lunedì 10 febbraio 2020

Il Secondo Sorvegliante

Per questo articolo prendo spunto dal mio nuovo incarico presso la R:.L:. Giano all'Oriente di Roma appartenente al GOA (Grande Oriente di Andorra).

Il 2° SORVEGLIANTE

È colui che cura la parte notturna della Loggia, ovvero la colonna di Settentrione. Uno dei suoi compiti è quello di far comprendere a tutti i FR: e le Sr:., soprattutto agli Apprendisti di cui è referente, il Silenzio.
Si occupa anche della formazione e dell'istruzione degli Apprendisti.
Fa parte della Terna di Fuoco e aiuta a far sorgere il Sole a Mezzanotte.
È anche colui che deve essere in grado di percepire gli stati d'animo di tutti i FR: e le Sr:. della Loggia, oltre che far proprie le parole che gli Apprendisti non possono portare direttamente tra le Colonne. Sarà lui, infatti, a farli "parlare".

Questo ruolo è di fondamentale importanza, dal suo Lavoro usciranno i Compagni d'Arte che poi, sotto la guida del 1° Sorvegliante, saranno i futuri Maestri. Ma è anche colui che deve controllare la parte oscura... la notte, il buio della Loggia.

Sarà lui a portare gli Apprendisti dal Silenzio alla Parola. È lui che introdurrà i neofiti sulla Via del Rituale, ascoltando e aiutando nella crescita i semi più giovani (massonicamente parlando) che la Loggia è in grado di seminare.

Il suo posto in Loggia è di fronte alla Colonna di competenza, in modo che possa osservare gli Apprendisti durante la Tornata.
Come avrete capito non è meramente il referente degli Apprendisti, ma è colui che cura il rispettoso Silenzio di tutti.

Fabio Pedrazzi







martedì 24 dicembre 2019

IL RITUALE IN GRADO DI APPRENDISTA... questo sconosciuto


Il Rituale in Grado di Apprendista... IL RITUALE. In effetti è l'unico, quello dove tutto comincia e tutto finisce. È quello che si utilizza per aprire e chiudere gli Architettonici Lavori.
Al suo interno si celano gli altri due. Si celano perché sono solo dei passaggi... ma passaggi a cosa?

Da tempo vado affermando che gli strumenti in Loggia servono per modificare la qualità dell'Energia, o meglio, più che la qualità le peculiarità.
In primo grado, dove la Squadra sovrasta il Compasso averemo una frequenza più bassa. Queste frequenze si alzano in grado di Compagno per raggiungere il picco masimo in Camera di Mezzo.

Vediamo intanto quali sono le frequenze:
  • Delta (1-3hz) bassissime, le si possono raggiungere in determinate sedute di meditazione. Sono frequenze che ci appartengono... digestione e frequenza cardiaca
  • Theta (3,5-8hz) Operare con consapevolezza in questa fascia significa entrare nel mondo della creatività. È la gamma delle frequenze della Terra che si attesta sui 7-7,5hz
  • Alpha (8-13hz) La frequenza del Filo a Piombo. Quando apriamo i lavori operiamo in questa fascia. È la frequenza della tranquillità, dove tutto è attutito. Ambiente perfetto per lavorare per chi inizia un cammino.
  • Beta (12-33hz) A questo livello la soglia dell'attenzione si alza, si comincia a stare in uno stato di veglia attiva. È la frequenza della Livella.
  • Gamma (25-100hz) La Camera di Mezzo opera in questa fascia di frequenza. Portare a questi livelli degli Apprendisti significa rischiare di farli star male... anche fisicamente. Potrebbero avere giramenti di testa, sonnolenza, nausea o addirittura svenimenti.
Tolte Delta e Theta... ne restano 3. E sono quelle in cui ogni Officina dovrebbe lavorare. Ovviamente per arrivare a saper calibrare le frequenze giuste durante le Tornate servono una serie di accorgimenti e di consapevolezze che non sempre sono disponibili in Loggia.
Serve un M:.d:.C:. che sappia cosa sta facendo e soprattutto che sappia come "governare" queste frequenze. Serve un M:.V:. che abbia la conoscenza di cosa va a dirigere... e serve che tutti Fr:. e le Sr:. partecipanti siano stati istruiti su come lasciare fuori dal Tempio i metalli.

Ecco che ancora una volta ci troviamo di fronte a una lettura degli Architettonici Lavori basata sull'Energia più che sulla dialettica o sull'etimologia di un termine.
I Lavori massonici sono stati, nel tempo, portati a una mera rappresentazione, un gioco in maschera spalmato su 33 gradi. 33 gradi nati per soddisfare un Ego che invece andrebbe messo a tacere o relegato in quelle famose prigioni che giuriamo di costruire.

