venerdì 23 marzo 2018

Giove dipinge farfalle - Dosso Dossi (fine'400 primi del '500)

Quest'opera è stata ritrovata a Cracovia grazie ad un collezionista privato, nemmeno se ne conosceva l'esistenza.
Leggendo varie recensioni (profane) fatte da critici d'arte, anche autorevoli, mi è subito saltata agli occhi la differenza interpretativa con cui ci accosta a quest'opera.
Ovviamente un iniziato ha chiavi di lettura differenti quindi, con molta umiltà, cercherò di dare la mia interpretazione confidando che F:. più esperti possano aggiungere informazioni o correggere errori.

L'opera è un racconto alchemico della trasmutazione del piombo in oro e Giove non sta dipingendo farfalle ma una sola farfalla. Si noti infatti che quella dove è posizionato il pennello è incompiuta, la seconda è finita ma immobile mentre la terza svolazza libera su di un fondo grigio che tanto ricorda il piombo.
Dietro la tela grigia e la metamorfosi della farfalla si vede "l'oro" che si espande nel cielo sopra un paesaggio di acacie.
Alle spalle di "Giove" c'è Mercurio, elemento fondamentale per la trasmutazione alchemica del piombo in oro. Mercurio si gira e rivolgendosi ad una Grazia fa cenno di stare il silenzio. Ma forse non è il cenno del silenzio profano ma quello che Hiram di Tiro rivolge al servo nel 4° grado del RSAA. Se così fosse allora nemmeno la figura di Giove è da intendersi come appare ma va vista come raffigurazione di Salomone e conseguentemente la Grazia rappresenta il servo "impiccione".

Visto che questo blog è di libera lettura mi fermo qui nell'analisi iniziatica dell'opera. Comunque mi appare chiara la vocazione alchemica del dipinto.
Ora attendo i vostri suggerimenti e vostre analisi.

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