domenica 4 agosto 2019

LA SPIEGAZIONE INESISTENTE

Ci sono sere, come queste, in cui il buio della notte si trasforma in Luce.
La Luna diventa un faro illuminante. I Cantieri sono chiusi e io non Lavoro. Però... c'è sempre un però, qualcosa posso fare... la devo fare.
Si può spiegare un simbolo?
No.


Un simbolo lo si può vivere, intuire, sentirne l'aroma o la puzza... dipende dai casi.
Ma è solo lasciando che il drago si dimeni nel boccione verde dell'alchimista che riusciremo a vincere la voglia di spiegare.
Personalmente non amo i Gradi massonici. Non li amo nello stesso modo in cui non ho mai amato i Dan del Jitsu. Sono orpelli che ci portiamo dietro nel corso degli anni.
Io sono un 33° e tu?
Io non sono un c....o. Io sono e basta... ti pare poco?
Perché mettere limiti al nostro Essere? Perché catalogare qualcosa che non è catalogabile?

Ma che c'entrano i Gradi con la spiegazione inesistente?
C'entrano, perché ogni Grado è, per sua natura, una spiegazione. La pretesa spiegazione dell'inispiegabile.
Sulla vetta del monte Fuji siamo tutti uguali, e ci siamo arrivati indipendentemente dalla Via che abbiamo preso inizialmente. Massoneria, Martinismo, Yoga, Jitsu, Tao, Zen ecc... sono tutte Vie iniziatiche. Sono tutte Vie non spiegabili, che vanno vissute e basta.

Tante volte mi sono sentito chiedere: Maestro ma che cos'è lo Zen?
Come risposta ricevevano solo ed esclusivamente un sorriso.
Lo stesso vale in Massoneria: non è spiegabile, o meglio, la possiamo definire in maniera profana per i profani... ma per Noi no... per Noi non vale.
Noi abbiamo il dovere di sperimentare, scavare, cercare, vivere attimo per attimo quella trascendenza che solo verso la fine della Via potremo, forse, capire.
E una volta capita sapete che succederà?
Facile dierete: saremo arrivati in cima... al Grado più alto ci verrà svelato l'ultimo dei Segreti.

Purtroppo non è così. In cima al monte Fuji ci sono solo persone che ridono. Ridono di gusto.
Perché?
Perché la vetta è sempre stata sotto i nostri piedi... e noi abbiamo camminato per decenni per raggiungerla, non accorgendoci che ci stava appiccicata come la nostra ombra.

Ecco: la consapevolezza è una gran fregatura, direbbe un mio vecchio Maestro Zen.
Una volta che l'hai raggiunta non ti stupisce più nulla... ti resta solo la voglia di tenere in ordine il giardino e guardare gli altri scalare una montagna che non esite.

Quindi non chiedete spiegazioni, cercatele nel vostro VITRIOL... tutto è celato lì... sotto il vostro naso.
Un abbraccio.

Fabio Pedrazzi

lunedì 15 luglio 2019

DAL BUIO ALLA LUCE... perché si dovrebbero fermare i Cantieri

Noi lavoriamo dal buio alla Luce e non viceversa. Quando entriamo nel Tempio lo facciamo deambulando da sinistra a destra, ovvero cominciamo il cammino nella parte buia del Tempio, quella che sta dalla parte degli apprendisti.

Muovendoci in questo modo tutto ciò che accade dopo risente di questa impostazione.
I Lavori iniziano il 21 di settembre, periodo dell'anno in cui cominciano le giornate ad accorciarsi. La luce va scemando sino al momento in cui si fermerà del tutto, morendo per tre giorni.
Poi, dritti sino al 21 di giugno, giorno luminoso e inizio del periodo di Luce.
Ecco perché, seconde me, i Lavori dovrebbero fermarsi in questo periodo. Per lo meno i Lavori rituali.

In effetti il Tempio è diviso in più parti, alcune al buio e alcune illuminate. Gli apprendisti, a sinistra guardando lo scranno del V:. e in luce a destra, colonna dei Compagni d'Arte.

Ma quanto sono importanti, per l'esecuzione degli Architettonici Lavori, queste accortezze? Quanto influiscono sulla riuscita degli stessi?
Dipende cosa intendiamo per "Lavori". Se ci fermiamo alla lettura del rituale e delle Tavole... servono a poco. In fondo una Tornata ben fatta, seguendo pedessequamente il Rituale ha una sua funzione.

Credo però esita un livello superiore (più livelli a dire il vero) dove queste "quisquiglie" fanno la differenza. Esistono piano sottili dove il Massone si sposta durante la Tornata. Si sposta se tutti operano in armonia e in sincronicità. Si alza il livello, o la frequenza dell'Energia, solo se si osservano tutte le informazioni che ci vengono date già dal primo grado.
Ebben sì, nel Rituale di primo grado c'è tutto ciò che ci serve per proseguire nel Cammino che abbiamo scelto.
Anzi, oserei dire che quello di Primo Grado è l'unico vero Rituale.
Quello dove, criptati, troviamo già tutti i Segreti della Massoneria. Non è salendo di grado, cambiando grembiule o ponendo in essere i seguenti Rituali che possiamo "capire", "intuire" e "vivere" ciò che siamo.