Studiamo il Rituale in Grado di Apprendista, cerchiamo di capirlo, di metabolizzarlo e di sentirne il vibrare... e avremo già fatto un passo avanti in quella conoscenza di noi stessi che troviamo esortata sulle porte dei Templi.

Tutto il resto è il nulla.

Fabio Pedrazzi






venerdì 8 novembre 2019

Alle ORIGINI del RITO SCOZZESE

Oggi voglio presentarvi un libro particolare:
ALLE ORIGINI DEL RITO SCOZZESE, Gli antichi rituali della Giurisdizione Nord
degli Stati Uniti d’America
, Volume 2° - Mauro Cerulli, Fortinato Guerra, Ed. Pedrazzi Editore.

Sinossi:

Le società iniziatiche hanno sempre suscitato nell’inconscio l’interesse ad una verifica chiarificatrice. La Massoneria, istituzione di uomini liberi, si basa su una serie di simbolismi e di manifestazioni rituali che sembra abbiano lontanissime origini. Al di là di quanto può essere distinto fra la leggenda e la storia, appare di grande interesse il conoscere i corretti e scientifici rapporti che esistono fra l’Istituzione massonica, le Società iniziatiche del passato e la cosiddetta Società civile. Questo secondo volume ha l’ambizione di fare chiarezza in merito alle origini, all’evoluzione ed all’affermazione del Rito Scozzese Antico Affermato: uno dei riti più seguiti nel panorama massonico internazionale, nei suoi gradi più alti e meno conosciuti. L’autore ed il curatore, studiosi della materia, hanno attinto alle numerose e complesse fonti documentali dell’epoca senza lasciarsi influenzare da miti e leggende di dubbia attribuzione, ma andando direttamente al cuore del problema: la verità, semplicemente.



Per acquistarlo:
https://www.amazon.it/ALLE-ORIGINI-RITO-SCOZZESE-Giurisdizione/dp/1701806436/ref=sr_1_5?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&keywords=cerulli&qid=1573198158&sr=8-5

Buona lettura
Fabio Pedrazzi

domenica 29 settembre 2019

OPUS DEI, 'NDRANGHETA e STRUTTURE MASSONICO-PROFANE

La Luce nel Tempio si è fatta elettrica inconsapevolezza del nulla che gravita sotto queste stelle.
Così, troppo spesso, mi appare. Un gioco rituale fatto di sospiri e cappucci vuoti. Grembiuli comperati (o regalati) al mercato delle vacche sacre.
Obbedienze, Riti, Gradi... una corsa al: io sono più di te.
Il nulla cosmico della massoneria italiana non è colpa della P2, ma del niente che gli girava intorno.
E in questo nulla sono state seminate, per poi germogliare rigogliose, tutte quelle sovrastrutture di caratte massonico. Di carattere, appunto.

I nostri antichi rituali, il nostro Silenzio operoso, i nostri principi di Uguagliaza, Libertà e Fratellanza si sono spenti nel 1717.
Ci sono strutture, criminose e non, che hanno fatto un copia-incolla del nostro modus-operandi, a livello nazionale e internazionale, religioso e interreligioso.
Parlo dell'Opus Dei, che ha capito come muoversi sotto traccia: oggi sono loro la "vera" massoneria. Non nei contenuti ma nel modo di muoversi.
Parlo di tutte quelle mafie che si organizzano in soluzioni piramidali, che fanno iniziazioni (guarda un po'), che fanno giuramenti simili al nostro, per lo meno quello antico, ora si fa (non nella nostra Loggia) una promessa scautistico-clericale.

Ci hanno copiato perché funzionavamo, eravamo la coscienza pulita di qualunque tipo di società in cui venivamo inoculati, un virus guaritore, un insieme di esseri umani capaci di modificare le sorti dei loro simili. Un DNA portatore di un messaggio d'amore per l'Universalità.

Assistere, oggi, a Tornate dove l'apparenza è la regina del niente e il niente è ornato da Gradi e Grembiulini mi fa tanta, tanta tristezza. Obbedienze che si sfaldano sotto i colpi metallici della profanità massonica, Fratelli e Sorelle (più i Fratelli) che litigano suoi social in maniera indecorosa.
Le imposizioni libertarie delle Obbedienze più grandi, i giochi da scarestia incazzata che si svolgono durante votazioni allucinanti. Schieramenti, vuoti comunicativi, smemorate dimenticanze del proprio sangue, profili talmente bassi che ad ascoltare certe Tavole si attivano principi di orchite (per gli uomini e attacchi di candida per le donne).

Parole travestite di esoteriche pappagallesche ripetizioni, rituali stuprati... un depotenziamento programmato che abbiamo accettato per quattro collane di perline.
Bene, ora siamo nelle riserve, relegati in Templi inerti. Il sotto non si collega più con il sopra e se accidentamente succede, accade in maniera del tutto inconsapevole.
Felice per quei pochi che non si riconosceranno in questa massoneria profana.
Per chi si offenderà per queste parole chiedo sin da ora perdono... tolleranza Fratelli... tolleranza.
Io tollero il vostro vuoto voi tollerate la mia incazzatura per l'ennesimo fallimento del genere umano.

