giovedì 27 dicembre 2018

DIRE o NON DIRE? SPECULATIVA OD OPERATIVA?

Le due facce della Massoneria: operativa e speculativa. Due mondi che s'intrecciano dando Vita a una Terza dimensione: Matrix.

Matrix nel senso di Matrice. Una dimensione sub-sensoriale che placa le pulsioni e rende il Massone padrone di sé stesso. Lo scopo di ciò che si fa nel Tempio è proprio questo, portare il livello da speculativo a operativo.
Bene, ma come si opera?
Non ve lo dirò mai. Ma non tanto perché non posso dirlo, per una questione di riservatezza, ma proprio perché è impossibile portare il piano operativo all'interno di un qualunque lessico.
L'operatività fa parte di quella fascia di conoscenza che si ottiene solo sperimentando pesonalmente tutto ciò che di esoterico troviamo in Massoneria (ma non solo).

La Matrix massonica propone anch'essa le due pillole: "Azzurra, fine della storia, crederai a quello che vorrai". Farai Rituali, guarderai simboli, leggerai una marea di libri e li imparerai a memoria, ripeterai sino allo sfinimento una serie di frasi vomitate da altri che ti faranno sentire parte di un Tutto che non esite, un Tutto tuo, inutile e stantio. Ma tuo.

Pillola Rossa, restrai nel paese delle meraviglie e vedrai quanto è profonda la tana del Bianconiglio...".
Il salto nel buio. La scelta di guardarsi dall'alto, lo Zenit e il Nadir. Abbatterai le Colonne per entrare nel Reale Mondo dell'essere e del non-essere.

Ma la tana del Bianconiglio non ve la posso descrivere, ne ha una per ognuno di noi. Lo dovrete scoprire da soli. Ecco perché non è possibile parlare dell'operatività della Massoneria.
Della parte speculativa invece possiamo discuterne, confrontarci, dibattere e anche spiegare ai profani di cosa si tratta. In fondo non è che la crosta, il masso a forma di uovo che chiude l'ingresso della Tana. Il web è pieno di informazioni, pieno di scritti e di pillole blu.

Ma se deciderete di prendere la pillola Rossa fate attenzione: vedrete ciò che non avreste voluto vedere, capirete ciò che non è capibile, sentirete che una Forza inimmaginabile attraverserà il vostro essere come fosse un vento di tramontana. Ma, tranquilli, è solo l'inizio.
La battaglia è appena cominciata.

Fabio Pedrazzi

domenica 9 dicembre 2018

J'ACCUSE AL "DIRITTO"

Ebbene sì, voglio andare controcorrente.Tutti sbandierano i Diritti e io voglio invece parlare dei Doveri. Vorrei che oltre alla carta dei Diritti Umani se ne facesse una dei Doveri Umani. Questa umanità si deve rendere conto che HA DEI DOVERI, che ognuno di noi ha dei doveri, e non solo diritti.
Abbiamo doveri verso noi stessi, verso i nostri simili, verso il pianeta che ci ospita, verso qualunque forma di organizzazione sociale che ci siamo scelti. Ne abbiamo anche verso quelle forme di organizzazione sociale che ci vengono imposte: in quel caso abbiamo il dovere di combatterle.
Abbiamo il dovere morale di aiutare chi sta peggio di noi, sia che siamo Massoni o no.

Ogni Massone lo dovrebbe ben sapere: non ci si eleva attraverso i diritti ma bensì attraverso i doveri. Ecco che nella nostra Istituzione troviamo regole, procedure, paletti morali e binari etici dai quali non si può uscire. Il concetto fondante di questo mondo capitalistico-amorale è fondato sullo spargimento a pioggia dei Diritti: tutti hanno diritto a qualcosa, pochi si sentono invece in dovere.
Oggi la Massoneria dovrebbe portare avanti un concetto diverso: tutti hanno dei Doveri, ognuno al proprio livello. I Maestri hanno il Dovere di aiutare nella crescita gli Apprendisti, hanno il DOVERE!!! Non: siamo sempre tutti Apprendisti... no, troppo facile. Chi ha fatto consapevolmente un pezzo di Strada aiuti chi ancora la deve percorrere.


Gli Stati hanno dei doveri. Hanno il dovere di difendere i PROPRI cittadini, di aiutarli nel momento del bisogno, di essere attenti alle esigenze dei nuclei più fragili di chi non ce la fa con le proprie forze. Hanno il Dovere di essere paladini della vittima nei confronti del carnefice. Attualmente, nel nostro Stato di Diritto avviene esattamente il contrario (gli avvocati mi perdoneranno, ho giocato sui termini), ecco ancora che il Diritto fa marcire l'etica. Il Diritto lo si conquista con la fatica e con il tener fede ai propri doveri.

I cittadini hanno dei doveri. Hanno il dovere di rispettare le regole del buon vivere in armonia e pace, del non sovrastare l'altro, di non commettere atti che vanno a discapito dell'altro... un vecchio adagio recita: la tua libertà finisce dove comincia quella dell'altro, ancora una volta il Dovere sta sopra il Diritto. I cittadini o gli esseri umani in genere, hanno il Dovere di rispettarsi e di rispettare. Partiamo da qui e soverchiamo il concetto: io ho il diritto di essere rispettato, partiamo da noi stessi.

Abbiamo il Diritto di protestare: NO: NOI ABBIAMO IL DOVERE DI FARLO se contro ciò che protestiamo non è eticamente giusto e va a discapito del buon senso e della moralità.
Poi possiamo riversare come liquido di una cloaca tutti i pensieri filosofici sul: ma cos'è la morale... non facciamo i furbetti, noi Massoni lo DOBBIAMO sapere che cosa è morale e cosa no, abbiamo il Dovere (ancora una volta) di saperlo, abbiamo il dovere di portare la nostra visione di Uguaglianza, Fratellanza e Libertà nella società che ci ospita. Abbiamo il Dovere di farlo. IL DOVERE.

Ma non lo facciamo, ci siamo persi nei rivoli della cloaca di prima e ci siamo rivestiti anche noi di Diritti. Abbiamo costruito nazioni sulla Carta dei Diritti... ora facciamolo su quella dei Doveri.
Diritti e Doveri sono come la S:. e il C:. , da soli non funzionano, possiamo spostare più o meno l'importanza dello strumento, ma sempre insieme devono lavorare.
Bene spostiamo il C:. della spiritualità del Dovere e portiamo sotto la S:. del Diritto.

Ecco il mio j'accuse nei confronti del Diritto, per il poco che vale, per il poco che conta vi dico:
abbracciamo la LIBERTA' DEL DOVERE e mettiamo in secondo piano la gabbia dei Diritti che, per il momento, ci hanno solo imbarbarito.

Fabio Pedrazzi

domenica 2 dicembre 2018

L'ANTRO ALCHEMICO NEL TEMPIO MASSONICO

Il Tempio come antro alchemico è possibile? Dipende. Tutto è correlato e concatenato, e ogni movimento all'interno del Tempio è "dipendente" dal grado di consapevolezza di chi lo compie. Ogni respiro ha un significato, ogni emozione è il risultato di una complessa formula alchemica progettata nella notte dei tempi da chi aveva in sé le libertà delle Parole oggi perdute, per lo meno dalla gran parte dei Massoni o di chi si definisce tale.

Durante una Tornata accadono alcuni eventi che defineri proprio: alchemici.
Dove per alchimia intendo quello strano fenomeno di coagulazione spirituale tanto ben decritto da Goethe nelle sue Affinità Elettive. Vengono a crearsi dei piani sottili diversificati dove le vibrazioni si espandono in maniera differente per ogni gruppo di consapevolezza.
E non parlo di Grado o Grembiulino, ma proprio di consapevolezza. Ci sono Apprendisti che riescono ad alzare la propria frequenza librandosi nel mondo di mezzo, e ci sono Maestri che stanno ben piantati nella loro mente appesantiti dai metalli che non riescono a lasciare fuori dal Tempio, ma soprattutto da sé stessi.

Ecco che il Tempio diventa l'antro dell'Alchimista dove il M:.V:. è il direttore dei Lavori. Se consideriamo il Tempio come un Atanor dove fondere insieme le varie "anime" ci serve però un manuale per le istruzioni: il Rituale.
Metabolizzato il Rituale, possiamo passare alla seconda fase: dopo il Fondi (nell'Atanor) ecco il Coagula dei piani sottili. Chi avrà saputo fare il salto quantico durante la fusione potrà accedere ai mondi superiori, quelli invisibili, sottili, delicati più di un pensiero.
Ciò che rimane dopo il Solve et Coagula sono solo delle scorie inutili, molto probabilmente irrecuperabili.

Ma che è successo a chi si è sciolto nel cosmo quantico e coagulato in altra forma-pensiero?
Tutto. Tutto è cambiato in quel corpo biologico, è cambiata la sua chimica, la sua capacità di percezione, la sua sensibilità cognitiva. Ma soprattutto è cambiato "l'essere". Ora è UNO coagulato con il TUTTO. Ora è in grado di passare da un piano sottile all'altro grazie al ripristino delle sue funzioni originarie. Si è rigenerato fondendosi con quell'Energia che chiamiamo a connessione ogni volta che il M:.d:.C:. unisce il Sopra con il Sotto.
Quindi, Fr:. e Sr:., quando entrerete in un Tempio, ricordatevi dove state mettendo il vostro corpo e il vostro Essere, che cosa state attivando e che cosa potrebbe succedere. Se sarete nel Qui e Ora, forse, potrete capire se avete in voi stessi la Pietra Filosofale oppure siete ancora Scorie.
In ogni caso avrete fatto un passo avanti verso quel grado di consapevolezza che vi servirà per oltrepassare la decima porta.