E' nel Primo che dobbiamo trasmutare il piombo in oro, nei seguenti possiamo solo anelare di arrivare alla Pietra Filosofale. Ma se non capiamo cosa facciamo in Primo Grado, come possiamo riuscire a "domare" la Materia, non saremo mai in grado di proseguire verso quei piani sottili che distinguono l'uomo dal Massone.
Ecco perché reputo che non si debba Lavorare nei mesi di Luce: perché l'Orizzonte sarebbe solo il Buio. Ma il nostro sguardo deve essere sempre orientato verso la Luce. Partiamo da Oriente, con la Luce che pian piano si alza verso lo zenit, in modo che possa illuminarci il cammino. Se facessimo il contrario ci troveremmo accecati con il pericolo d'inciampare in noi stessi.

Fabio Pedrazzi


giovedì 27 giugno 2019

Il TESORIERE... ma è davvero solo il ragioniere di Loggia?

In genere questo ruolo, nelle Logge, viene dato a chi nella vita profana "sa far di conto".
Il suo compito è quello di riscuotere le capitazioni, tenere in ordine il bilancio della Loggia e interfacciarsi con l'Obbedienza, dove esiste, in modo che tutta la parte finanziaria  sia giusta e perfetta.
Ma è davvero solo questo il compito del TESORIERE?


Ovviamente no.
Ha un compito molto più difficile e, non ho dubbi a dirlo: di alto spessore.
Il TESORIERE è colui il quale si DEVE accorgere quando un Fr: o una Sr: hanno trasmuato il loro piombo in oro.
E' il primo che deve capire quando un membro di Loggia ha fatto un passo avanti, meritando per questo un passaggio di grado oppure, se già Maestro (rimaniamo sempre nella M:.A:.), sarà in grado di affrontare argomenti sempre più trasmutativi.

Il TESORIERE è un po' l'Alchimista della comunità massonica in cui opera. E' colui che da la giusta caratura all'Oro che si forma in Loggia. Un Oro spirituale ovviamente.

Il TESORIERE valuta attentamente i vari Metalli, leggi qualità elementali, che vengono prodotti dai Fr: e dalle Sr:., ne valuta proprio il peso specifico che hanno all'interno della Loggia e cerca di preparare i Fr:. e le Sr:. alla "trasmutazione" in quell'Oro spirituale che serve a poi a "pagare gli operai".
- Pane e vino per gli Apprendisti, in quanto ancora non in grado di "amministrare" le proprie entrate (da qui la confusione sul fatto che gli Apprendisti non debbano essere messi a conoscenza delle finanze di Loggia... quelle profane vanno esplicitate a tutti, altro livello è quello alchemico)
- Argento per i Compagni
- Oro per i Maestri

Fatta questa caratura consegna le proprie indicazioni al M:.V:. e da la possibilità al 1° Sorv:. di dichiarare se tutti gli "operai" sono soddisfatti della paga.
La "paga"... sono i lavori di Loggia a cui hanno assistito e partecipato.
Quelli sono i metalli preziosi che la Loggia produce e che il TESORIERE deve essere in grado di valutare.

Capite bene che questo ruolo è ben lontano dal mero mettere i fila i numeri.
Perciò alle prossime distribuzioni di cariche, tenete presente anche l'aspetto esoterico-alchemico del candidato oltre che il diploma profano.

Curiosità:
la sua collocazione nel Tempio è a Est-Nord Est
i suoi pianeti sono Venere e la Luna
la sua qualità è la Terra e come simbolo ha il Toro.

Fabio Pedrazzi

domenica 9 giugno 2019

ANCORA SULLE LUCI NEL TEMPIO

Torno ancora sulle Luci nel Tempio perché alcuni Fr:. e Sr:. me lo hanno chiesto. Nell'articolo LE LUCI SUGLI SCRANNI, ho portato una mia teoria sulla sequenza di accensione delle Luci.
Il Testimone e le luci sugli scranni del MV, del 1° e del 2° Sorv:. dovrebbero essere accese prima dell'ingresso nel Tempio da parte dei Fr:. e delle Sr:., e questa operazione andrebbe fatta dal M:.d:.C:. il quale opererà in questo modo:
prende la Luce da uno stoppino che gli accende il M:.V:. nella Sala dei Passi Perduti., con tale lumicino entra nel tempio e accende il Testimone, il candelabro a tre braccia sullo scranno del M:.V:., poi quello a due braccia del 1° Sorv:. e infine quello del 2° Sorv:., fatto ciò esce e si prepara a far entrare tutti nel Tempio. Questo in sintesi il mio pensiero sull'accensione delle Luci.