Ma c'è una soluzione? Oh sì che c'è... resettare tutto e ripartire da zero.
Via i Riti, via le Obbedienze, via tutte quelle sovrastrutture nate solo per controllare chi sta sotto la Piramide.
Tornare alla forma Universale originaria: una galassia di Logge, uniche e sovrane di sé stesse.
Sappiamo come si fa, abbiamo almeno 6000 anni d'esperienza, è che negli ultimi trecento ci siamo un poco prostituiti al luccichio dell'ego.
Prosit.

PS: siamo arrivati che un piccolo blog come questo fa in un mese quasi 6000 pagine visualizzate negli Stati Uniti e 500 in Italia...  

Fabio Pedrazzi



mercoledì 28 agosto 2019

TRE E TRENTATRE

Il trentatreismo grado trascende la materia. Ormai le colonne le ha abbattute al 30°. Lo spirito guida si è  rivelato e il VITRIOL è stato pulito dal fango.
Tutto ciò succede anche al 3° quando questo viene vissuto nella piena conapevolezza.
Lontana diatribra tra gradi di perfezionamento e Massoneria azzurra. Personalmente farei un distinguo:
- Massoneria
- Massoneria moderna

In fondo i gradi del Rito, mi correggano se sbaglio, i Fratelli più esperti di storia massonica, compaiono dopo il 1717. Prima si parla addirittura di soli due Gradi.
Come prima del 1717 non v'era traccia di Obbedienze. C'era una circolarità massonica scevra da ogni sovrastruttura che non fosse la Loggia.
Quindi TRE e TRENTRATRE erano fusi in un solo Gradino.
Sì è voluto vederci dentro, esaminare al microscopio ciò che sin dal primo Rituale (l'unico) viene detto. Ma siccome è "detto" a strati, ognuno arriva sin dove il suo VITRIOL è pulito.

L'Apprendista, pian piano, comprenderà la simboligia marginale della spirale che si muove inesorabile sino al punto centrale... il punto dove Tutto inizia e finisce. Lo stesso simbolo ha valenza diversa man mano che si avvicina al centro... sino a scomparire fondendosi con l'osservatore che diventa lui stesso il simbolo osservato.
Quindi è solo diventando il Rituale che potremo evolvere... diventando, non ripetendolo e basta. E nemmeno solo interpretandolo.
Se non c'è la consapevolezza del gesto, della parola, della vibrazione emessa non avviene che un girotondo energetico che ci lascerà nello strato esterno. Uno strato importante, certo, ma esterno.

Dicevo prima che identifico il Rito con la Massoneria moderna (in senso lato). Sì, perché è un modo di essere massone che ha una partenza, una sua temporalità abbastanza precisa. L'altra no, non ha un inizio di conseguenza non può avere una fine. La Massoneria, detta azzurra (non mi piace il termine ma lo uso per differenziarla), è a spirale... ecco la definirei: Massoneria spiroidale. L'altra invece è piramidale.
Entrambe portano a una "vetta", ma la raggiungono in modo differente.
Entrambe contengono lo Zed... ma una è costruita mentre l'altra è in continuo divenire.
Una ha un inizio e una fine, l'altra fa parte di quelle conoscenze cosmiche che permettono all'uomo di evolvere a ogni respiro.

Fabio Pedrazzi

domenica 4 agosto 2019

LA SPIEGAZIONE INESISTENTE

Ci sono sere, come queste, in cui il buio della notte si trasforma in Luce.
La Luna diventa un faro illuminante. I Cantieri sono chiusi e io non Lavoro. Però... c'è sempre un però, qualcosa posso fare... la devo fare.
Si può spiegare un simbolo?
No.


Un simbolo lo si può vivere, intuire, sentirne l'aroma o la puzza... dipende dai casi.
Ma è solo lasciando che il drago si dimeni nel boccione verde dell'alchimista che riusciremo a vincere la voglia di spiegare.
Personalmente non amo i Gradi massonici. Non li amo nello stesso modo in cui non ho mai amato i Dan del Jitsu. Sono orpelli che ci portiamo dietro nel corso degli anni.
Io sono un 33° e tu?
Io non sono un c....o. Io sono e basta... ti pare poco?
Perché mettere limiti al nostro Essere? Perché catalogare qualcosa che non è catalogabile?