Fabio Pedrazzi

mercoledì 14 novembre 2018

La MASSONERIA, la POLITICA e il VATICANO

Spinoso argomento oggi come ieri. Cercherò di affrontarlo in maniera garbata (per quanto possibile).
Chi è iniziato sa cosa intendo quando dico: non si parla di politica o religione.
Non si parla ma si fa.
La Massoneria, parlo di quella italiana e del GOI (e derivati) in particolare, in quanto massima Obbedienza in Italia, e lo faccio solo ed esclusivamente per una questione storica, quindi vedano i F:. di tale Obbedienza di non prendersela come un fatto personale, non ho nulla contro il GOI, non ne condivido le linee guida... tutto qui.
Saltando a piè pari tutta la parte risorgimentale che, permettemi ma, se non è stato un movimento politico cos'altro è stato? Veniamo un po' più vicino ai giorni nostri.


Anni '50, '60 e '70 la Massoneria italiana, grazie ad una organizzazione ben collaudata e a personaggi discutibili, posiziona i propri uomini nei posti chiave dello Stato.

Gelli mette in piedi la sua Propaganda 2, il PRI tiene i fili di Palazzo Giustiniani e il non "si parla di politica" viene rispettato alla lettera. Non se ne parla ma si fa. Sino allo scandalo della P2 quasi nessuno sapeva cos'era la Massoneria.
Nel frattempo i rituali vengono depotenziati, rimaneggiati, frammentati, si fa sempre meno Lavoro Sacro e sempre più impicci profani.

Nel frattempo in Vaticano, nel 1950 Pio XII approva definitivamente l'Opus Dei, e ciò consente l'ammissione di persone coniugate e l'ascrizione di sacerdoti del clero secolare alla Società Sacerdotale della Santa Croce. Utilizzando il solito metodo del copia-incolla, pian piano l'Opus Dei prende le sembianze strutturali della Massoneria. Contemporaneamente la Massoneria abbassa il livello discrezionale e rituale. Fatto apposta? Collusione? Non lo so... però il risulato  dopo circa conquant'anni è che l'Opus Dei è dentro i meccanismi politico-finanziari del Paese e i Massoni ne vengono esclusi e additati come il male supremo.

In questo momento storico abbiamo un'Istituzione pseudoreligiosa a carattere segreto (provate a capire chi sono i mebri dell'Opus Dei se siete capaci) e di contro abbiamo una Massoneria vessata (per propria colpa), ritualmente depotenziata e crudelmente inutile.

Quindi non ditemi più: non si parla di politica e religione, perchè oltre che parlarne, malamente e in maniera rissosa, dobbiamo renderci conto che la politica e la religione ci hanno messo in un angolo e con il bavaglio. Poi, per carità, facciamo pure i buonisti e i pacati andando ai convegni per capire i punti d'incontro che possiamo trovare tra Massoneria e Religione... non dimentichiamoci però che coloro i quali siedono allo stesso tavolo sono gli stessi (politici e clericali) che ci hanno smontato il giocattolo, spargendo i pezzi sulla riva del mare.

Quindi? Ora che si fa? Si lascia che tutto finisca in vacca e si fa finta di niente? Si continuano a ripetere frasi a pappagallo, mangiare enciclopedie di nozioni storico-massoniche o cerchiamo di levarci di dosso le quintalate di sterco che ci siamo lasciati tirare?
Io sono per cercare di riprenderci il nostro onore e rivendicare il rispetto che ci compete.
Per fare questo non vedo altre soluzioni se non quella di cambiare forma, mentalità e modus operandi.
Lo abbiamo già fatto nei secoli passati, lo possiamo fare anche oggi.
Abbiamo tutti gli strumenti per ribaltare la situazione ma starà ad ognuno di noi fare ciò che va fatto.
Lasciamo l'ego fuori dai Templi e dalle Logge, è su quello che politica e religione fanno presa...
Basta ripetere a memoria passaggi di autori che se va bene sono dell'800, siamo nel 2018 e abbiamo altre esigenze. Studiamoli, leggaimoli, rispettiamoli e ringraziamoli per ciò che hanno dato a questa Istituzione, ma il Guenon (per dirne uno) non aveva a che fare con i massoni di oggi e nemmeno con una società allo sbando etico come quella odierna.
Ricontestualizziamo la Massoneria sulla realtà attuale, facciamolo con i nostri strumenti esoterici ed essoterici, ma facciamo qualcosa.

Fabio Pedrazzi



lunedì 29 ottobre 2018

LA SCIMMIA SUL TRONO

Oggi vi racconto una storia antica, molto antica. Una storia che mi raccontò un giorno di qualche decennio fa il mio Maestro Zen, e visto che sto cercando di far unire la visione Orientale con quella Occidentale la scrivo qui: su di un blog che tratta di massoneria. Valutate voi se vi pare consona.

Un giorno, si era in autunno, un vecchio uomo ricurvo stava lentamente rastrellando le foglie in un giardino. Un giardino bellissimo dove le piante di loto giapponese in quel periodo diventavano rosse come un tramonto. Il vecchio rastrellava con calma, stando attento ad ogni foglia, ad ogni movimento e assaporando ogni momento di quell'umile lavoro.

Un nobile inglese entrò in quel giardino in cerca del Maestro Zen di cui aveva sentito tanto parlare. Alcuni amici gli avevano raccontato che nel suo torrente c'erano pietre preziose e pesci d'oro, che dalle piante cadevano foglie piene di diamanti luccicanti, ma che solo dopo aver parlato con il Maestro sarebbe stato possibile vedere tutto ciò. Quindi quel giorno d'autunno varcò il cancello sempre aperto del monastero.

- Buon uomo... dove posso trovare il Maestro? - chiese il nobile inglese.
- Sul trono.- rispose il vecchio giardiniere.
- E dove lo trovo il trono?-
- Entrate nel Tempio e lo vedrete, chi troverete sul trono colui è il Maestro -

Il nobile entro nel Tempio, incurante delle regole scritte vi entrò con le scarpe sporcando il pavimento. Il vecchio giardiniere si accorse dell'accaduto e corse con un panno a pulire le pedate che gli stivali del nobile inglese avevano lasciato. Senza dire una parola, pulì e tornò in giardino.
Il nobile si guardò in giro e poi stupito vide una piccola scimmia bianca seduta sul trono.
Uscì immediatamente in giardino in cerca del vecchio ma non lo vide, allora tornò nel Tempio.
Stupito, questa volta sul trono vide il vecchio giardiniere.

- Ma... allora sei tu il Maestro -
- Su questo trono lei è il maestro perché Maestro è il suo nome, ma tu ti sei fermato al Trono, ai pesci d'oro e alle gocce di diamanti... il tuo animo non è puro, ecco perché mi hai confuso con la scimmia. Ma lei è più saggia di te perché lei sa di essere una scimmia mentre tu non ti sei nemmeno mai chiesto chi sei -

Il vecchio giardiniere si alzò dal trono, Maestro gli saltò in spalla ed entrambi si incamminarono nel parco del Tempio in attesa che altri venissero a vedere la scimmia sul trono.

Questa è la storia, ognuno tiri le proprie conclusioni.

Fabio Pedrazzi


domenica 21 ottobre 2018

IL MASSONE E L'ENERGIA

Quando in Loggia parliamo di "energia" a cosa ci riferiamo?
Siamo in grado di "sentirla" o se ne parla per sentito dire?
Siamo consapevoli che lavorare con l'Energia non è come giocare con il Lego?

Suppongo che tutte le S:. e i F:. abbiano sentito parlare di questa fantomatica "energia", cerchiamo in prima battuta di capire di cosa si tratta.
Noi siamo energia, le piante, gli altri esseri viventi, il cosmo, il tempo e lo spazio. E' quel flusso vitale che permette al nostro robot biologico, che noi chiamiamo corpo, di vivere, di restare collegato con l'UNO cosmico oggi tanto caro alla quantistica e alla noetica.


Esistono diversi modi per "sentire" questa energia: lo studio delle energie sottili, la meditazione, l'approfondimento del mondo esoterico, e tutta una serie di Vie iniziatiche che portano l'essere umano a rendersi conto che fa parte di un Tutto rimanendo una singola cellula.
Una di queste Vie è la Massoneria, quella pura, scevra da pestilenziali appesantimenti metallici, quella la cui visione è la trasversalità delle Obbedienze e l'Universalità del fare.

Ma torniamo alla nostra energia. Molti F: e S:. non sono consapevoli di ciò che stanno utilizzando. Quando si attiva un Rituale tutto si trasforma, il M:.d:.C:. collega il sopra con il sotto e ci porta in uno spazio-tempo che non ha più nulla di materico, nemmeno in Grado di Apprendista.
Il Rituale è una chiave, un decriptatore di energia, uno strumento che permette ai Massoni di spostarsi, attraverso un salto quantico, in una serie di mondi paralleli che contemporaneamente si uniscono nello stesso spazio-tempo. In quello spazio-tempo dove le regole del mondo fisico passano in secondo piano.

Le parole del Rituale sono vibrazione, noi siamo vibrazione, il cosmo è vibrazione e quando durante una Tornata interpretiamo il Rituale vibriamo nello stesso modo del cosmo. A quel punto siamo in grado di elevarci nei piani superiori (o sottili) dove le parole non servono, gli occhi diventano inutili e sì: ora è tutto giusto e perfetto.