 A suffragio di ciò ho trovato un testo molto interessante del Fr:. Ivan Mosca.
Ve lo posto qui di seguito in modo da agevolarne la lettura senza doverlo ricercare:

"Quando i Fratelli compiono la "marcia rituale d'ingresso" (è il Maestro delle
Cerimonie che guida la fila degli Apprendisti, dei Compagni, dei Maestri, degli Ufficiali e dei Dignitari e, per ultimi, del 2° Sorvegliante, del 1° Sorvegliante e del Maestro Venerabile), il Tempio è immerso nella penombra. Sono accesi soltanto:
 
-  il Testimonio: alla testa della Colonna di Meridione (accanto, cioè, al posto che compete al Maestro delle Cerimonie), vi è un candelabro, la cui candela è accesa (prima dell'ingresso) dal Maestro delle Cerimonie con il "fuoco" fornito dal Maestro Venerabile,
-  il Sole, la Luna e il Delta Sacro che brillano all'Oriente (il primo sulla metà "diurna" del Tempio, la seconda, in forma di crescente lunare, sulla metà "notturna" e il terzo sopra il trono del Maestro Venerabile);
-  tre lampade poste rispettivamente sulle cattedre del Maestro Venerabile (e può trattarsi di un lampadario o candeliere a 3 luci), del 1° Sorvegliante (a 2 luci), del 2° Sorvegliante (a una luce) anche per consentire loro la lettura del Rituale.
 
Vengono poi accesi, nel prosieguo dei Lavori, i 3 candelabri posti al centro del Tempio. A questo punto, secondo il Rituale, il Maestro delle Cerimonie dovrebbe provvedere alla completa accensione delle luci nel Tempio. Tuttavia, data l'importanza analogica delle parti rituali ancora da compiere (lettura della Tavola e tracciamento o collocazione del Quadro di Loggia), 
sarebbe opportuno che il Maestro delle Cerimonie accendesse soltanto una lampada (meglio una candela) sul tavolino de! Fratello Segretario. In seguito, dopo l'approvazione delta Tavola architettonica tracciata nella precedente tornata e dopo il tracciamento o la collocazione del Quadro di Loggia, il Maestro delle Cerimonie può completare l'accensione di tutte le luci del Tempio, prima di osservare "se nella sala dei passi perduti vi sia qualche Fratello che chiede di entrare...".
Al termine dei Lavori, dopo il giuramento del segreto, le luci nel Tempio andrebbero spente con un ordine esattamente inverso a quello di accensione.
Poi, il Maestro delle Cerimonie cancella o toglie il Quadro di Loggia, riallinea i 3 candelabri, inserisce il supporto musicale previsto per la "marcia di uscita" e guida i Fratelli fuori del Tempio secondo lo stesso ordine di ingresso.
Poi, mentre i Fratelli rimangono in attesa, il Maestro delle Cerimonie rientra nel Tempio a spegnere il Testimonio, il Sole, la Luna e il Delta Sacro, disinserendo il supporto musicale e curando che tutto resti perfettamente in ordine.".

Detto ciò non rimane che fare una riflessione sul Rituale in uso nella propria Loggia e vedere quali sono le differenze. Personalmente trovo logico e massonicamente sensata l'esposizione del Mosca. 

Fabio Pedrazzi

domenica 19 maggio 2019

LA POSIZIONE DEL SECONDO SORVEGLIANTE

Quando entro in un Tempio e vedo il Secondo Sorvegliante posizionato di fronte al M:.V:. sulla stessa linea del Primo Sorvergliante, mi domando quale sia la logica di questa disposizione.
A volte la risposta è: il Tempio è stretto e non si passa. Vero... allora non fare un Tempio in quel luogo.

Il Secondo Sorvegliante è uno dei punti Cardinali del Tempio. E' posto di fronte alla Colonna degli apprendisti in modo da poterli controllare e guidarli sulla retta Via, dato che è l'unica parte del Tempio sempre al buio. Infatti da quel lato del Tempio non ci sono luci in quanto non ci devono essere scranni.
Nel Tempio, rappresentazione del Cosmo, ci devono essere due parallele che dividono in quattro settori lo spazio fisico della struttura Sacra.
Questi quattro settori indicano le quattro fasi del giorno. Dividono il Tempio come fosse il quadrante di un orologio e danno anche il senso di deambulazione iniziale. Infatti entrando da Occidente si va verso la colonna degli apprendisti, che è al buio, per dirigersi verso il M:.V:. a Est, verso la Luce, per poi passare davanti al Secondo Sorvegliante che sta a Sud e ritornare a Occidente dove il Sole tramonta.
Spostando la posizione del Secondo Sorvegliante si avrà un Tempio asincrono e disarmonico dove sia la parte Nord che quella Sud saranno al buio.

Dal disegno (Fig. 1), tratto dai famosi quaderni del Fr:. Ivan Mosca, si evince in maniera chiara il perché della posizione del Secondo Sorvegliante. Sempre da questo disegno si nota che le tre luci formano un Triangolo. Triangolo che rappresenta lo schema dei Tre Gradi:
- Apprendista: Fisico
- Compagno: Animico
- Maestro: Spirituale

Dopo aver fatto queste riflessioni, ne sono certo, quando entrerete in un Tempio diversamente disposto sentirete un senso di fastidio. Ciò non significa che non si possa lavorare anche con disposizioni differenti, ma bisogna essere consapevoli che le frequenze del Rituale non saliranno mai più di tanto, impedendo ai Fr:. e le Sr:. presenti di avvicinarsi a quei piani sottili cui siamo destinati.

Fabio Pedrazzi


sabato 27 aprile 2019

INCONTRI... uno strano libro


Quando ho letto quest’opera di Lucia mi sono reso conto di chi è: un’anima antica che si sta riprendendo la propria consapevolezza. Un raro caso di auto-iniziata.
Nelle sue visioni ripercorre rituali ormai perduti, racconta di Tornate alle quali in questa vita non ha mai partecipato essendo una profana.

