei mezzi saggi e del so di non sapere, è che appartiene a tutte le Vie iniziatiche. Forse deriva dal fatto che tali Vie hanno un intrinseca connessione con la Conoscenza... nelle Vie orientali ci sono i finti umili, coloro che hanno sempre un mezzo sorriso sulla faccia e che fanno della pacatezza un'arma subdola. Subdola perché nasconde un Ego più grande di quando hanno cominciato il percorso.
Lo stesso vale per il "So di non sapere", oppure per il matra massonico: "Siamo sempre tutti Apprendisti".
In molti casi è vero, ci sono alti gradi che sono rimasti Apprendisti, confondendo il fatto che apprendere fa parte del massone, finché muore... ma che nel frattempo deve anche cercare di capire cosa sta facendo... L'Apprendistato è una fase del percorso non uno stato dell'Essere.

Quindi, per terminare sempre con le parole del Kybalion: Attenzione ai mezzi saggi e a quelli che sanno di non sapere...

Fabio Pedrazzi

martedì 19 maggio 2020

COME RINASCERE

Lo scenario attuale non è di facile interpretazione. L'umanità si sta (si dovrebbe) riorganizzando secondo princìpi che appaiono liquidi. Ciò che appare non è quello che sembra, per lo meno non per tutti e non per tutto.
Quello che è certo è che, se vogliamo superare questo periodo in maniera strutturale, dobbiamo arrivare a un "riuniamoci a coorte" tra tutti coloro che hanno responsabilità di pensiero.
Non parlo dei filosofi-tuttologhi prezzolati e nemmeno dei cercatori di paramenti o scalatori di piramidi. Parlo di quel movimento invisibile, che lavora ogni giorno per diffondere cultura, bellezza, etica e consapevolezza.

Questo, in effetti, dovrebbe essere il compito della Massoneria, lo è sempre stato.
Riprendiamo a confrontarci sui temi basilari per una convivenza all'insegna della vera fratellanza.

Nel Tempio, è vero, non si parla di politica e religione, ma fuori dal Tempio il Massone vive inserito in un contesto di cui politica e religione sono colonne portanti del suo vivere.
Ecco che tematiche di filosofia finanziaria diventano improrogabili.

Dobbiamo passare dal COSA al COME.

Per fare questo bisogna rendersi consapevoli di come l'essere umano è strutturato mentalmente, dei suoi pregi e dei suoi difetti.

La Via iniziatica può essere una scuola per cercare di capire i difetti e smussarli o addirittura trasmutarli in pregi. Prima però vanno capiti.
Vanità, cupidigia, sete di potere... sono aspetti con i quali dobbiamo per forza avere a che fare.
Una Società basata sul Capitalismo, che ha come solo indice di successo il Potere o l'utile, porta l'uomo nel baratro. Ma non tutto è da buttare, bisogna correggere certi vizi di forma e tenere presente che il benessere collettivo è il solo mezzo possibile per fare questa operazione.
C'è chi dice che prima di ricostruire bisogna distruggere... in effetti operare su pareti bianche lascia spazio a una costruzione più lineare.

Credo che la distruzione sia ormai in atto, lo vedremo nei prossimi anni. Ma prima di iniziare la ri-costruzione bisogna avere i Progetti già disegnati.
Ecco che i filosofi, i pensatori, gli intellettuali, scevri da ogni ego personale, si devono mettere al servizio dell'Architetto per poter poi, tutti insieme, tracciare le linee che diventeranno disegno collettivo del Nuovo Tempio, in cui l'Uomo potrà risorgere come la mitica Fenice, dalle proprie ceneri.

Fabio Pedrazzi


venerdì 8 maggio 2020

IL COMPITO DELLA MASSONERIA DOPO IL COVID-19

Dopo alcuni articoli in cui ho proposto due libri: Perinde ac cadaver di Llorenç Lluell e La filosofia dell'alchimista, mia ultima opera (li trovate su Amazon sia in italiano che nella versione in spagnolo) voglio tornare ad argomenti consueti al blog.

Cosa succederà dopo il Covid-19? E quale sarà il compito della Massoneria?
Personalmente credo che tutto ciò che è successo e sta succendendo, altro non è che un reset generale dell'umanità. Questo comporterà una rivisitazione di certi atteggiamenti, abitudini e consuetudini che dovremo, per forza di cose, cambiare.
Nulla sarà più come prima. Ma proprio per questo la Massoneria dovrà farsi avanti, senza più battibecchi da cortile, per poter operare insieme la direzione del cambiamento.

 
Ecco che urge una chiamata generale per tutti coloro che sono in grado di infondere iniezioni di cultura, filosofia, ricerca della bellezza... oggi, nel 2020 abbiamo la possibilità di dare vita a un secondo Rinascimento planetario. Non possiamo perdere questa opportunità.
Ognuno, quindi, nel suo Ruolo, Grado, Ordine, Rito o Istitituzione faccia la sua parte.
Facciamo riscoprire la poesie, la sperimentazione intellettuale, il silenzio attivo dell'Essere consapevole, la partecipata attività del Lavoro "fianco a fianco".
Abbandoniamo i protagonismi sterili e, chi ha il potere e dovere, tracci il sentiero che poi tutti insieme potremo trasfomare in strada a 4 corsie per la rinascita comune.

Che le Istituzioni, tutte, facciano la loro parte, ognuna con le proprie competenze.

Ecco quale sarà il compito della Massoneria dopo il Covid-19: trovare i soggetti idonei per poter veicolare i Princìpi morali, etici, filosofici e poetici che ci hanno guidato sin qui da 6000 anni a questa parte.
Che nelle Logge si comincino a fare Nuovi Lavori per dare nuova linfa a ciò che andremo a creare. Dovremo coniugare il Nuovo con la Tradizione, senza mai dimenticare la Legge del Pendolo o i vari Piani Sottili dove possiamo e dobbiamo operare. Confrontiamoci nella Conoscenza, operiamo nel Silenzio e Lavoriamo nella profanità.
Gli Strumenti li abbiamo, usiamoli.
Stiamo ormai quasi all'estrema estensione, ci sarà un movimento uguale e contrario, sfruttiamolo.

Grazie di leggermi e buon Lavoro a tutti.

Fabio Pedrazzi