Ecco perché diventa basilare purificare il Tempio prima di officiare, squadrare il pavimento a scacchi e sigillare il Tutto, in modo che quando il M:.d:.C:. farà il collegamento si verrà in contatto solo con la parte pulita dell'energia che si andrà ad utilizzare.
Fare un Rituale senza la consapevolezza di ciò che si sta facendo è deleterio per chi partecipa. Forse apparentemente sembrerà che nulla è successo, che al F:. disattento non è accaduto nulla, che al Sorv:. che ha perso il segno va solo indicato a che pagina siamo arrivati... ma non è così.
Quando succedono queste cose andrebbe interrotta la Tornata: immediatamente.

Ultimamente vedo troppi che giocano con il Lego e si fermano alla crosta del crogiolo.
Non lo fate, la Via Massonica non è un gioco o un circolo culturale, non è un Istituto di beneficenza e nemmeno un luogo dove poter dar sfogo alle proprie frustrazioni.
Questa Via è Sacra, Pura, Immensa ed Eterna. Avviciniamoci con il Rispetto dovuto e ci renderà uomini e donne migliori.

Fabio Pedrazzi

giovedì 11 ottobre 2018

IL FALSO MASSONE

Giorni orsono ho letto questo post: ma come si fa a riconoscere un falso massone?
Ringrazio il F:. che lo ha scritto, anche perché lo conosco. Lo ringrazio perché è un ottimo spunto di riflessione.
Già, come si fa?
Farò un piccolo esercizio dialettico presentando le mie riflessioni nei Tre gradi.

Riflessioni in Grado di Apprendista
Un falso massone lo si riconosce da come parla, da come si muove, dal suo comportamento sia nel Tempio che nel mondo profano, ma soprattutto lo si può sbugiardare facendosi presentare le proprie credenziali: brevetti e tessere o passaporti massonici... questo no, è di una Obbedienza che non va bene... questo nemmeno, l'anno scorso è stato espulso da XYZ ed è entrato con JJB (messe apposta queste lettere)... e così via. Snocciolando una sequela di giudizi che sfociano inesorabilmente in

un esercizio di esternamento storico-massonico da far invidia al Guenon.
Lo scoprire un falso massone, in Grado di Apprendista, richiede ottima memoria e buona conoscenza del mondo massonico.
Bisogna conoscere ogni G:.M:. di ogni Obbedienza, conoscere la storia personle di ogni massone presente nel panorama nazionale, declamare almeno una quindicina di frasi a effetto disquisire sulla regolarità o meno di questo o quel Rito e alla fine uscirsene con la mamma d tutte le esternazioni: siamo tutti apprendisti.

Generalmente chi tratta questo argomento in Grado di Apprendista lo fa con sufficiente arroganza e molte volte litigiosità. Insomma il Grado in questione lavora la Materia e si vede.

Riflessioni in Grado di Compagno d'Arte
Qui la faccenda un po' cambia, il massone ha fatto qualche passetto avanti sulla Via e comincia a capire che non di solo Materia è fatto l'uomo. Che un falso massone lo si può riconoscere magari cercando di capire il suo pensiero. Oppure cercando con esso un dialogo, un contatto che vada oltre i paramenti esposti o i Rituali che utilizza in tornata. Le diatribe del: io, sono più massone di te, si sono esaurite e ora ci si affida anche ad una sorta di sesto senso. Il massone in Grado di Compagno ha acquisito una certa sensibilità, anche dialettica (si spera) quindi è in grado di riconoscere un falso massone anche da come si muove nel Tempio oppure da come ragiona in una chat. Insomma ormai non lo fregano più.

Riflessioni in Grado di Maestro
Dopo la rituale morte e la rinascita, si è raggiunto finalmente quel grado di spiritualità che permetterà al falso massone di essere scoperto in un battibaleno. Basterà uno sguardo e... la domanda sorgerà spontanea: ma chi è il falso massone?
Questa domanda l'Apprendista non s'è l'è posta, e nemmeno il Compagno... ma il Maestro sì.
Lui ha messo il Compasso in primo piano e la domanda se la pone eccome.
Medita dentro di sé: prima di riconoscere un falso massone devo capire chi è un falso massone.

Giocando con la dialettica, come ho detto a inizio articolo, ho provato ad affrontare l'argomento nei primi 3 Gradi massonici.
Bene, direte, ma alla fine come si fa a riconoscere un falso massone?
Risponderò allo stesso modo in cui rispose un Maestro Zen ad un suo allievo che gli avea chiesto: Maestro chi è il più bravo tra di noi, chi potrà prendere la tua eredità?
Il Maestro si mise una scarpa in testa e se ne andò in silenzio... il suo successore lo aveva già trovato, era il ragazzo che faceva le pulizie e che non scambiò mai una parola con il Maestro, solo sguardi e silenzi.

Fabio Pedrazzi

venerdì 5 ottobre 2018

PER SOFFITTO IL CIELO STELLATO E GLI OCCHI DELLA TIGRE

Come sottofondo la colonna sonora de: Il Gladiatore, un bicchiere di vino bianco siciliano (per l'esattezza un Inzolia), un toscanello aromatico ed eccomi a scrivere del Cielo Stellato.
Mi piace soffermermi, quando visito qualche Loggia, a guardare il soffitto.
La volta celeste che fa da contraltare al pavimento a scacchi: che magnifica visione.

La connessione alla Fonte universale attraverso la rappresentazione grafica dell'universo. Il luogo dove il regolo del Maestro delle Cerimonie punta quando collega il sopra con il sotto.
Lo scenario nel quale si ritrova Dante: ... e quindi uscimmo a riveder le stelle (Inferno XXXIV, 139).
Dopo il viaggio quasi in apnea ecco che si torna a respirare, a sperare, a sentire che ancora la linfa vitale scorre nelle vene.

In questo periodo la Massoneria italiana è nell'occhio del ciclone. Divisa, attaccata, vilipesa e mai compresa.
Bene.
Sì bene, perché un attacco esterno può essere la scintilla che provocherà l'icendio rinnovatore.
Nulla sopravvive, nulla si distrugge. La Fenice rinasce dalla proprie ceneri, sempre e sempre più forte.

Quindi alziamo gli occhi al cielo e troviamo la nostra Stella Polare, ricerchiamo, ognuno nella propria Loggia, lo spirito comune dell'essere Massone. Lavoriamo sotto il cielo stellato, un comune cielo stellato. Non importa l'Obbedienza, il Rito, il grado o il tempo passato nel Tempio, oggi più che mai dobbiamo essere tutti uguali e coesi e concentrati su ciò che stiamo facendo.

Non disperdiamo la forza di un ribollire che si avverte nell'aria, oggi lento e novello, ma domani inarrestabile e trasmutatore.

Lo tsunami è iniziato, che lo vogliamo o no qualcosa cambierà, sta a noi scegliere la direzione.
Tutti gli Iniziati hanno cominciato la loro nuova Vita con dei Viaggi, oggi è il momento di intraprendere quello, forse, più difficoltoso. Quello del cambiamento.

Siamo attivi da più di 6000 anni proprio perché siamo stati capaci di guardare al futuro rimanendo saldi nelle nostre tradizioni. Facciamolo ancora.

Ci attaccano? Stringiamoci a coorte e cerchiamo di capire dove abbiamo sbagliato.
Poi apriamo lo schieramento e sfoderiamo le nostre spade: Libertà, Uguaglianza e Fratellanza.
Per fare ciò è necessario guardare al passato (ecco il Giano bifronte che ci viene in soccorso), capire gli errori, sbatterseli brutalmente in faccia e poi girare lo sguardo verso il futuro. Solo così saremo ben saldi nel presente, e una Nuova Massoneria Italiana potrà rinascere fiera e superba come l'aquila.

Basta piagnistei, basta dare colpe a destra e manca: basta!

Cambiamo noi per cambiare il Mondo, cercare di cambiare il Mondo con le regole del mondo è un suicidio.
Lo so, ogni tanto esce il samurai che c'è in me, ma 52 anni di tatami qualcosa hanno lasciato. Io vengo da Oriente, sono un uomo dello Zen, abituato alla non-mente e a non piegarsi mai se non per schivare un colpo. Piegarsi per contrattaccare ma con lo sguardo sempre fisso negli occhi dell'avversario. E sono anche un Massone, un Massone che difenderà con la Vita la propria scelta.

Chi vorrà far nascere una Nuova Massoneria Italiana ne avrà l'opportunità e guardando ognuno di Voi mi piacerebbe vedere gli occhi della Tigre.

Fabio Pedrazzi

mercoledì 26 settembre 2018

LETTERA APERTA AI BUSSANTI


Mi rivolgo, con questo post, a coloro i quali stanno per iniziare il loro cammino in Massoneria, i cosiddetti: Bussanti.
Mi rivolgo a loro perché sono il futuro di questa Istituzione e come tale va protetto e ben indirizzato.

Mi rivolgo a Voi: i Bussanti. Ora siete in una terra di mezzo dove cominciate a sentire il profumo di quest'Arte ma ancora non siete ammessi a parteciparvi, quindi sento come mio dovere di darvi alcune informazioni... non consigli, non mi permetterei mai, solo delle informazioni che Vi possano essere di aiuto oppure fare chiarezza su alcuni importanti principi.

La Massoneria è una Via iniziatica Sacra, dove il termine “Sacro” va inteso come percorso che ognuno degli aderenti intende fare su sé stesso.
La sacralità di questa Via parte da molto lontano ed entrando in contatto con i suoi Antichi Misteri bisogna mettersi nello stato d'animo adatto.
Non è una decisione da prendere in modo superficiale, significa abbracciare ideali talmente alti che potrebbero creare vertigini e paure. 