In questi Incontri c’è tutta la Forza della Tradizione iniziatica non ancora rivelata.
Questo libro è una sorta di lasciapassare verso il Mondo di Mezzo, quella zona di spazio-tempo che solo alcuni dei Maestri riescono ad esplorare con consapevolezza.
Lucia La Macchia lo fa in maniera spontanea, quasi scusandosi di entrare in un piano sottile senza averne le dovute conoscenze.

Ma non è proprio così, nel suo caso le conoscenze ci sono… è che ancora non lo sa.
Ancora sta cercando la porta quantica per riuscire a navigare nel campo astrale conoscendo la rotta per tornare a casa, tra le Colonne protettrici. 
Quelle stesse Colonne che sorreggono il suo “sentire”.
La morte che affronta nello scrivere non è la morte biologica, bensì una sorta di attaccamento alle vite passate che Lucia si porta dentro. 

Quest’opera non è per tutti, solo anime pure riusciranno a comprendere la delicatezza energetica che sprigiona. Solo chi è stato iniziato, e ne ha la consapevolezza, riuscirà ad attingere a questa inconsapevole “Desiderata”.
Inconsapevole come lo è un fiore che non sa di essere un fiore: è e basta, emana profumo perché fa parte della sua natura farlo. Questo è INCONTRI: un profumo emanato dall’anima di un essere che arriva da piani diversi da quelli che siamo abituati a frequentare. 


Fabio Pedrazzi

sabato 20 aprile 2019

IL COPRITORE INTERNO: un ruolo sottovalutato

Il ruolo del Copritore interno, a volte, viene sottovalutato. In genere lo si assegna ai nuovi Maestri se non addirittura a qualche Compagno. Nulla di disdicevole, anche perché molte volte non ci sono i numeri o i Maestri di ruolo per poterlo rappresentare.
Ma questo incarico è più delicato di quello che si potrebbe pensare.

Cominciamo col dire che andrebbe assegnato a qualcuno in grado, con uno sguardo, di capire chi si trova davanti alla porta, in caso di vista da parte di Fr:. o Sr:. di altre Logge: paramenti, gioielli, insegne ecc... un Ex M:.V:. sarebbe la scelta migliore.

Insomma qualcuno che abbia l'esperienza necessaria per stare all'ingresso per difendere i Fr:. e le Sr:. che stanno all'interno del Tempio.

A lui è affidata la sicurezza durante i lavori. Proprio per questo motivo è l'unico che impugna la Spada con la mano destra (e non con la sinistra come molte volte si vede fare), ed è anche l'unico a cui è permesso stare all'ordine con la sinistra.
La stessa Spada viene tenuta sempre con la punta verso l'alto, pronta all'uso.
E' sempre lui che dialoga con il Terribile durante l'iniziazione di primo grado quando il bussante viene presentato per la prima volta.  Ed è sempre il Copritore interno che sorveglia i Fr:. e le Sr:. durante la Catena d'Unione, alla quale non partecipa.

Durante l'ingresso al Tempio, è l'ultimo che entra ed è il primo che esce a Lavori ultimati.
Insomma, un ruolo molto importante per far si che i Lavori di Loggia si possano svolgere in maniera Giusta e Perfetta.

Fabio Pedrazzi


venerdì 12 aprile 2019

LE LUCI SUGLI SCRANNI

Visti, e vissuti, diversi Rituali, con diverse modalità di accensione delle luci sugli scranni del M:.V:., del 1° Sorv:. e del 2° Sorv:. mi sorge spontanea una domanda: ma prima dell'arrivo della corrente elettrica quando venivano accese codeste Luci?
Oggi, in genere vengono accese dal M:.d:.C:. oppure viene dato il candelino al tenutario dello scranno che le accende da sé.

C'è chi le accende prima dell'accensione delle 3 Luci vere e prorie, c'è chi le accende dopo e c'è chi le ha con delle lampadine al posto del Fuoco.

Torniamo alla domanda iniziale:
quando vanno accese le Luci sugli scranni?
Ora non scapicollatevi a dire: il Rituale dice così, no il mio è quello giusto si fa cosà.

Come detto sopra ci sono varie interpretazioni, ma se vogliamo cercare una logica, a mio avviso, dobbiamo andare indietro nel tempo e immaginiamo una Tornata in un periodo dove ancora non c'era l'uso della corrente elettrica.
Proviamoci.
Il Tempio è al buio, fuori, nella Sala Passi Perduti il M:.V:. da la luce al M:.d:.C:. tramite l'accensione di uno stoppino (o candelino). Il Cerimoniere è l'unico che conosce la strada nel buio, e gli basta il lumicino dello stoppino per raggiungere lo scranno del M:.V:. dove c'è il Testimone.
Lo accende.
Il Tempio è ancora al buio... spegne il candelino e lo riaccende con la Luce Sacra del Testimone, ora accende le tre Stelle (candele) poste sullo scranno del M:.V:., poi le 2 del 1° Sorv:. e infine quella del 2° Sorv:. .
Ora il Tempio ha un'illuminazione sufficiente per poter far entrare i Fr: e le Sr:. in sicurezza.