Ma che c'entrano i Gradi con la spiegazione inesistente?
C'entrano, perché ogni Grado è, per sua natura, una spiegazione. La pretesa spiegazione dell'inispiegabile.
Sulla vetta del monte Fuji siamo tutti uguali, e ci siamo arrivati indipendentemente dalla Via che abbiamo preso inizialmente. Massoneria, Martinismo, Yoga, Jitsu, Tao, Zen ecc... sono tutte Vie iniziatiche. Sono tutte Vie non spiegabili, che vanno vissute e basta.

Tante volte mi sono sentito chiedere: Maestro ma che cos'è lo Zen?
Come risposta ricevevano solo ed esclusivamente un sorriso.
Lo stesso vale in Massoneria: non è spiegabile, o meglio, la possiamo definire in maniera profana per i profani... ma per Noi no... per Noi non vale.
Noi abbiamo il dovere di sperimentare, scavare, cercare, vivere attimo per attimo quella trascendenza che solo verso la fine della Via potremo, forse, capire.
E una volta capita sapete che succederà?
Facile dierete: saremo arrivati in cima... al Grado più alto ci verrà svelato l'ultimo dei Segreti.

Purtroppo non è così. In cima al monte Fuji ci sono solo persone che ridono. Ridono di gusto.
Perché?
Perché la vetta è sempre stata sotto i nostri piedi... e noi abbiamo camminato per decenni per raggiungerla, non accorgendoci che ci stava appiccicata come la nostra ombra.

Ecco: la consapevolezza è una gran fregatura, direbbe un mio vecchio Maestro Zen.
Una volta che l'hai raggiunta non ti stupisce più nulla... ti resta solo la voglia di tenere in ordine il giardino e guardare gli altri scalare una montagna che non esite.

Quindi non chiedete spiegazioni, cercatele nel vostro VITRIOL... tutto è celato lì... sotto il vostro naso.
Un abbraccio.

Fabio Pedrazzi

lunedì 15 luglio 2019

DAL BUIO ALLA LUCE... perché si dovrebbero fermare i Cantieri

Noi lavoriamo dal buio alla Luce e non viceversa. Quando entriamo nel Tempio lo facciamo deambulando da sinistra a destra, ovvero cominciamo il cammino nella parte buia del Tempio, quella che sta dalla parte degli apprendisti.

Muovendoci in questo modo tutto ciò che accade dopo risente di questa impostazione.
I Lavori iniziano il 21 di settembre, periodo dell'anno in cui cominciano le giornate ad accorciarsi. La luce va scemando sino al momento in cui si fermerà del tutto, morendo per tre giorni.
Poi, dritti sino al 21 di giugno, giorno luminoso e inizio del periodo di Luce.
Ecco perché, seconde me, i Lavori dovrebbero fermarsi in questo periodo. Per lo meno i Lavori rituali.

In effetti il Tempio è diviso in più parti, alcune al buio e alcune illuminate. Gli apprendisti, a sinistra guardando lo scranno del V:. e in luce a destra, colonna dei Compagni d'Arte.

Ma quanto sono importanti, per l'esecuzione degli Architettonici Lavori, queste accortezze? Quanto influiscono sulla riuscita degli stessi?
Dipende cosa intendiamo per "Lavori". Se ci fermiamo alla lettura del rituale e delle Tavole... servono a poco. In fondo una Tornata ben fatta, seguendo pedessequamente il Rituale ha una sua funzione.

Credo però esita un livello superiore (più livelli a dire il vero) dove queste "quisquiglie" fanno la differenza. Esistono piano sottili dove il Massone si sposta durante la Tornata. Si sposta se tutti operano in armonia e in sincronicità. Si alza il livello, o la frequenza dell'Energia, solo se si osservano tutte le informazioni che ci vengono date già dal primo grado.
Ebben sì, nel Rituale di primo grado c'è tutto ciò che ci serve per proseguire nel Cammino che abbiamo scelto.
Anzi, oserei dire che quello di Primo Grado è l'unico vero Rituale.
Quello dove, criptati, troviamo già tutti i Segreti della Massoneria. Non è salendo di grado, cambiando grembiule o ponendo in essere i seguenti Rituali che possiamo "capire", "intuire" e "vivere" ciò che siamo.

E' nel Primo che dobbiamo trasmutare il piombo in oro, nei seguenti possiamo solo anelare di arrivare alla Pietra Filosofale. Ma se non capiamo cosa facciamo in Primo Grado, come possiamo riuscire a "domare" la Materia, non saremo mai in grado di proseguire verso quei piani sottili che distinguono l'uomo dal Massone.
Ecco perché reputo che non si debba Lavorare nei mesi di Luce: perché l'Orizzonte sarebbe solo il Buio. Ma il nostro sguardo deve essere sempre orientato verso la Luce. Partiamo da Oriente, con la Luce che pian piano si alza verso lo zenit, in modo che possa illuminarci il cammino. Se facessimo il contrario ci troveremmo accecati con il pericolo d'inciampare in noi stessi.

Fabio Pedrazzi