Perciò vi dico:
  • Non bussate se non avete ben chiaro che entrare in Massoneria è una vostra scelta, che dovrà essere accettata dai Fratelli e dalle Sorelle che già ne fanno parte, ma sempre di una scelta vostra si tratta.
  • Non bussate se non siete pronti ad assumervi questo impegno, si tratta di una o due serate al mese ma alle quali non bisogna mancare, è importante per Voi.
  • Non bussate se pensate che entrare in Massoneria sia una scorciatoia per conoscere gente “che conta”, non è così... se questo è il vostro fine potrete ingannare i Maestri Tegolatori ma non ingannerete mai voi stessi e prima o poi abbandonerete sotto il peso del fallimento.
  • Non bussate se non andate fieri di appartenere a questa Istituzione, ciò non significa sbandierare ai quattro venti l'appartenenza ma nemmeno provare quel senso di disagio nei confronti del mondo profano.
  • Non bussate se non siete pronti a metterci il cuore, la passione e l'anima.
  • Non bussate se lo fate solo per curiosità.
  • Non bussate se non sentite dentro di voi che questa scelta cambierà la vostra vita e soprattutto se avete paura di cambiare... non chiedete di entrare in Massoneria se avete timore di arrivare a conoscere voi stessi come siete nel più profondo dell'essere.

Sappiate che questa Istituzione è basata sulla Libertà, l'Uguaglianza, la Fraternità e sul Rispetto.
Rispetto per voi stessi, per l'Istituzione e per tutti i Fratelli e le Sorelle che ne fanno parte. Ma soprattutto Rispetto per ciò che andrete a fare e per l'impegno che prenderete.

Perciò vi chiedo: siete sicuri di voler bussare alla porta del Tempio?

Fabio Pedrazzi

domenica 23 settembre 2018

ERMETE L'ERMETISTA

Utilizzare un linguaggio ermetico non significa non avere nulla da dire, anzi, solo che la comprensione avviene sempre in chi ascolta, o legge, e non in chi parla o scrive, lì c'è la consapevolezza.
L'ermetismo, come termine utilizzato in ambito letterario e soprattutto poetico, risale al 1936 e il primo ad utilizzarlo fu Francesco Flora. Si riferisce ad una concezione mistica dell'uso della parola e fa riferimento alla leggenda di Ermete Trismegisto, figura che tutti i F:. (per lo meno dal grado di Compagno in avanti) dovrebbero ben conoscere.
Generalmente sono testi di difficile comprensione ma, come ho precedemente affermato, la comprensione avviene in chi legge o ascolta.
E' una sorta di reazione alchemica, anche perché l'Alchimia utilizza a piene mani l'ermetismo, potremmo dire che ne è il braccio armato.

Sempre nell'orbita dell'ermetismo troviamo l'allegoria, altro metodo per celare ciò che non deve essere compreso da chiunque.
Prendiamo in esame i rituali massonici: sono pregni di allegorie, sono di per sé un'allegoria, quindi risultano ermetici.

I simboli sono ermetici, possiamo quindi affermare che "ermetico" è qualcosa che racchiude in sé un significato ma che tale significato è comprensibile solo a chi ha le chiavi di lettura necessarie per: prima comprendere e poi diventare consapevolmente il simbolo stesso.
Stessa cosa vale per i Rituali, prima bisogna comprenderli poi si diventa il rituale stesso, a quel punto la fusione con il tutto, con il famoso UNO è avvenuta.
Perché ciò accada è necessario un lavoro lungo e a volte faticoso. Bisogna scardinare il proprio "io", le proprie metodologie di pensiero, superare i dogmi materialistici in cui siamo immersi... eliminare il liquidame ossigenato in cui respiriamo immagini preconfezionate e liberarsi ad un profondo respiro fatto di aria e consapevolezza.

Non c'è frase, parola o gesto nei Rituali che non sia allegorica ed ermetica. Se ci fermiamo al loro significato meccanico non progrediamo, il Rituale attiverà in chi lo esegue l'energia necessaria a fermarsi davanti alla Porta senza mai avere la possibilità di oltrepassarla.
La Tavola Smeraldina non si esplicita, non la si comprende se si cerca il significato. La ricerca del Massone non è quella di trovare le risposte ma di imparare a porsi le giuste domande, come diceva un mio vecchio Maestro.
Ermete Trismegisto ci offre, attraverso una metodologia di "essere", la possibilità di oltrepassare il significato. L'ermetico SATOR lavora su vibrazioni sonore e non visive, ma tutti cercano di capire cosa significano le parole che lo compongono.
Diventare fa parte dell'essere, cercare il significato fa parte dell'avere: so il significato quindi mi appartiene... divento quindi sono.

Fabio Pedrazzi

venerdì 7 settembre 2018

ORDO AB CHAO

Distrutte le Colonne e abbandonati Grembiule e Guanti, il Massone si pone di fronte alla deriva spiritualistica degli Antichi Misteri.
La mano tatuata, o comunque portatrice dei simboli rivelatori, gli fu presentata dal Maestro in un Tempo in cui ancora non riusciva a sentire né i simboli e né le Parole ormai perdute.
Ora però ha oltrepassato la materia e riesce a vedere senza l'uso degli occhi, a parlare senza proferire parola e a sentire il silenzio che vibra attraverso il nulla.

Corona, Stella, Sole, Lanterna e Chiave si sono fusi e trasmutati lasciando nell'aria un profumo di incenso.
Il Re ha il destino scritto tra le Stelle che lasciano il posto al Sole dell'Illuminazione rammentando sempre che la sola fioca luce della Lanterna non servirà a trovare la Chiave.

Ma la Porta è lì, pronta ad aprirsi liberando tutta la Potenza che gli Antichi Misteri hanno riservato a chi riuscirà a oltrepassarla.
Ora sta a Lui decidere come proseguire, ora è il momento in cui il Segreto è stato svelato e la Chiave non è più spezzata.
Ormai il Maestro Segreto è diventato Eletto e Vendicatore, RosaCroce e poi Kadosh... e mentre due piume, una bianca e una nera, dondolano dolcemente verso terra, il Massone ripone il pensiero nel cassetto delle formule antiche.

Pian piano la nebbia del Caos si è dipanata e l'ordine va formandosi, la Piramide è compiuta e dal vertice si può vedere sia il Cielo che la Terra. Si punta Orione e ci si prepara al salto quantico.
Si torna al bianco dal bianco, il pavimento a scacchi non è più una trappola duale ma un sicuro porto dove approdare e da dove salpare. Le 7 Luci sono accese, Minerva ripone l'Egida. La battaglia è sopita.

Ma il Lavoro non è finito, cambia livello e si fa più sottile. L'Io senziente ancora non è sconfitto e, forse, mai lo sarà. La Spada è a sinistra, la lama affilata e lo sguardo è sulle 2 direzioni, ora passato e futuro formano il presente.

Fabio Pedrazzi

venerdì 31 agosto 2018

La PORTA ALCHEMICA di RIVODUTRI (Rieti)


Chiedo scusa in anticipo se l'articolo risulterà un poco ostico ai più, ma dato l'argomento non posso né banalizzare e né rendere pubbliche informazioni che pubbliche non devono essere.
Parlare di Porta Alchemica significa spostare il discorso su di un piano (sottile) differente da quello su cui siamo abituati a poggiare il peso della nostra Materia. Significa aprire il compasso e farlo ruotare attorno alla stella a 5 punte e spostarsi di almeno un centinaio di Hz sopra la quota che si utilizza per stabilizzare la frequenza umana.

Detto ciò vediamo dove apre "questa" porta che, come tutte le opere alchemiche, è ben custodita da simboli, scritte e vibrazioni.

Il visitatore profano si ferma sul tentativo di lettura e decodifica della simbologia raffigurata. Ogni figura ha un significato, ogni parola, ogni fregio, tutto ciò che è raffigurato porta ad un significato celato ai più.
Questo è il compito alchemico del simbolo: spostare l'attenzione e, nello stesso tempo creare un'armonia generale che si attiverà solo quando chi guarda sarà in grado di farlo nel suo insieme: quando il tutto ritorna UNO.
A quel punto "entrando" nella Porta e posizionando le nostre nude estremità nei punti giusti (uomo vitruviano) si verrà a conoscerne il suo segreto, sarà svelato ma rimarrà tanto delicato ed effimero da sparire al primo pensiero.

La porta ha in sé le "istruzioni per l'uso", le porge in bella vista al visitatore consapevole ma nello stesso tempo le nasconde a chi le cerca.

In questa foto si vede Giano bifronte in una rappresentazione temporale, e lo pone proprio al centro dell'arco. Giano ha un significato ben preciso (ne ha diversi ma in questo caso è uno solo). Possiamo azzardare a dire che questa figura rappresenta le chiavi quantiche per accedere al "luogo" dove conduce questa Porta.
Ognuno andrà in un luogo diverso perché la reazione alchemica sarà diversa per ognuno di noi, in effetti dobbiamo dire che non si tratta di luoghi ma di tempo-spazio.

Entrando in sintonia con la Porta si avverte che opera anche da cleanergy, arriva a pulire fin nel profondo i nostri chakra, ravvivandoli e rinforzandoli. Si entra e si esce da essa nello stesso modo in cui si entra e si esce da un Tempio, ricordando sempre che ci si trova tra le Colonne e immersi in uno spazio-tempo che possiamo osservare fin dove il nostro Compasso può aprirsi, andare oltre significherebbe autodistruggersi.