Tutto esattemente al contrario durante la chiusura dei lavori... ciò che sta sopra sta sotto, ciò che utilizzo rimetto a posto.
Questa credo sia la procedura per l'accensione delle luci sugli scranni. Ha una logica e una sacralità.
Ha una logica perché in mancanza di luce elettrica bisognava per forza illuminare, almeno in parte, il Tempio. Una sacralità per via che le luci vengono attivate a partire dallo stoppino acceso dal M:.V:. .
C'è anche un aspetto allegorico: il Tempio buio che si illumina man mano che i Massoni operano al suo interno. Il M:.d:.C:. che entra nell'antro scuro e pian piano elimina il buio dando vita alle Luci.

In alcuni antichi rituali, parlo dei primi dell'800 viene descritta proprio questa procedura (non è mia invenzione), attualmente si fa in maniera diversa.
Personalmente nella mia Loggia utilizzo questo metodo. E voi?

Fabio Pedrazzi

domenica 24 marzo 2019

L'APPARIRE ALCHEMICO DEL MASSONE

Essere o apparire? Per sua natura il Massone vive nell'Essere. Vive nell'Essere perché ha scelto di avviarsi su una Via Iniziatica che, come tutte le Vie Iniziatiche, portano inesorbilmente verso il centro del Tuo Essere: conosci te stesso!
Il Massone però ha anche una crosta alchemica che lo porta ad apparire. Lo porta a vestirsi di grembiuli, fasce, spille medagliette a cotillons (non nel senso di gonnella francese ma di ammenicoli massonici sufficientemente inutili).

Chiariamo: non che sia riproveveole esporre i propri paramenti, la cosa importante e sapere perché lo si fa.
Soprattutto rendersi conto che sono una sorta di "scudo" verso ciò che "sta dentro".

Ecco, qui nasce il problema: e se dentro non c'è niente? Se l'espositore di grembiuli è un Massone che si è fermato al mero apparire senza renderlo alchemico paravento dell'Essere?
In questo caso, quando c'è assoluta mancanza di consapevolezza vedremo dei grembiuli muoversi all'interno del Tempio in maniera asincrona e cacofonica, a volte balbuziente. Quando il Massone è vuoto restano a sorreggerlo i corpi callosi della profanità, vestita da Massone ma sempre profanità resta.

Ci sono momenti nella vita di ogni Libero Muratore in cui è necessario, quasi un dovere, fermarsi e guardarsi nello specchio magico.
Uno specchio fatto di tegole che fin dal Grado di Apprendista stiamo levigando per cercare di farlo riflettere. Lo lucidiamo con cura maniacale, lo lisciamo, lo scaldiamo al fuoco delle lusinghe e lo riponiamo accuratamente sotto il manto del grembiule.
Ma quello specchio, che possiamo anche chiamare EGO, non rifletterà mai nulla, perché nulla c'è da riflettere. Il Massone è tenuto a sapere che le tegole non rimandano immagini ma coprono la testa.
Il Massone, con la M maiuscola è obbligato, per una sorta di decenza etica, a conoscere i propri limiti, accettarli e farne vanto.
Un tacchino se fa il tacchino sarà nel pieno del suo spirito naturale... un tacchino che si mette a declamare il Wirth sarà solo un tacchino patetico e un po' fastidioso.

Fabio Pedrazzi

martedì 5 marzo 2019

LE PAROLE SONO PERDUTE... o no?

Morto Hiram, ucciso dai cattivi Compagni, le parole sono andate perdute. Oggi i cattivi Compagni stanno sugli scranni più alti, oltre che diffusi tra le Colonne, e le parole sono sempre più perdute.
Chi le cerca tra i grandi numeri troverà solo una grotta vuota e delle teste sulle picche.
Hiram ancora non è stato trovato mentre il suo corpo ha generato l'Acacia dalla cui cima il Gallo canta verso Oriente.

Sempre di più si affonda il dardo della conoscenza verso il centro della Parola. Verso quel significato recondito che si porta nel DNA... la parola non il Gallo.
Il Gallo il suo segno lo ha dato, ci ha indicato la Via cantando verso Oriente.
Lo fa ogni volta che un bussante viene introdotto nel Gabinetto di riflessione: lì stanno i segreti. Pochi se ne sono resi conto, ma l'indicazione è data, è svelata a chi ha orecchie per sentire.

Volutamente non ho detto occhi per vedere, o per leggere.
Quelli li hanno tutti. Tutti leggono il Rituale pochi lo ascoltano. Estremamente pochi lo "sentono".
L'Energia che si sprigiona durante una Tornata non ha parole, ma sono le parole che la generano.
Sono le parole declamate, non quelle scritte. Sono le vibrazioni che formano una porta quantica che permette al Massone di spostarsi sui piani sottili della trascendenza.
L'Energia Oro che cala dall'Alto viene dosata dal M:.d:.C:. che la distribuisce equamente tra i partecipanti. Ecco che le Parole sono ritrovate, ma non cercatele sul libretto del Rituale, non sono lì, non sono quelle. Quelle sono solo uno spartito indicativo che va poi attivato e soprattutto interpretato.

