martedì 14 settembre 2021

IL GIURAMENTO

Il Giuramento massonico, un atto che viene quasi costantemente vissuto come una sequenza di parole lette o ripetute... perché così si fa.

Sono anni che assisto a iniziazioni e sono anni che vedo giurare in modo leggero e senza capire cosa si sta facendo. Un Giuramento iniziatico, come tutta la Via, lavora anche se chi la intraprende o chi giura, non è consapevole di quello che fa. Ciò è normale, nessuno inizialmente può raggiungere una consapevolezza tale da capire fino in fondo il significato di quelle frasi, ma ciò non toglie che è forse l'atto più sacro del percorso massonico.

Venir meno al Giuramento iniziatico significa perdere lo scudo protettivo che esso rappresenta verso sé stessi.  La Via è un percorso personale e la Massoneria è un metodo per percorrerla. Ma come tutte le Vie il Conosci te stesso è alla base della costruzione che siamo invitati a portare a termine, cercando di capire che il risultato finale non è la piramide ma il fatto di averla costruita.

Perché parlo di scudo protettivo? 

Al di là del sistema allegorico utilizzato nella costruzione del Giuramento, ormai diverso tra le varie Obbedienze, c'è un aspetto che vedo non essere capito dai più: il Giuramento crea e il Giuramento distrugge.

Non è il M.·. V.·. che "crea" il Massone... è il Giuramento, un giuramento fatto principalmente verso sé stessi, venir meno all'impegno preso significa venir meno a sé stessi... e ciò provocherà tutta una serie di concatenazioni negative che lo spergiuro, come viene chiamato in gergo massonico, attirerà sudi  sé, senza nemmeno rendersene conto. L'iniziato privo dello scudo del giuramento è un essere fragile, perché a differenza del profano, che è rimasto sempre privo della Vista, l'iniziato ne è invece provvisto e l'acqua amara da lui solo assaggiata, si trasformerà in quotidiana pesantezza.

L'aspetto dell'autodistruzione per chi viene meno al Giuramento, è ben presente nel Rituale di Primo Grado. Il C.·. sul cuore, per esempio, è una di quelle situazioni dove la simbologia non è così ermetica. Ma tutto il Giuramento è permeato da questo concetto, fino a diventare truculento, allegoricamente parlando... ma ciò non toglie la sua sacralità.

Quindi, esorto chiunque sia sulla Via, a guardarsi dentro per cercare di capire se sta seguendo ed eseguendo ciò che ha giurato.

A me è servito.


Fabio Pedrazzi


venerdì 14 maggio 2021

La Massoneria, fuori e dentro il Temp(i)o

Ho giocato sulla parola Temp(i)o perché credo che in fondo si tratta dello stesso fenomeno. Il Tempio fisico del Massone praticante, si pone nel sistema spazio-temporale di colui il quale mette in atto il vibrato dei rituali, dove per rituale intendo quell'insieme di concetti, aromi e frequenze che compongono il "segreto".

Operare nel Tempio fisico comunemente accettato, sotto la volta celeste ricostruita fuori dal tempo-spazio, fa parte di ciò che i massoni chiamano: tradizione. Con essa, tutto ciò che concerne il visibile e il tangibile, una liquefazione continua, in cui, simboli, simbologia e conoscenze esoteriche, si spargono al vento come piume di un'oca malvagia e ignorante.

 Esiste una Massoneria visibile e una Massoneria invisibile, così come esistono massoni che in essa vivono e massoni che in essa scompaiono. 

Esiste poi: LA MASSONERIA. 

Essa è stata, è e sarà, a prescindere dai massoni. Può assumere forma splendente o buio totale. Diventare visibile o rimanere in uno oscuro forziere in attesa che qualche massone la trovi. Il Gufo minerviano non tutti sono in grado di capirlo, non tutti avranno il privilegio di leggere le zone bianche del libro dei segreti... non tutti faranno i viaggi che portano alla rinascita di Hiram. La Massoneria vivrà comunque, perché è fuori e dentro il Tempo.

Il Tempio si è fatto erigere in forma fisica per darci traccia della Via da seguire, per dirci che siamo ciechi e che quindi, qualunque Luce ci venga data non ci servirà a nulla... se non diventeremo noi stessi la nostra cecità. La volta celeste ricostruita fuori dal sistema tempo-spazio è un altro simbolo fisico che tiene il massone ancorato a un sogno, un sentire e un vibrare che va oltre la sua compensione.

Il fatto che LA MASSONERIA è stata, è e sarà, a prescindere da i massoni... la rende parte integrande dell'Universo, unico non-luogo che il massone dovrebbe frequentare... il Tempio è un portale quantico che gli permette, se compreso, di entrare nei "segreti" di quella conoscenza che porterà il Massone al: Conosci te stesso. Primo passo verso la consapevolezza di Tebe.

Un abbraccio

Fabio Pedrazzi



venerdì 12 marzo 2021

INCIPIT del libro: IL CUSTODE DEL NUMERO SETTE

Oggi vi posto l'incipit del mio ultimo libro (seguito de: La filosofia dell'alchimista) che sto scrivendo...

Incipit

Sopra la Cattedrale una nuvola nera addensava oscuri presagi. Il Rosone emanava i suoi raggi invisibili. L’Ara si era trasformata in Altare e la vittima scarificale giaceva prona sul pavimento. Le braccia sotto la testa e l’anima legata con un filo d’oro.

Dal portone centrale entrò un uomo. La sua larga casacca era bianca, con una grande croce rossa che ondeggiava al ritmo dei sette respiri. Il centro della croce era posizionato sul centro dell’uomo.

Le colonne della Cattedrale erano alte, di pietra morbida, sì che l’Illuminato potesse indurirle tramite i Lavori notturni. 

I passi dell’uomo risuonarono tra le navate, tre, una centrale e due laterali. Sul pavimento, tra i mosaici uno prese il suo sguardo: il Tre volte eccelso, colui che era e sarà, il Maestro dei Maestri.

Passò di lato per non profanare l’effige e alzò lo sguardo.

Un cielo stellato chiudeva lo Spazio del Bianco e del Nero, il Libro Sacro era aperto sull’altare, rivolto a Est.

Guardò la donna sdraiata sul pavimento.

«Cosa fai qui?»

«Aspetto»

L’uomo con la casacca e il mantello bianco, soppesò le parole.

«È inutile, non verrà»

«Come sai che sto aspettando qualcuno? E soprattutto come sai che non verrà?»

«Ho camminato a fianco del Tre volte eccelso senza posare il mio piede sull’effige»

«Lui ha tracciato intorno all’uomo e alla donna i disegni sacri… verrà»

«Non verrà»

«Perché ne sei così sicuro?»

«Perché io sono il custode»

La donna si alzò da terra. Si aggiustò la veste e sistemò i capelli. I suoi occhi, verdi come la Tavola s’illuminarono.

«Se tu sei il custode allora hai la risposta»

«No… io la custodisco, la tengo nel Buio per far sì che la Luce dell’ignoranza non la trovi»

«Seguimi»

«Dove?»

«Nel mondo del non-mondo, dove le tenebre sono lucenti e la luce è senza luce, nell’antro dell’alchimista Hermes, colui che ha catturato il drago e ha trasmutato il piombo in oro e sé stesso in Acqua… ti voglio portare a Oriente, dove il Sole è il padre e la Luna la Madre, ti voglio portare dove potrai riposarti e consegnare a Gaia la Risposta… il Segreto»

L’uomo e la donna si avviarono verso la Grande Porta. Il loro cammino era iniziato.

 

Fabio Pedrazzi