La Porta Alchemica di Rivodutri è ancora perfettamente funzionante, l'ho constatato di persona, ancora vibra in un tutta la sua Forza, Bellezza e Sapienza. Se funziona in entrambe le direzioni lo scoprirò la prossima volta che ci andrò... tutto in una volta sarebbe stato troppo.


Fabio Pedrazzi

martedì 21 agosto 2018

NAPOLI: CAPPELLA SANSEVERO... UN VIAGGIO ALCHEMICO

Sono tornato da pochi giorni da Napoli dove ho visitato per la prima volta la Cappella Sansevero, fatta costruire da Raimondo di Sangro. Non mi soffermerò né sulla storia (la trovate abbondante sui motori di ricerca) né sulle descrizioni dettagliate di ciò che si trova all'interno di questo luogo "sacro".
Questo edificio è un concentrato di cultura massonica, dove i simboli prendono vita rimanendo del tutto inerti agli occhi dei profani ma soprattutto ai loro cuori.
Per l'iniziato invece parla, parla e racconta una storia meravigliosa, ne fa un racconto esoterico ed alchemico.

La maggior parte dei visitatori si sofferma davanti al Cristo velato, opera fantastica, perfetta tanto da catalizzare lo sguardo profano. Ecco la prima formula alchemica: tutti a guardare la tecnica, il risultato, il marmo che appare soffice come un letto di piume... tutti a guardae e pochi a vedere cosa si cela sotto il velo. Il Cristo direte... no, l'inizio.
Sotto quel velo di pietra si nasconde la morte prima della rinascita è, per così dire, il gabinetto di riflessione della Cappella. E' il luogo dove il bussante si sofferma a meditare ciò che sta facendo, è la squadra, la materia, la fisicità che si dovrà trasmutare in spiritualità durante il cammino.

Ci sono altre due statue che rappresentano gli altri due gradini massonici: Compagno d'Arte e Maestro.
Sempre rimanendo sulle figure marmoree posso dire che esplicitano, a chi può vedere e sentire, ciò la Massoneria rappresenta e opera. Vi è il dominio sui vizi e le pulsioni, il cuore inffiammato dall'amore, la cornucopia e tutta un'altra serie di simboli che solo chi è iniziato e ha fatto un certo tipo di percorso può afferrare.

Alzando un po' il livello ritengo che all'interno di questo quadrato lungo esistono diversi piani di comprensione. Piani sottili che permettono di vedere in maniera chiara la Via da percorrere.
C'è una visione parziale sui tre gradi: Apprendista, Compagno, Maestro... c'è una visione un po' più elevata dove si possono osservare le virtù necessarie per intraprendere il percorso di trasmutazione del piombo in oro e c'è una visone d'insieme dove tutto diventa vibrazione e i simboli cominciano a palesarsi e trasformarsi in musica.
All'interno della Cappella Sansevero di Napoli ci sono le colonne e la loro distruzione, c'è la morte, la rinascita e la libertà.
C'è un gioco di prestigio talmente bello da oscurare in maniera magistrale il vero messaggio.
Se vi capiterà di entrarci provate a vederla senza fermarvi alla crosta esterna della bellezza, cercate di assaporarne l'armonia che emana e, se riuscirete, cercate di entrarne a far parte, lasciatevi assorbire dalla spirale senza fine dei piani sottili e dalla forza della pietra filosofale.

Fabio Pedrazzi

domenica 29 luglio 2018

VERSO LA LUCE... DOPO IL SOLSTIZIO

Dopo il solstizio d'estate si "chiudono i cantieri", gli Architettonici Lavori si fermano e le Logge si chiudono. C'è troppa Luce per poter operare. C'è troppo rumore e soprattutto i Lavori andrebbero dalla Luce verso il Buio. Tutto rallenta sino a fermarsi per poi riprendere il giorno dell'equinozio d'autunno. In quel momento la terra comincia a ricoprirsi più di buio che di luce, ma questa è un'altra faccenda.
E' necessario sospendere i nostri lavori perché operando in questo tratto di circolarità otteremmo dei non-risultati se non addirittura ci si rivolterebbero contro gli stessi Lavori.
Noi dobbiamo sempre aver ben presente la direzione: O:. - E:. e non viceversa. Dall'oscurità alla luce.
Operare da E:. a O:. significherebbe portare il nostro "essere" verso il buio esoterico, verso l'ignoranza e non la saggezza.

Le croste alchemiche che abbiamo faticosamente messo nei vasi di vetro verdi  non sono del tutto fermentate. Agiscono nel buio per trasformarsi nella luce. Il drago ancora sputa un illuminante fuoco e morirà solo al tramonto se non addirittura a mezzanotte.
In questo periodo che va (circa, dipende da anno in anno) dal 21 di giugno al 21 di settembre, a logge chiuse tutto sembra morto. Appisolato su letti di acacia senza tracciare alcuna tavola il Maestro Massone pare non occuparsi di nulla che sia attinente alla Massoneria stessa. Ma è per una sorta di paradosso alchemico che in questo periodo gli embrioni della pietra filosofale prendono forma e vita.
Gli stessi embrioni che durante l'anno dei legittimi lavori si trasformeranno in "oro" lasciando il "piombo" materialistico nelle mani di chi ancora non ha fatto il salto quantico nei piani sottili della spiritualità. Ora il compasso è aperto sui 90°, la Luce la possiamo vedere e ci indica chiaramente il cammino da percorrere. Operare in direzione contraria significa entrae nel tunnel e non uscirne.

Ecco che in entrambi i periodi si possono ottenere buoni risultati. Facendo durante il cammino da O:. a E:. e non facendo durante il cammino da E:. a O:. .
Il non fare equivale al fare. Se allarghiamo il nostro punto di vista e lasciamo che l'orizzonte venga formato sia dal sole che dalla luna avremo una visione d'insieme.
Detto ciò, visto che già ho sforato il periodo vi auguro buone vacanze.
Un TFA a tutti.

Fabio Pedrazzi

giovedì 19 luglio 2018

I PIANI SOTTILI DEL SILENZIO

In periodi come quello che stiamo vivendo, fatti di attacchi inconsulti alla Massoneria (di ogni Obbedienza e Rito), fatti di F:. estremamente litigiosi e, purtroppo, poco inclini al dialogo e all'ascolto dell'altro, dove sui social, nei gruppi dove dovrebbe circolare un pacato scambio di sapere invece si leggono quasi esclusivamente sentenze categoriche sulle proprie posizioni-pensiero, in periodi come questi credo che alzare il livello nell'esecuzione dei Rituali (di ogni grado) per cercare di "spostarci" su dei piani più elevati sia un buon esercizio.
Spero che alla riapertura dei cantieri gli animi si calmino lasciando che "gli architettonici lavori" prendano la scena nei cuori di tutti i Massoni.

Detto ciò vediamo quali sono i piani sui quali sarebbe bene posizionarci.
Sono quei "piani sottili" dove il profano non può arrivare, dove non tutti gli iniziati sono in grado di sentire o capire... dove i "Maestri" indicano la Via non facendo ombra. Nei piani sottili il Sole è allo Zenith e le Spade sono infoderate, le foglie secche sono state rastrellate e l'aspettare è l'unica azione che l'alchimista compie.
Questi "piani" necessitano però di un silenzio particolare, un silenzio che non è quello dell'apprendista, non è un silenzio fisico, è un silenzio fatto di piacevoli osservazioni, di abbracci muti anche con chi è su posizioni divergenti.

Attraverso l'esecuzione dei Rituali il Massone apprende come e dove sono i piani sottili, abbandona il concetto di spazio-tempo e si trova immerso in un tutto cosmico dove la profanità non potrebbe sopravvivere, dove l'oca non è più nella bottiglia e la pietra filosofale da polvere rossa si ritrasforma in sasso. Lo stesso sasso dove chi cerca inciampa e chi vibra comincia a sgrezzare.
Raggiunte certe "vibrazioni" si superano, con un salto quantico, le colonne... tutte e tre le colonne. Si superano i grembiulini, gli attrezzi, gli attestati e i riconoscimenti: una volta scoperto il segreto tutto appare talmente chiaro da suscitare una grossa risata, una grossa silenziosa risata.

In periodi come questi, a mio parere, il Massone dovrebbe lasciare dietro di sé solo il profumo delle proprie azioni e un'ombra frusciante che muova foglie di acacia nelle gionate senza vento.

Fabio Pedrazzi

domenica 15 luglio 2018

IL SAPORE DELLA FRAGOLA

Come dice spesso una mia amatissima S:. : come posso farti capire il sapore delle fragole?
Ecco, vorrei partire da qui: come si fa a far capire cos'è la Massoneria?
Non certo spiegandolo, non certo leggendo testi attinenti (anche), non certo parlondone con F:. o S:. (anche).
Non è possibile spiegare il sapore delle fragole se non mangiandole.
Ritorno quindi sulla correlazione strettissima tra Massoneria e Zen: l'esperenzialità.

Mi rifarò ad una vecchia storiella:
un giorno un uomo stava percorrendo un prato quando dal bosco uscì una grossa tigre. Spaventato, l'uomo si mise a correre scappando. All'improvviso si trovò sul ciglio di un burrone e vista una radice di vite si buttò aggrapandosi ad essa per non cadere. Guardando in basso si accorse che sul fondo c'era un'altra tigre, era bloccato: tigre sopra e tigre sotto.
Finché sto attaccato alla radice, pensò l'uomo, sono in salvo, prima o poi se ne andranno.
All'improvviso dal terreno uscirono due topolini, uno bianco e uno nero e cominciarono a rosicchiare la radice.
L'uomo disperato cercò di capire cosa poteva fare per salvarsi... poi vide una grossa e rossa fragola. La prese e la mangiò... com'era dolce!