Quando venne deto che: le Parole sono perdute, in effetti venne detta una mezza verita. Sono i suoni che sono perduti e non le Parole.
Non per nulla le antiche popolazioni si tramandavano oralmente i loro segreti. Non per nulla ci sono i Canti di guarigione... 
Un geroglifico lo possiamo anche "interpretare"... ma il suo suono? La sua vibrazione? La sua Energia?
Questo è andato perduto... molto di più delle Parole.
Ecco perché dobbiamo sforzarci di far rivivere i suoni (vibrazioni) più che il mero significato delle Parole. Cerchiamo invece di diventare consapevoli di ciò che facciamo durante il Rituale, dei gesti, dei movimenti, di come viene vissuto.

Le Parole sono andate perdute e con esse le vibrazioni... ma lavorando sulla Via abbiamo la possibilità di ritrovarle, di riviverle e di farle vibrare ad ogni Tornata.
Buon lavoro a tutti. Un TFA.

Fabio Pedrazzi

venerdì 1 marzo 2019

ENERGIA: QUESTA SCONOSCIUTA

Prendo spunto da un convegno che si terrà il 23 marzo a Roma, presso il centro Cecilia Metella. In quell'occasione verranno esposte alcune tecniche che fanno parte del bagaglio delle "Energie sottili". Di ciò si occuperà il M° Fernando Lezzi... io tratterò la tematica seguente: ma cosa succede a livello energetico durante una Tornata massonica?

Già, cosa succede? Per prima cosa bisogna dire che sarebbe auspicabile che tutti i Fr:. e le Sr:. presenti in Tornata sappiano cosa stanno facendo. E non è una cosa scontata.
Prima di cominciare l'attivazione del Rituale c'è un'operazione che non sempre viene effettuata: la sacralizzazione dello Spazio. C'è chi confonde il Tempio con lo Spazio Sacro dove si andrà ad operare. Non è così.
L'unico gesto con una valenza sacrale e fortmente energetico è proprio la sacralizzazione dello spazio.

Attraverso gesti, parole, suoni e profumi si va a delimitare una sorta di bolla energetica in cui si andrà ad attivare il Rituale, quale esso sia. Questa operazione serve a "contenere" la Forza che si attiverà in seguito. Ovviamente a fine Tornata va desacralizzato lo stesso spazio.
Quindi se vi dicono: a noi non serve sacralizzare il Tempio perché lo usiamo solo noi... ci sono problemi di consapevolezza in agguato. Oltretutto il Tempio è un contenitore addobbato a festa da forme di ego quasi smisurate.
Ci sono simboli, scritte, attrezzi e libri... tutto bellissimo e affascinante... ma senza la consapevolezza di ciò che racchiudono intrinsecamente quei simboli rimane uno sterile albero di Natale.

Ma torniamo alla nostra Energia durante una Tornata. Il Rituale è lo spartito, i Massoni presenti sono i Maestri d'Orchestra, per far sì che tutto sia giusto e perfetto ognuno deve rappresentare al meglio il proprio ruolo. Declamando le parole del Rituale si emettono vibrazioni e sono proprio quelle che vanno a dare vita alla Tornata. Non le parole ma il vibrato quantico che le parole interpretate rilasciano nel cosmo. Quindi le fasi sono principalmente quattro (come gli elementi): Sacralizzazione dello Spazio, che non deve per forza essere un Tempio, può essere una stanza d'albergo, un tavolo o un prato... collegamento tramite il M:.d:.C:. tra sopra e sotto e attivazione del quadro di Loggia... terza fase il Rituale vero e proprio, tutto il vibrato quantico che si forma nel declamarlo. Quarta e ultima fase: la desacralizzazione o disattivazione.

Queste sono le condizioni necessarie, a livello energetico, per cui una Tornata porterà beneficio a tutti i presenti. L'Energia che scorrerà sarà più o meno "pulita" a secondo la consapevolezza messa in campo dai partecipanti. Se ben condotta, una Tornata diventa una porta Spazio-Temporale utilizzabile per spostarsi su quei piani sottili di cui parlerà il M° Lezzi.
Ecco perché è importante sapere di cosa parliamo quando pronunciamo il termine: Energia.

Ovviamente diventa altresì importante capire cosa stiamo facendo durante un Rituale... ma qui andiamo un po' più sul difficile. Per ora accontentiamoci di capire, e sentire, che cos'è l'Energia.

Fabio Pedrazzi

mercoledì 13 febbraio 2019

OPUS DEI... la Massoneria del Vaticano

Due nomi: Josemaria Escrivá e Gianmario Roveraro. Il primo è il fondatore dell'OPUS DEI, il secondo fu  trovato morto, fatto a pezzi, in un casolare delle campagne parmensi nel 2006. Per chi non lo sapesse Roveraro era uno degli uomini più influenti della Finanza italiana, e non solo.
Ma cosa c'entra l'OPUS DEI di Escrivá con Roveraro? C'entra perché Gianmario Roveraro ne faceva parte.
Che cos'è l'OPUS DEI  ufficialmente, lo trovate a questo link: https://opusdei.org/it-it/article/storia/ . Che cos'è effettivamente, è cosa ben più complessa da spiegare.

Quello che appare abbastanza lapalissiano è che sono strutturati come la Massoneria: piramidali con alla base circoli (logge), uniti fraternamente e soprattutto silenziosi e quasi del tutto invisibili.

