giovedì 19 luglio 2018

I PIANI SOTTILI DEL SILENZIO

In periodi come quello che stiamo vivendo, fatti di attacchi inconsulti alla Massoneria (di ogni Obbedienza e Rito), fatti di F:. estremamente litigiosi e, purtroppo, poco inclini al dialogo e all'ascolto dell'altro, dove sui social, nei gruppi dove dovrebbe circolare un pacato scambio di sapere invece si leggono quasi esclusivamente sentenze categoriche sulle proprie posizioni-pensiero, in periodi come questi credo che alzare il livello nell'esecuzione dei Rituali (di ogni grado) per cercare di "spostarci" su dei piani più elevati sia un buon esercizio.
Spero che alla riapertura dei cantieri gli animi si calmino lasciando che "gli architettonici lavori" prendano la scena nei cuori di tutti i Massoni.

Detto ciò vediamo quali sono i piani sui quali sarebbe bene posizionarci.
Sono quei "piani sottili" dove il profano non può arrivare, dove non tutti gli iniziati sono in grado di sentire o capire... dove i "Maestri" indicano la Via non facendo ombra. Nei piani sottili il Sole è allo Zenith e le Spade sono infoderate, le foglie secche sono state rastrellate e l'aspettare è l'unica azione che l'alchimista compie.
Questi "piani" necessitano però di un silenzio particolare, un silenzio che non è quello dell'apprendista, non è un silenzio fisico, è un silenzio fatto di piacevoli osservazioni, di abbracci muti anche con chi è su posizioni divergenti.

Attraverso l'esecuzione dei Rituali il Massone apprende come e dove sono i piani sottili, abbandona il concetto di spazio-tempo e si trova immerso in un tutto cosmico dove la profanità non potrebbe sopravvivere, dove l'oca non è più nella bottiglia e la pietra filosofale da polvere rossa si ritrasforma in sasso. Lo stesso sasso dove chi cerca inciampa e chi vibra comincia a sgrezzare.
Raggiunte certe "vibrazioni" si superano, con un salto quantico, le colonne... tutte e tre le colonne. Si superano i grembiulini, gli attrezzi, gli attestati e i riconoscimenti: una volta scoperto il segreto tutto appare talmente chiaro da suscitare una grossa risata, una grossa silenziosa risata.

In periodi come questi, a mio parere, il Massone dovrebbe lasciare dietro di sé solo il profumo delle proprie azioni e un'ombra frusciante che muova foglie di acacia nelle gionate senza vento.

Fabio Pedrazzi

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