Ecco la spiegazione della storiella nell'ottica Zen: esperienza nel qui e ora. In Massoneria possiamo invece ritrovare alcuni "simboli" a noi cari: la dualità temporale, le due tigri (passato e futuro), il colore dei due topolini, bianco e nero... e dulcis in fundo, è proprio il caso di dirlo: il colore della fragola, il rosso.
Rosso come la polvere di pietra filosofale.
Ma tutto si svolge attorno al qui e ora dello Zen e allo spostarsi su piani sottili della Massoneria.
Sì perché nella rappresentazione del rituale, di qualunque grado si tratti, da quello di apprendista al 30° (parlo del RSAA) altro non si fa che fare esperienza, ripetendo in una sequenza prestabilita: frasi e gesti. Così facendo, stando nel "qui e ora" passiamo da una Massoneria meramente speculativa ad una operativa. Non siamo più gli interpreti di un rituale ma diventiamo il rituale stesso.

Prendiamo esempio dallo Zen, fondiamo le due Vie: uniamo l'Oriente all'Occidente (cosa che per certi versi in effetti avviene dal 31° al 33°), cerchiamo di vedere le due facce dello specchio e forse capiremo cos'è in realtà lo specchio. Capiremo che finché non diventiamo Massoneria non saremo mai Massoni. Massoneria e Zen (in parte anche attraverso le Arti Marziali) sono Vie iniziatiche molto simili, tanto simili che in certi punti si sovrappongono: entrambe comunque vanno alla stessa vetta usando gli stessi colori pronunciati in modo diverso.

sabato 30 giugno 2018

Nage No Kata: il kata dell'Apprendista

Oggi vi porto su un terreno che per molti di Voi sarà sconosciuto: le corrispondenze tra BushiDo e Massoneria. Entrambe le Vie sono (o dovrebbero essere) Vie iniziatiche. In maniera più marcata la Massoneria, in modo più Zen (meno alla portata di tutti i praticanti) il BushiDo.
Ho preso come paragone il primo kata che si insegna nel JuDo: il Nage No Kata, o kata delle poiezioni.
In questo kata (kata: forma - sono tecniche prestabilite con ruoli prestabiliti) si esalta la potenza e la precisione delle tecniche per "far cadere" l'avversario, mi perdoneranno coloro i quali sono addentro alla tematica ma molti lettori nemmeno sanno di cosa sto parlando.

 
Per farvi meglio comprendere vi allego questo video... osservate come i due Maestri si muovono, come controllano ogni gesto, passo e respiro. Nulla è lasciato al caso, tutto ha un significato. Chi proietta è una sola cosa con chi cade: non c'è un vincitore e non c'è un vinto... non esiste, se non in apparenza, un conflitto: yin e yang sono bilanciati, l'uno non esiste senza l'altro. Il pavimento a scacchi li rappresenta perfettamente, l'ingresso nell'area sacra è rituale, i movimenti sono sempre gli stessi e non esiste altro modo di rappresentarli se non "quello giusto".

L'ho definito il "kata dell'Apprendista" perché in questo kata si cominciano a sgrossare i movimenti e a contenere le pulsioni che ancora spingono (ecco le proiezioni), ancora la conflittualità è tutta da dominare, ancora si pensa al grembiulino o alla cintura. In questo primo kata si lavora per capire che il conflitto è solo interiore e che senza l'altro rimane conflitto e non evolverà mai in consapevolezza.
Il BushiDo è la Via del Guerriero, una Via sacra e sacralizzante, è immersa e inseparabile dallo Zen che, come la Massoneria, nel momento in cui cerchi di spiegarlo già lo hai perso.
Lo Zen, come la Massoneria, sè solo ed esclusivamente "esperienza", ecco perché diventanto solamente speculativa la Massoneria ha perso gran parte della sua Forza. Riportiamola, almeno in parte, ad operativa e riacquisterà Forza e Vigore. 
Lo Zen lo devi vivere in ogni attimo della Tua vita, così vive il Massone nel mondo profano... è il mondo che è profano non Lui. Così chi è nello Zen vive ogni sua azione, con lo stesso spiritoc on cui medita... in questo modo il Massone deve portare i principi dell'Istutuzione nel mondo che giornalmente lo circonda.

Essere Massone non significta sapere a memoria frasi circostanziate o risposte dogmatiche, essere nello Zen significa vivere senza rete nel "qui e ora".
Lo Zen è la parte alchemica delle Arti Marziali, la Massoneria è la parte Zen dell'Alchimia: tutte queste definizioni non sono altro che definizioni.
Si comincia da cintura bianca come il grembiulino dell'Apprendita e si finisce a cintura bianca come la fascia del 33° grado. Corrispondenze lontane geograficamente ma che vibrano allo stesso modo.
Taisen Deshimaru diceva: il segreto della spada? Non sfoderarla!

Il segreto dell'alchimia: non cercare di spiegarla. Vivila.

Fabio Pedrazzi
Gouverneur du district Latium
pour la Grande Loge Maconnique Francaise de Tradition


lunedì 11 giugno 2018

IL SOLSTIZIO DI GIANO

Uno spunto di riflessione in occasione del Solstizio: due San Giovanni e un Dio bifronte, Giano.
Il Dio romano, dal quale deriva il nome del colle a lui dedicato: il Gianicolo, è la "fonte leggendaria" alla quale si sono abbeverati i cristiani al riguardo dei 2 San Giovanni.
Troviamo una prima similitudine nel nome stesso: IANUS - IOANNES. Suoni simili, e sappiamo bene quanto conti la vibrazione di una parola mentre la si pronuncia.
Oltre tutto Giano o IANUS è visto anche come colui il quale ha le chiavi delle porte celesti, ovvero delle IANUA COELI. Porte astrali che si aprono in due momenti dell'anno: il 24 giugno e il 27 dicembre, guarda caso sono i giorni in cui la cristianità venera i 2 San Giovanni: il 24giugno  Giovanni il Battista e il 27 dicembre Giovanni l'Evangelista.

Nel corso dei secoli i Templi intitolati a Giano furono distrutti e sostituiti con edifici sacri dedicati ai due Santi cristiani.
Da considerare anche che Giano era il Dio dell'iniziazione così come Giovanni il Battista.

Ma questi sono dati storico-allegorici. La figura di Giano, a mio avviso, va ben oltre la leggenda. E' un simbolo che apre e chiude l'anno massonico, uno sguardo al futuro senza perdere di vista il passato e viceversa.
Una sorta di "trade-union" che di anno in anno ci accompagna dall'Oscurità alla Luce e dalla Luce all'Oscurità.
Ci accompagna e ci indica la dualità della Via, in questo caso una dualità "temporale", portandoci a riflettere e meditare sulla possibilità di spostare il nostro "essere" nei piani sottili.
E' anche attraverso il Solstizio che ci viene data la possibilità di intraprendere questo viaggio spazio-temporale, ed è grazie a IANUS, custode delle "porte" che noi possiamo viaggiare da Nord a Sud immettendoci nello spazio sacro: il TEMPLUM, nel quale troviamo l'energia aurea.

Fabio Pedrazzi
Governeur du district du Latium
per la Grande Loge Maconnique Francaise de Tradition

mercoledì 6 giugno 2018

LE PAROLE CHE NON TI HO DETTO

Tema alquanto delicato: il silenzio.
Lo troviamo subito, all'ingresso nell'Istituzione. Lo troviamo nel gabinetto di riflessione e nel primo grado: quello di Apprendista.
Ma cos'è il Silenzio per il Massone?
E' una condizione nella quale può crescere, lavorare, sviluppare una sensorialità che le parole non permettono di approfondire.
Il "silenzio massonico" va esercitato tutta la Vita, non finisce con il compagnonaggio, anzi!

Ma silenzio non significa necessariamente non parlare, non scrivere o non comunicare.
E' di un silenzio interiore che si parla, è una condizione alchemica che trasmuta la nera parola in bianco suono, poi si fa verde bottiglia ed infine polvere rossa. A questo punto il drago è morto e la pietra filosofale è quasi pronta per poter essere utilizzata. Quasi... perché sarà solo immergendola nel silenzio del Tempio che donerà tutta la sua potenza.

Attraverso uno stato di silenziosa pacatezza, il Massone, assorbe le vibrazioni che lo circondano, le metabolizza, le purifica e le rilascia energizzate attraverso tutto l'universo delle energie sottili. Questo è il lavoro silenzioso del Massone. Ne troviamo traccia in alcuni rituali dei gradi superiori del RSAA (dal 4° in su). E' proprio approfondendo il lavoro silenzioso dell'apprendista che il M:. prosegue nel suo cammino tra le Colonne.

Nei Templi indiani, quelli dove all'esterno troviamo una moltitudine di bassorielievi evocanti "battaglie erotiche", man mano che ci addentriamo le figure svaniscono sino a sparire del tutto una volta arrivati al centro del Tempio. Lì tutto è silenzio... le pulsioni sono fuori, ora tutto tace e solo il ritmo del nostro Cuore ci fa capire che siamo vivi e pulsanti.
Ecco, questo è il Silenzio del Massone: il centro del Tempio.
Ora non resta che capire dove e cos'è il Tempio.

