venerdì 5 ottobre 2018

PER SOFFITTO IL CIELO STELLATO E GLI OCCHI DELLA TIGRE

Come sottofondo la colonna sonora de: Il Gladiatore, un bicchiere di vino bianco siciliano (per l'esattezza un Inzolia), un toscanello aromatico ed eccomi a scrivere del Cielo Stellato.
Mi piace soffermermi, quando visito qualche Loggia, a guardare il soffitto.
La volta celeste che fa da contraltare al pavimento a scacchi: che magnifica visione.

La connessione alla Fonte universale attraverso la rappresentazione grafica dell'universo. Il luogo dove il regolo del Maestro delle Cerimonie punta quando collega il sopra con il sotto.
Lo scenario nel quale si ritrova Dante: ... e quindi uscimmo a riveder le stelle (Inferno XXXIV, 139).
Dopo il viaggio quasi in apnea ecco che si torna a respirare, a sperare, a sentire che ancora la linfa vitale scorre nelle vene.

In questo periodo la Massoneria italiana è nell'occhio del ciclone. Divisa, attaccata, vilipesa e mai compresa.
Bene.
Sì bene, perché un attacco esterno può essere la scintilla che provocherà l'icendio rinnovatore.
Nulla sopravvive, nulla si distrugge. La Fenice rinasce dalla proprie ceneri, sempre e sempre più forte.

Quindi alziamo gli occhi al cielo e troviamo la nostra Stella Polare, ricerchiamo, ognuno nella propria Loggia, lo spirito comune dell'essere Massone. Lavoriamo sotto il cielo stellato, un comune cielo stellato. Non importa l'Obbedienza, il Rito, il grado o il tempo passato nel Tempio, oggi più che mai dobbiamo essere tutti uguali e coesi e concentrati su ciò che stiamo facendo.

Non disperdiamo la forza di un ribollire che si avverte nell'aria, oggi lento e novello, ma domani inarrestabile e trasmutatore.

Lo tsunami è iniziato, che lo vogliamo o no qualcosa cambierà, sta a noi scegliere la direzione.
Tutti gli Iniziati hanno cominciato la loro nuova Vita con dei Viaggi, oggi è il momento di intraprendere quello, forse, più difficoltoso. Quello del cambiamento.

Siamo attivi da più di 6000 anni proprio perché siamo stati capaci di guardare al futuro rimanendo saldi nelle nostre tradizioni. Facciamolo ancora.

Ci attaccano? Stringiamoci a coorte e cerchiamo di capire dove abbiamo sbagliato.
Poi apriamo lo schieramento e sfoderiamo le nostre spade: Libertà, Uguaglianza e Fratellanza.
Per fare ciò è necessario guardare al passato (ecco il Giano bifronte che ci viene in soccorso), capire gli errori, sbatterseli brutalmente in faccia e poi girare lo sguardo verso il futuro. Solo così saremo ben saldi nel presente, e una Nuova Massoneria Italiana potrà rinascere fiera e superba come l'aquila.

Basta piagnistei, basta dare colpe a destra e manca: basta!

Cambiamo noi per cambiare il Mondo, cercare di cambiare il Mondo con le regole del mondo è un suicidio.
Lo so, ogni tanto esce il samurai che c'è in me, ma 52 anni di tatami qualcosa hanno lasciato. Io vengo da Oriente, sono un uomo dello Zen, abituato alla non-mente e a non piegarsi mai se non per schivare un colpo. Piegarsi per contrattaccare ma con lo sguardo sempre fisso negli occhi dell'avversario. E sono anche un Massone, un Massone che difenderà con la Vita la propria scelta.

Chi vorrà far nascere una Nuova Massoneria Italiana ne avrà l'opportunità e guardando ognuno di Voi mi piacerebbe vedere gli occhi della Tigre.

Fabio Pedrazzi

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