mercoledì 6 giugno 2018

LE PAROLE CHE NON TI HO DETTO

Tema alquanto delicato: il silenzio.
Lo troviamo subito, all'ingresso nell'Istituzione. Lo troviamo nel gabinetto di riflessione e nel primo grado: quello di Apprendista.
Ma cos'è il Silenzio per il Massone?
E' una condizione nella quale può crescere, lavorare, sviluppare una sensorialità che le parole non permettono di approfondire.
Il "silenzio massonico" va esercitato tutta la Vita, non finisce con il compagnonaggio, anzi!

Ma silenzio non significa necessariamente non parlare, non scrivere o non comunicare.
E' di un silenzio interiore che si parla, è una condizione alchemica che trasmuta la nera parola in bianco suono, poi si fa verde bottiglia ed infine polvere rossa. A questo punto il drago è morto e la pietra filosofale è quasi pronta per poter essere utilizzata. Quasi... perché sarà solo immergendola nel silenzio del Tempio che donerà tutta la sua potenza.

Attraverso uno stato di silenziosa pacatezza, il Massone, assorbe le vibrazioni che lo circondano, le metabolizza, le purifica e le rilascia energizzate attraverso tutto l'universo delle energie sottili. Questo è il lavoro silenzioso del Massone. Ne troviamo traccia in alcuni rituali dei gradi superiori del RSAA (dal 4° in su). E' proprio approfondendo il lavoro silenzioso dell'apprendista che il M:. prosegue nel suo cammino tra le Colonne.

Nei Templi indiani, quelli dove all'esterno troviamo una moltitudine di bassorielievi evocanti "battaglie erotiche", man mano che ci addentriamo le figure svaniscono sino a sparire del tutto una volta arrivati al centro del Tempio. Lì tutto è silenzio... le pulsioni sono fuori, ora tutto tace e solo il ritmo del nostro Cuore ci fa capire che siamo vivi e pulsanti.
Ecco, questo è il Silenzio del Massone: il centro del Tempio.
Ora non resta che capire dove e cos'è il Tempio.

Fabio Pedrazzi

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