Fabio Pedrazzi

giovedì 31 maggio 2018

COMUNICATO del GRAN MAESTRO, Oriente di Parigi - Ile de France - maggio 6018

Riporto le parole del nostro G:.M:. Alain Menard, chiedo perdono in anticipo per la traduzione :-)

"La Gran Loggia Massonica Francese e tutti i suoi distretti nel mondo, rimangono e saranno sempre solidali con la Massoneria universale, di tutte le Obbedienze riconosciute o meno.
In particolare la Massoneria italiana, che in questo periodo sta subendo assalti irresponsabili.
La libertà di pensiero, di parlare, di scrivere, di pregare, di imparare, non deve mai essere imbavagliata!

Libertà Uguaglianza Fratellanza !
TROPPA DEMOCRAZIA UCCIDE LA DEMOCRAZIA!

La nostra Gran Loggia si unisce a tutti coloro che vogliono la libertà di espressione.
Siamo nel 21 ° secolo!

Il mio triplice e molto rispettoso e molto fraterno abbraccio
Alain Ménard"


Un T:.F:.A:. a tutti.

Fabio Pedrazzi
Governatore del Distretto del Lazio
per la Grande Loge Maconnique Francaise de Tradition

mercoledì 23 maggio 2018

I MASSONI NON LI VOGLIAMO

Una premessa è doverosa: la clausola inserita nel contratto di governo (Lega-5Stelle) che di fatto impedisce ai massoni di far parte della vita politica attiva del paese è discriminatoria e sufficientemente fastidiosa. Non mi accodo alla lista di coloro i quali hanno snocciolato nomi di F:. famosi che hanno fatto la storia d'Italia e non solo. Non mi accodo perché non mi interessa... sono il passato. Oggi la situazione è diversa, mi sento offeso per questa clausola ma di contro ho voglia di capire: capire il perché l'hanno inserita.

Capire i motivi per cui in Italia, a differenza di altre nazioni europee, essere massoni è sinonimo di mascalzonaggine (quando va bene) e non invece un vanto patriottico e soprattutto un modus vivendi da prendere ad esempio. Ma questo sono solo mie divagazioni.
Resta il fatto grave dell'esclusione... ma resta il fatto ancor più grave del sentimento che in Italia si avverte nei confronti della Massoneria in generale, dell'ignoranza imperante riguardo l'argomento... della fanta-massoneria che si snocciola come fossero puntate di una telenovela brasiliana.
Restano i comportamenti poco massonici di alcuni F:. che non accettano un punto di vista diverso dal loro, restano le divisioni interne, il livore vomitato in alcuni post, gli epiteti lanciati contro profani che "non ci vogliono".

Sono profani, non mi aspetto niente di diverso, noi siamo gli iniziati e noi dobbiamo dare esempio e impulsi per una società migliore. Non ci siamo riusciti, non ci riusciamo... stiamo fallendo uno dei nostri obiettivi principali: lavorare per il bene dell'umanità.
Stiamo fallendo perché (parlo dell'Italia) ci avvertono come un pericolo e non come un'ancora di salvezza o un punto di riferimento. Stiamo fallendo perché litighiamo tra di noi, perché "io sono più massone di Te", stiamo fallendo perché ci siamo appiattiti invece di elevarci.
Stiamo fallendo perché quando leggo un post: un Fratello grillino non è mio fratello ma un uomo di merda...  ci poniamo in modo profano in un mondo che profano non è. Questo livore non ci deve appartenere, non ci può appartenere!!
Mi accodo alle rimostranze, mi accodo agli appelli e alle lettere dei vari G:.M:. che stanno sbattendo le ali per farsi sentire. Voglio anche vedere però la coerenza dell'essere massoni, voglio vedere le parole prendere forma e sostanza nei fatti. Voglio poter avere un dialogo con F:. che hanno un punto di vista diverso dal mio senza essere insultato. Questo non lo accetto.
Non lo accetto perché non posso pensare che siamo questo, NOI SIAMO ALTRO... SE NON SIAMO ALTRO NON SIAMO NIENTE.

domenica 13 maggio 2018

IL MASSONE CREDENTE

Un Massone è credente? O meglio... un Massone crede in Dio e se sì quale Dio?
Ci sono Obbedienze in cui già da bussante ti fanno "dichiarare" che credi in un Essere Supremo, identificato poi nel cosiddetto G:.A:.D:.U:., ma è proprio così? Cioé: un Massone DEVE credere in questa entità?
A dirla come quelli che ne sanno tanto: nei landmark viene specificato che un Massone crede e non v'è spazio per stupidi ateismi.
Quindi, a prima vista, un Massone può essere Cattolico, Protestante, Luterano, Testimone di Geova, Ebreo, Islamico, Buddista e così via... a me piace pensare che un Massone deve avere sacro il concetto di religiosità senza identificarsi in nessuna religione. Essere religioso non significa abbandonarsi al fato o al volere di nessuna divinità. A mio parere essere religiosi ha un significato profondo e ben radicato nel nostro "Essere".

 Non DEVO credere in nessun Ente o Essere Superiore perché l'uomo stesso è quell'Essere, l'uomo (o donna) stesso è la parte divina di un Universo ancestrale. Noi tutti siamo parte di un'Energia infinita che, grazie alla connessione con tutto ciò che di naturale ci circonda, possiamo attingere: Forza, Conoscenza e Bellezza.
Alla Gloria Del Grande Architetto Dell'Universo è un'esortazione a ricercare il Tutto Giusto e Perfetto, e noi Massoni lo facciamo in primis attraverso i Rituali.
La loro sacralità sono la Chiave per poter accedere ai livelli superiori. Sono il mezzo per spostarsi dalla squadra al compasso.

Ecco perché vedo fuorviante il concetto di CREDO religioso che si vuole sovrapporre alla Sacra Religiosità. Il Massone studia le Religioni, perché in ognuna di essa c'è una goccia di Verità: così recita Helena Blavatsky co-fondatrice della Società Teosofica. Non si scarta a priori nessun Credo ma nessun Credo farà da bussola al Massone. Egli ricerca dentro sé stesso la Via: "conosci te stesso" troviamo scritto all'ingresso del Tempio... non: credi in un Dio.
Ciò non significa rifugiarsi nel talamo dell'ateismo ad ogni costo: affidare la propria esistenza ad un qualcosa di esterno a noi stessi è, a mio avviso, una posizione di comodo: sono nelle mani di Dio, esso ha già deciso per me.

E no! Caro Fratello: nessuno può decidere per te. Tu hai deciso di venire al mondo, Tu hai deciso con quali genitori venire su questa Terra e sempre Tu decidi della Tua Vita... sempre Tu sei il solo responsabile del V.I.T.R.I.O.L., troppo comodo demandare.
Ora che con l'iniziazione hai intrapreso la Via della consapevolezza non hai più alibi. Non puoi più nasconderti dietro una religione, una qualunque religione. Ora sai e "sei". 
Ora puoi raccoglierti dentro Te stesso e cercare la parte divina che ti appartiene, la puoi condividere con altri F:. oppure lasciarla nascosta al centro del tuo essere: di certo non puoi più lasciarla in mano a nessun altro. 

La consapevolezza delle scelte ci distingue dal resto dell'umanità: su qualunque Via stiamo camminando sempre questa sarà la Luce che illuminerà i nostri passi.

 

giovedì 3 maggio 2018

SACRO e PROFANO

Seguendo i social da parecchio tempo ho imparato a filtrare le notizie, verificare i post e soprattutto a dare fondo a tutta la Tolleranza possibile.
Purtroppo sempre più spesso leggo frasi del tipo: tu non sai quanto sono massone io... io sono un massone vero e tutti gli altri non sono un c@@@o!
Per quanto mi riguarda non faccio mai caso alle Obbedienze o ai gradi sbandierati: generalmente se incontro un F:. lo "sento", lo sento perché vibriamo allo stesso modo.

Non possiamo fermarci ai diplomi appesi o ai grembiulini, se non siamo in grado di riconoscere un F:. come possiamo "vedere" la pietra grezza che sta in un profano?
Ecco che la sacralità dei Rituali ci viene in soccorso. Dobbiamo sforzarci di eseguirli nel miglior modo possibile e, possibilmente (ironico), di capire ciò che stiamo facendo.

Una cosa che mi ha lasciato abbastanza perplesso durante la mia appartenenza al GOI, è stato il depotenziamento del rituale azzurro.
Frasi cambiate, circumdeambulazione invertita, regolo del M:.d:.C:. abbassato e altre cosette non di poco conto. Mi fermo qui per non venire meno al giuramento che comunque sempre mi appartiene.
Però delle domande me le posso fare... perché desacralizzare un rituale in questo modo?
Perché ridurlo ad una mera rappresentazione per di più con "attrezzi" spuntati?

Solo alzando il livello del Sacro non permetteremo al Profano di entrare in Loggia. Solo fondendo alchemicamente i nostri metalli libereremo le Colonne dalle catene. Cerchiamo dentro di Noi l'origine dei Rituali Antichi, è sicuramente lì dove l'abbiamo sepolta con la morte di Hiram.
Cerchiamo l'Acacia e troveremo anche la Grotta.
Ogni Grado vuole il suo incenso (possibilmente non quello dei "cinesi"), ogni grado ha la sua nota e ogni senso deve essere attivato.