Oggi in effetti la Massoneria non è più così silenziosa e nemmeno coesa. Non è nememno più così ben introdotta nei salotti che contano, e se lo è, poco ha a che fare con chi realmente siamo o dovremmo essere.
Raccontare tutta la storia dell'omicido Roveraro, in questo contesto, mi risulta impossibile, vi consiglio perciò la lettura di questo libro: OPUS DEI, il segreto dei soldi

Tornando a Josemaria Escrivá: durante degli esercizi spirituali, il 2 ottobre del 1928, per "ispirazione divina", fonda L'OPU DEI. Pian piano si ramifica in tutto il mondo e va ad occupare, attraverso i suoi uomini, posizioni a dir poco cruciali nel mondo finanziario, politico e impreditoriale.
Opera sottotraccia, in silenzio... come faceva, e dovrebbe fare, la Massoneria.

Essendo un'associazione con sede in uno stato indipendente (il Vaticano), non è soggetta a dare conto dei suoi iscritti. In effetti è una Società Segreta, di difficile individuazione nel sociale, a parte la struttura in vista ne esiste una decisamente impenetrabile.
Detto ciò mi viene spontaneo un parallelo: l'OPUS DEI opera nei modi come la Massoneria, è presente nei punti di comando dell'intero pianeta e fa gli interessi della più piccola ma potente nazione del mondo: il Vaticano. Questa organizzazione è in grado di spostare equilibri fondamentali nella "gestione" dell'umanità.
E' tutto ciò di cui siamo accusati noi: i Massoni.

Molte volte quando sento luoghi comuni, accuse di manipolazione, intrighi internazionali, impicci vari mi viene spontaneo dire: attenzione, state sbagliando istituzione.
Ecco perché ho accumunato, all'inizio dell'articolo, Escrivá e Roveraro. Perché fanno parte di una storia che non ci appartiene ma che appare come il solito copia-incolla che il cattolicesimo ha effettuato a partire da circa 2000 anni fa. Un'elegante e portentosa operazione di marketing che ha portato a sovrascrivere le storie altrui facendole diventare proprie.

L'OPUS DEI ha preso il nostro metodo e ci ha lasciato le brutte figure, a volte manipolandole a dovere o infiltrando personaggi ambigui tra le nostre fila (questa deduzione mi viene dal fatto che ci sono stati episodi di doppia appartenenza). Fila che si sono sempre di più sgualcite nel mondo Massonico.
Le risposte a tutto ciò si trovano in Vaticano, le hanno e sanno di averle.
Spero di aver innescato la vostra cusriosità sull'OPUS DEI, in fondo un po' di luce anche su di loro male non farebbe.

Fabio Pedrazzi

martedì 29 gennaio 2019

L'IMPORTANZA DI CHIAMARSI TAVOLO

Titolo ovviamente ironico. Prendo spunto dalla Tornata di ieri sera (28 gennaio 2019) per una piccola riflessione: quanto è importante l'agape bianca dopo la Tornata?
A dirlo così sembra quasi una gossippata ma, approfondendo un po' di più l'argomento, in effetti il tema è più serio di quello che appare.

Così è stato per noi, tanto che tra un pezzo di carassau con fettina di lardo di colonnata e un bicchiere di vino rosso, attorno al tavolo si sono snodati argomenti di tutto rispetto.
Fr:. e Sr:. che disquisivano del simbolo della lemniscata (infinito) che si va formando tra la sala dei passi perduti e l'ingresso nel Tempio... e questo solo agli antipasti... dopo i primi si era già passati alla spiegazione del perché il Regolo del M:.d:.C:. deve essere 4x4x144.


Argomenti pregni di significato, snocciolati attorno a un tavolo imbandito, prendono tutto un altro sapore e non solo per via dei gnocchetti con la salsiccia che formavano deliziose cunette nei piatti dei commensali.
Il fatto è che dopo una Tornata, se decentemente eseguita, ci troviamo con i canali ricettivi aperti, energeticamente puliti, e con l'atto del cibarsi andiamo a fissare, e poi metabilizzare, tuto il lavoro svolto nel Tempio.

Ecco "l'importanza di chiamarsi tavolo"... perché è intorno ad esso che chiudiamo effettivamente gli architettonici lavori. Ovviamente l'agape non deve mai precedere la Tornata, andremmo a lavorare appesantiti dal cibo che, a quel punto, non sarà più un metodo di fissaggio energetico ma ribalterà la sua proprietà fornendo energia sporca durante la Tornata.

Così è stato che all'arrivo in tavola del mirto si era già sul dialogare attorno alle Energie Sottili e all'atteggiamento che il Massone deve avere nel mondo profano.
Il dolce: frappe e crostata, hanno suggellato il salto quantico... non nel senso culinario, ma proprio quello filosofico-scientifico. Chi poneva sul tavolo la teoria che: "il pensiero forma la materia" e chi rammentava che nello spermatozoo c'è la metà esatta delle informazioni necessarie per la formazione di un nuovo essere biologico.
Temi che sembrano vagare nel nulla cosmico di un dopo cena qualunque. Ma così non è.
Sono tutti frammenti che vanno poi a formare un mosaico, un tutto, partorito da un'unione spirituale che si salda intorno a un tavolo.