Un'ultima cosa: un Massone è Massone ovunque e per sempre, non solo tra le Colonne, soprattutto deve capire cosa ci sta a fare tra esse.

giovedì 29 marzo 2018

MASSONERIA E POLITICA

Sgombriamo subito il campo: non si parla di politica e religione nel Tempio e durante i L:. R:., per il resto la Massoneria fa politica eccome. Non ci sarebbero state rivoluzioni e Costituzioni se così non fosse stato. Se il Massone non porta nel sociale i propri valori è un Massone sterile.
Detto ciò sono a rispondere ad una domanda che mi fanno spesso e che circola sui social: come fa un Massone a votare i 5 Stelle che non li vogliono tra i propri candidati in Parlamento?

Orrore orrore, ci schifano...
No, il problema è ben diverso, a mio parere ovviamente. Il problema sta nella coltre di letame in cui varie obbedienze, GOI in primis, hanno portato la massoneria italiana negli ultimi quarant'anni.
Se il mondo profano ci vede come il fumo negli occhi non prendiamocela con i profani, facciamoci un esame di coscienza e cerchiamo di lavorare per far sì che questa Istituzione riacquisti il posto che merita: punto di riferimento etico-morale di ogni società.

Se una commissione d'inchiesta dello Stato al quale hai giurato fedeltà Ti chiede gli elenchi... tu li consegni. Inutile blaterare frasi vuote e vantare "fierezze massoniche"... sono fiero di essere massone ma gli elenchi non te li consegno... faccio beneficenza e la sbandiero ai 4 venti... gli esempi sarebbero tanti.
Ma torniamo ai 5 Stelle. Quando ci si candida ti fanno firmare un modulo in cui dichiari di non appartenere alla massoneria, se menti e ti scoprono sei fuori. Ovvio e giusto.
Hanno preso questa decisione per evitare, una volta eletti... come poi è successo, di trovarsi sommersi da merda mediatica. Hanno preso questa decisione perché oggi in Italia essere massoni non è un vanto ma un ruolo scomodo fatto di pregiudizi e preconcetti tutt'altro che lusinghieri.
E' una scelta che un movimento politico ha fatto, giusta o sbagliata va accettata e, se possibile capita. Anch'io penso che all'interno della massoneria italiana ci sono persone splendide che sarebbero utili per il bene comune... ma grazie al pessimo lavoro fatto in questi ultimi quarant'anni dobbiamo prendere atto che il mondo profano ci avverte solo ed esclusivamente come pericolo.
La colpa è nostra, è di chi ha diretto le maggiori Obbedienze e di chi ancora si sta muovendo con un becero materialismo e opportunismo dove invece bisognerebbe cominciare a dialogare e soprattutto rispettare i landmark che devono guidare i passi di ogni Massone nel mondo.

Detto ciò se i 5 Stelle portano in Parlamento programmi e proposte valide li si vota, se non si è d'accordo non li si vota, ma non ci si ferma agli stessi preconcetti che tanto ci danno fastidio. Il metodo di lavoro massonico è quello in primis di ascoltare, a priori posso solo sapere che farò la pipì.

venerdì 23 marzo 2018

Giove dipinge farfalle - Dosso Dossi (fine'400 primi del '500)

Quest'opera è stata ritrovata a Cracovia grazie ad un collezionista privato, nemmeno se ne conosceva l'esistenza.
Leggendo varie recensioni (profane) fatte da critici d'arte, anche autorevoli, mi è subito saltata agli occhi la differenza interpretativa con cui ci accosta a quest'opera.
Ovviamente un iniziato ha chiavi di lettura differenti quindi, con molta umiltà, cercherò di dare la mia interpretazione confidando che F:. più esperti possano aggiungere informazioni o correggere errori.

L'opera è un racconto alchemico della trasmutazione del piombo in oro e Giove non sta dipingendo farfalle ma una sola farfalla. Si noti infatti che quella dove è posizionato il pennello è incompiuta, la seconda è finita ma immobile mentre la terza svolazza libera su di un fondo grigio che tanto ricorda il piombo.
Dietro la tela grigia e la metamorfosi della farfalla si vede "l'oro" che si espande nel cielo sopra un paesaggio di acacie.
Alle spalle di "Giove" c'è Mercurio, elemento fondamentale per la trasmutazione alchemica del piombo in oro. Mercurio si gira e rivolgendosi ad una Grazia fa cenno di stare il silenzio. Ma forse non è il cenno del silenzio profano ma quello che Hiram di Tiro rivolge al servo nel 4° grado del RSAA. Se così fosse allora nemmeno la figura di Giove è da intendersi come appare ma va vista come raffigurazione di Salomone e conseguentemente la Grazia rappresenta il servo "impiccione".

Visto che questo blog è di libera lettura mi fermo qui nell'analisi iniziatica dell'opera. Comunque mi appare chiara la vocazione alchemica del dipinto.
Ora attendo i vostri suggerimenti e vostre analisi.

mercoledì 14 marzo 2018

IL RITRATTO DEL VERO MASSONE

In questo post lascio spazio ad un testo non mio: è il frontespizio del libro SIMBOLICA dei gradi di perfezione e degli ordini di saggezza di Irene Mainguy.
Buona lettura.
PS: ovviamente il logo di loggia non fa parte del libro.


sabato 20 gennaio 2018

Le 2 anime della Massoneria

Me lo sono sempre chiesto: ma la Massoneria è solo ed esclusivamente esoterica o ha un anima essoterica e sociale?
Credo che abbia 2 anime: una esoterica e una sociale. Potrei azzardare dicendo che la parte sociale è ormai quasi ed esclusivamente "profana" mentre la zona esoterica è tipicamente iniziatica, anche se non necessariamente bisogna essere iniziati per trattare di esoterismo.
Aggiungi didascalia

Attualmente, per lo meno questa è la mia esperienza, l'Obbedienza più numerosa in Italia, il GOI, appare come un carrozzone trainato dall'anima sociale o essoterica. Dico questo perché avendone fatto parte mi sono scontrato con situazioni profane mascherate da "regole auree".

Situazioni dove i metalli hanno avuto il sopravvento sulla Pietra Filosofale. Dove i pavimenti sono stati calpestati e la ritualità poco capita... il tutto condito da sbandieramenti di operazioni benefiche che, senza nulla togliere, appartengono al DNA di altre istituzioni o associazioni (vedi Lions e Rotary).
Il massone fa beneficenza e la nasconde. La Massoneria non può essere paragonata ad una qualunque associazione culturale, non possiamo essere ridotti ad avere un codice fiscale. Per legge è necessario? Bene, forniamo una facciata profana e regolarizziamola... la parte esoterica resti nell'ombra e continui a vivere nella terra di mezzo. Non è per tutti, non lo è mai stata e non lo sarà in futuro. Nel 1717 si è deciso di dotare la Massoneria di apparati burocratici a forte sentore profano. Si è tentato di  darle una struttura centralizzata e centralizzante: nel 1717 la Massoneria, quella con la M maiuscola, è morta.

Io sono per l'anima alchemico-esoterica di cui la Massoneria è custode. Tutto il resto fa parte della missione sociale di cui ci si deve far carico ma sempre con stile e riservatezza. Queste operazioni le si possono portare avanti anche attraverso strutture giuridiche di altro livello.
Certo che una guardiania profana ad una struttura massonico-iniziatica stona come un gessetto passato sulla lavagna. Ma questa è altra storia, forse.

sabato 13 gennaio 2018

Solo tra le Colonne tutto è giusto e perfetto

Il Massone è un ricercatore. Un ricercatore di alchemiche verità, è un uomo o una donna che attraverso il loro cammino cerca di portare nel mondo una visione etica della Vita.
Detto così può anche suonare utopistico, ma lo è meno di quello che si creda.
La condizione per poter fare ciò però la si trova tra le Colonne, né lavorando/studiando per conto proprio e né "chiacchierando" con altri Fratelli fuori dal Tempio.
La condico si ne qua non è il lavoro massonico rituale. Un lavoro che deve essere puro e scevro da ogni atteggiamento profano. Tutto deve essere giusto e perfetto.
Ovviamente, essendo fatti di materia, non raggiungeremo mai la perfezione, a quel punto svaniremmo nel nulla cosmico, ma un certo grado di correttezza formale nello sviluppo dei rituali bisogna necessariamente raggiungerlo.


A mio avviso, e lo sottolineo: a mio avviso, nel Tempio non si può accettare un Maestro che sbaglia il segno o un Maestro di Cerimonia che non sa cosa sta facendo... non che sbaglia movimenti, badate bene, ma che non è consapevole dei gesti che compie.
Questa condizione è pericolosa, Lui è il "distributore" di energia durante la Tornata, è colui il quale crea il collegamento iniziale tra Sopra e il Sotto, è colui il quale attraversa il "pavimento a scacchi". Il Maestro di Cerimonia è un po' la parte magica della Massoneria.

Se ogni Fratello non è ben presente a se stesso durante lo svolgimento del rituale può causare abbassamenti dell'energia, intromissioni indesiderate e, ovviamente, uno scarso, se non nullo, risultato benefico della Tornata. Non è ammissibile sentir dire: tanto è uguale.
Non è uguale.
Se il Rito prevede un deambulazione antioraria è perché c'è un motivo, se il Tempio va purificato prima dei lavori è perché c'è un motivo... se si trovano determinati simboli è perché ognuno di loro ha un motivo per trovarsi dove è.

Trovare tutti questi motivi è compito del Massone, ma del Massone che ha preso (o sta prendendo) coscienza di ciò che è: Conosci Te Stesso recita l'ingresso al Tempio. Primo passo per capire che oltrepassata quella soglia tutto deve essere "Giusto e Perfetto".
Si chiama Via iniziatica proprio per questo motivo, perché la parte profana DEVE rimanere fuori, ad ogni costo.