Un giorno un mio carissimo Fr:. (che chiamo affettuosamente Fratellone, ma solo per via che è più avanti di me con l'età) mi disse: una Tornata la puoi fare anche intorno a un Tavolo... ora ho capito cosa intendeva.

Fabio Pedrazzi

venerdì 11 gennaio 2019

IL MASSONE NEL CAOS (V.M. 3°)

Dopo una serie di post piuttosto accessibili uno un po' diverso, diciamo che potrebbe apparire criptico ai più. Pazienza. Anche le "nostre" cattedrali lo sono. Libri aperti solo a chi ha le chiavi di lettura.
Torno sul 33° grado del RSAA.

ORDINE DAL CAOS.
Ormai le Colonne sono state abbattute e con esse il Tempio egoico del Massone. Lo stesso Massone che tempo prima aveva cominciato a sgrossare la sua Pietra.
Il Nero, il Bianco e il Rosso si sono avverati. Il piombo si è fuso e con esso anche l'Oro alchemico ha trovato una sua collocazione nel mosaico del quadrato magico.

Melancholia I - Dürer
Non è più ora della Melancholia, a questo punto Tutto dovrebbe essere stato svelato ma... il solito ma... ma così non è. Il 33° è quello della rinascita: l'Ordine dal Caos.
Già ma quale Ordine e, soprattutto quale Caos?
Se dovessimo ascoltare la teoria del Caos, e in partcolar modo quella dei DNS (Dinamic Nolinear System) ci renderemmo conto che è vero tutto l'inverso... è il Caos che genera l'Ordine, o meglio: il CAOS è ORDINE. Un Ordine diverso, diverso da quello concepito dalla mente umana.
Osservando una foresta la nostra piccola e manipolata mente ci farà dire: che Caos, non si capisce nulla. La mente non capisce nulla, ma la Foresta è un Ordine Giusto e Perfetto: è l'Ordine.

Noi siamo il Caos costruito dalla megalomania di controllare Tutto e Tutti. Ma il Mago, l'Iniziato e l'Alchimista sanno perfettamente che la Pietra Filosofale è solo una polverina per gli sciocchi, un placebo per anime perse... il Sim Sala Bim di Silvan. L'operazione di un prestigiatore che vi fa vedere ciò che volete vedere: ecco perché funziona, per il semplice motivo che crediamo che funzioni.

Tornando ai DNS possiamo dire che sono questi sistemi a influenzare la nostra vita, le nostre vite. Impariamo a governare il Caos, lasciando che resti Caos e avremo di fatto raggiunto il punto di non ritorno, quel punto che oscilla tra l'equilibrio e la dissolvenza. Il profano, e anche la maggioranza degli inziati odierni, che entra in una bolla energetico-vibrazionale nemmeno se ne accorge, nemmeno si rende conto di fare parte del Caos stesso.

Ecco cos'è il 33° del RSAA: il Caos magmatico da cui scaturirà l'esplosione lavica della consapevolezza. La cosa buffa è che dovrebbe essere lo stesso anche al 3° grado azzurro... il dramma è che vedo ancora oggi Maestri sbagliare il Segno da Apprendista... infatti chi li governa si chiama Ordine, ci sarà un motivo.

Fabio Pedrazzi


giovedì 3 gennaio 2019

LA MASSONERIA SPIEGATA AI NEOFITI (libro)

Questo volumetto (senza pretese) mi è stato quasi imposto dalle molteplici domande sulla Massoneria. Non passa giorno che nei messaggi trovo, più o menoo, queste domande:
- Ma cos'è la Massoneria?
- Come posso fare per entrare a farne parte?
- A chi devo chiedere?
- Ma come funziona?
- Quali sono gli scopi?

Questo da parte dei profani. Ma tante altre mi arrivano, in maggior parte da Apprendisti:
- Ma quel simbolo nel Tempio cosa significa?
- Perché devo stare in silenzio?
- Come posso fare per imparare bene i Rituali?
- Ma effettivamente come è composta la Massoneria?

Per cercare di dare delle risposte semplici, senza utilizzare rimandi di alto grado letterario-massonico e senza scomodare i soliti noti (Guenon, Wurth, Porciatti, Mosca, Reghini e chi più ne conosce più ne pensi) mi sono detto: qua serve un post lungo un volume... un volumetto, scritto con il linguaggio del blog, in modo da non sopraffare di nozioni storico-noiose chi legge ma, soprattutto, un testo che si capisca, scritto in un italiano degli anni 2000,veloce, circostanziato e fruibile all'istante, un po' come quegli integratori che si sciolgono subito e non devi girare il cucchiaino nel bicchiere per mezz'ora.

Ecco che è nato: LA MASSONERIA SPIEGATA AI NEOFITI.

Se vi piace l'idea acquistatelo, nella versione ebook (kindle) costa 3 euro e 90, in quella cartacea raggiunge la roboante cifra di 8,11 euro.
Mi piacerebbe che venisse consigliato a tutti i bussanti, perché in fondo l'ho pensato per loro.
I Maestri non me ne vogliano se ho saltato a piè pari parecchie cose, ma ho cercato di dare solo quelle informazioni che ho ritenuto necessarie, basilari.

Tutto qui.

Grazie del tempo che dedicate a leggermi.
Fabio Pedrazzi